
Al ridicolo della propaganda climatica non c’è limite. Ormai è necessario schermarsi ridendo, relegando gli allarmi quotidiani della comunicazione mainstream nel novero delle barzellette e tirare incivili pernacchie.
Che altro fare se questi propagandisti da strapazzo non sanno nemmeno cosa dicono?
In questi giorni si sprecano gli allarmi per il gran caldo e si usano, per definirlo, parole antiche, come “canicola” e “solleone”.
Parole antiche che fanno capire che anche in tempi nei quali non c’era Greta Thumberg, non sproloquiava Kamara Harris (che sta battendo Biden delle gaffe) e non straparlavano le orde dei “difensori” del pianeta, il caldo torrido esisteva.
La canicola era ed è il periodo di maggior caldo dell’anno, corrispondente a quello in cui il Sole ha appena oltrepassato le costellazioni del Cane maggiore e del Cane minore (per l’emisfero boreale tra la fine del mese di luglio e quella del mese di agosto).
Canicola sta e stava per periodo estivo di caldo torrido.
Il nome deriva dal latino canicula (“piccolo cane”), riferito alla stella più luminosa (Sirio) della costellazione del Cane Maggiore.
Sirio è la stella associata alle dee Hathor e Iside il cui apparire in cielo in estate, dopo un lungo intervallo di circa 70 giorni di non visibilità, sembrava annunciare la benefica inondazione estiva del Nilo.
Il periodo della canicola coincide in gran parte con il solleone, ossia con il periodo nel quale il Sole è nella costellazione zodiacale del Leone.
E’ evidente che, fin dall’antichità, i mesi di luglio e di agosto erano quelli che presentavano le temperature più elevate dell’anno, ritenute sin da quei tempi di caldo torrido.
A quel tempo non c’era la CO2, non straparlavano i climatologi di regime, non c’era chi, come Bill Gates, si incaricava di oscurare il sole gettando gesso in atmosfera, eppure c’era la canicola.





