di Alessandro Roazzi
Il possibile aumento delle accise sul diesel (povero me) scatena il vezzo elitario di prendere in castagna la Meloni, che aveva a suo tempo giudicato una vergogna un simile proposito. I salotti che si guardano l’ombelico.
Molto più impegnativo l’annuncio di Giorgetti: sacrifici per tutti, più virtuosi di tutti in Europa. Qui sta il vero cuore della questione economica e sociale, qui dovrebbe concentrarsi la pressione e la proposta (alternativa) di chi immagina che quelle frasi celino solo una macelleria sociale già vista tante volte nel passato.
Ma l’impressione è che mentre le forze sociali appaiono più attente, le opposizioni politiche mostrano come al solito un lato parolaio e inconcludente.
Eppure, Giorgetti ha preannunciato un cambio di rotta che i propositi europei già rendevano probabile e che sono stati disattesi in termini di analisi dai distruttori vecchi e recenti della sinistra.
Giorgetti preannuncia equilibrio, parola inquietante quando si tratta di sacrifici.
Ma gli anatemi prossimi venturi dei vari Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli lasceranno impregiudicate le risposte da dare, complessive, impegnative, difficili socialmente ad uno scenario che tenta di uscire dalle emergenze e non potrà svincolarsi dai diktat, sia pure morbidi, europei.
Ci andiamo (noi che non vogliamo politiche di destra e divisive) disarmati e petulanti? Ci basta piazza e odio politico? Ci affidiamo a qualche scandalo giudiziario sempre ipotizzabile? O va ricostruita una sinistra vera, ovvero rivoluzionaria nel suo riformismo?




