
Quello che non chiaro é il principio di “Tolleranza” che copre a ombrello le gesta vandaliche di chi decide a suo arbitrio che una proprietà altrui possa essere sfregiata e compromessa.
Oggi tutti si indignano per il Tag dei 3 writers sulla cornice sovrastante l’arco della Galleria Vittorio Emanuele, in Piazza Duomo.
I difensori a oltranza della libertà espressiva dei writers tacciono perché questa volta ad andarci di mezzo non é stata la facciata di una casa novecentesca in ceppo d’Adda bugnato (come quella in foto) ma un pezzo di Storia dell’Architettura ottocentesca in stile neorinascimentale, opera di Luigi Mengoni che disegnó anche la Galleria Umberto I di Napoli.
Detto ció, non si capisce perché ció che indigna e suscita riprovazione non possa riguardare anche la facciata di un condominio nella medesima città in una zona magari periferica.
La deriva intrapresa dai vandali delle facciate (e dei monumenti) é pericolosa e riguarda il modo di vivere e di godere degli spazi comuni. Pregiudicare l’armonia e la bellezza di Galleria Vittorio Emanuele II o del Condominio Presciutti alla Barona é egualmente grave e pregiudizievole. La comprensione del “gesto” non é piú ammissibile.
Chi deturpa oggi é sanzionato in un modo talmente blando da sfiorare l’insignificanza.
Dietro querela del proprietario danneggiato con una multa fino a euro 103 (art.639 del codice penale).
Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati si applica una multa da 300 a 1.000 euro.
Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno* oltre a una multa da 1.000 a 3.000 euro.
*Ad oggi non é mai stato comminato il carcere.





