
Africa, Europa, Algeria e Italia “sono pilastri di uno sviluppo della sicurezza alimentare che guarda e affronta i grandi problemi e che li risolve in una logica comune di impegno”.
Lo ha detto ieri ad Algeri il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, alla cerimonia di formalizzazione dell’accordo tra Bf International Best Fields Best Food Ltd, società controllata dal gruppo italiano Bf Spa [Bonifiche Ferraresi, ndr], il ministero dell’Agricoltura e lo sviluppo rurale algerino e il Fondo per gli investimenti agricoli per la concessione di 36.000 ettari nella wilaya (provincia) meridionale di Timimoun.
Il progetto prevede la realizzazione di una filiera integrata seme-prodotto finito totalmente sviluppata e gestita da Bf Spa con la collaborazione delle istituzioni locali.
“Oggi è un giorno particolare, perché firmiamo questo atto formale che mette in condizione una grande impresa italiana come Bonifiche Ferrarsi di creare e consolidare una partnership forte tra due nazioni,”, ha detto il ministro.
L’obiettivo del gruppo guidato da Federico Vecchioni è consegnare “chiavi in mano” all’Algeria un’intera filiera agroalimentare fatta e finita, dalla fornitura di sementi alle produzioni industriali derivate dai raccolti, inclusa la pasta. Il progetto, teso all’autosufficienza agroalimentare algerina, prevede l’utilizzo di tecniche agronomiche avanzate, come l’avvicendamento colturale per ottimizzare la resa agricola, e secondo fonti algerine ha un valore complessivo stimato di 420 milioni di dollari.
“Un investimento che garantisce autosufficienza alimentare come impegno, che garantisce qualità dei prodotti e che può garantire anche un altro elemento: la difesa dell’ambiente. Perché gli agricoltori sono i primi ambientalisti del pianeta e dove c’è agricoltura c’è difesa del territorio”, ha aggiunto Lollobrigida.
“Sono contento che questo processo sia intitolato per quanto riguarda l’Italia a una persona, Enrico Mattei, che affiancò l’Algeria in quella voglia di essere libera e di essere forte, aiutandola come va aiutata una Nazione dell’Africa, considerandola un partner con eguali diritti, uguali doveri e con grande rispetto”, ha aggiunto Lollobrigida, in riferimento al Piano Mattei del governo italiano per lo sviluppo dell’Africa.
In Algeria, ad Enrico Mattei è largamente riconosciuto un altissimo ruolo di sostegno, amicizia e vicinanza durante gli anni della guerra di liberazione nazionale (1954-1962).
Mattei ha storicamente sostenuto sia il Fronte di liberazione nazionale sia il Governo provvisorio della Repubblica algerina, al quale ha fornito un apporto significativo all’interno dei negoziati degli Accordi di Evian.
Il suo nome evoca anche il numero elevato di studenti algerini, futuri quadri e dirigenti dell’industria petroliera ed energetica, formati su sua iniziativa nelle scuole dell’Eni a San Donato Milanese.
“Prima di Enrico Mattei i popoli europei guardavano l’Africa con logiche predatorie che noi non vogliamo si affermino mai più da nessuna parte. Crediamo che l’Africa non va trattata con una visione caritatevole che mette a posto le coscienze di qualche abitante dei paesi considerati più sviluppati”, ha aggiunto Lollobrigida.
L’accordo firmato ieri ad Algeri rappresenta il più grande progetto internazionale di Bf Spa “nel Mediterraneo e per il Mediterraneo” ha detto Federico Vecchioni, amministratore delegato di BF Spa, alla cerimonia di formalizzazione dell’accordo tra Bf International Best Fields Best Food Ltd, società controllata dal gruppo italiano, il ministero dell’Agricoltura e lo sviluppo rurale algerino e il Fondo per gli investimenti agricoli per la concessione di 36.000 ettari nella wilaya (provincia) meridionale di Timimoun.
Il piano prevede la realizzazione di una filiera integrata seme-prodotto finito totalmente sviluppata e gestita da Bf Spa con la collaborazione delle istituzioni locali. “Italia e Algeria proseguono un percorso in cammino comune. Da oggi pomeriggio, i nostri tecnici predisporranno tutte le azioni per essere pronti per le semine autunnali”, ha aggiunto il numero uno di Bf ferraresi. Una volta a regime, la coltivazione di cereali – grano duro e tenero – (per circa il 70 per cento della superficie) e la restante parte dedicata a legumi – lenticchie, fagioli, ecc. Le produzioni saranno destinate al mercato locale.





