
di Sergio Pizzolante
Se ci fosse una sinistra riformista e di governo.
Se ci fosse adesso, in Italia, una sinistra seria, riformista e di governo (che poi sarebbe la mia sinistra…), il Governo Meloni andrebbe subito in grande difficoltà. Adesso.
Invece c’è una sinistra meloniana, che fa di tutto per tenere la Meloni al suo posto, che è indispensabile per la permanenza di Salvini al suo posto.
Una sinistra che vive perché abbaia senza mordere. Perché sa solo abbaiare.
Mi spiego. Si profila ( forse…tocchiamo ferro!) un possibile accordo in Ucraina. Per una pace decente, accettabile. Anche dagli ucraini.
Cioè, no alla NATO al momento, si all’Europa in prospettiva, con territori occupati in gran parte persi, e con l’Europa che garantisce la sicurezza futura dell’Ucraina, anche con mezzi bellici e truppe ai confini.
In un sol colpo, l’Europa dimostra di esistere, l’Ucraina non diventa russa, come voleva il criminale russo.
Ecco, di fronte a tutto questo l’Italia deve essere della partita. Assolutamente. Deve essere sul campo, con mezzi e truppe. Meloni sarebbe d’accordo, Salvini no.
Una opposizione seria, una sinistra a fuoco, diciamo, di governo, dovrebbe dire a Meloni: ci siamo, uniamo il Paese, hai i nostri voti, insieme in Ucraina.
Invece non lo fa. Perché vive in quanto anti qualcosa, anticraxiana prima, anti Berlusconi poi, e ancor dopo anti Meloni.
Cioè vive in quanto non è. E insegue Conte che è un meschino putinista. Come Salvini.
E’ la sinistra alla Schlein, residuo del vecchio massimalismo inconcludente venduto per moderno. Movimentismo liceale, che “sciopera” dalla realtà.
Struccata, questa sinistra “gggiovaaane”, appare vecchissima. Un rigurgito.





