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NUOVI VERTICI PER RAI E POLIZIA DI STATO

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Vittorio Pisani è il nuovo capo della polizia, Lamberto Giannini sarà prefetto di Roma e Roberto Sergio, indicato dal Mef per il consiglio di amministrazione della Rai, sarà poi nominato ad dell’azienda come amministratore delegato.

Sono le nomine alle quali, secondo quanto apprende l’AGI, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera.

Il Ministero dell’economia e delle finanze, in assemblea, formulerà al Consiglio di amministrazione formale proposta di nomina di Roberto Sergio quale amministratore delegato della societa’à per la restante durata del mandato. 

Roberto Sergio è l’attuale direttore di Radio Rai.

Secondo le indiscrezioni di Primacomunicazione online, Roberto Sergio, dopo essere stato nominato amministratore delegato, comunicherà la decisione di procedere all’assunzione di Giampaolo Rossi con l’incarico di direttore generale della Rai.

Il tandem Roberto Sergio-Giampaolo Rossi, molto affiatato, secondo Primacomunicazione online “ha costruito l’iter del passaggio dalla gestione Fuortes, che avrebbe fatto riferimento al centro sinistra, alla nuova governance riferimento del centro destra”.
Roberto Sergio è un manager Rai di lungo corso, che comincia nel 2004 nell’area del New Media, poi presidente della Sipra e di Raiway, quindi dal 2017 direttore della Radio di cui ha fatto una profonda trasformazione e svecchiamento. Di estrazione democristiana, amico da sempre di Pier Ferdinando Casini, Sergio è un manager intelligente navigatore, ben considerato a destra ma con buoni rapporti anche a sinistra.

Rossi, consigliere di Giorgia Meloni sulle questioni dei media e del servizio pubblico, conosce molto bene la Rai avendo trascorso dieci anni a viale Mazzini come presidente di Rainet agli albori della trasformazione digitale. Poi Rossi ha fatto parte del Cda in quota FdI (dal 2018 al 2021) – anni in cui ha fatto coppia stretta con l’allora amministratore delegato Fabrizio Salini, di nomina pentastellata, appoggiando con vigore il suo progetto di rinnovare l’offerta televisiva con la riorganizzazione dei Generi.

Alla Rai il cambiamento riguarderà poi gli organigrammi e quindi dalle nomine.

Una prima novità, sempre secondo le indiscrezioni di Primacomunicazione online, è che il capo dello staff di Sergio sarà Paola Marchesini.

La Marchesini attuale direttore di Radio 2, dove ha fatto bene, è molto stimata da Sergio, preparata sia sul fronte gestionale che editoriale, ha relazioni a 360° ed è anche ben vista a sinistra. Cosa che torna comodo al neo ad.
Nell’area editoriale Stefano Coletta, direttore dell’Intrattenimento e già direttore di Raiuno e di Raitre, molto ascoltato da Fuortes, vicino al Pd, ai renziani e anche ai Cinque stelle, dovrebbe lasciare.

Il candidato alla successione è Marcello Ciannamea, attuale direttore Distribuzione, una lunga esperienza ai vertici nel marketing e del coordinamento palinsesti, un bravo manager portato in palma di mano da Matteo Salvini.

La logica di Sergio è di cambiare i direttori e di trovare parallelamente un incarico per i rimossi. Coletta quindi andrà a capo della direzione Marketing. L’attuale direttore del Marketing, Roberto Nepote, arruolato da sempre dell’area di centrodestra, è destinato alla presidenza di Rai Pubblicità dove l’attuale amministratore delegato Gian Paolo Tagliavia dovrebbe mantenere il ruolo.

Si sposta anche Simona Sala lasciando Rai Day Time, direzione molto impegnativa, dove si trovava un po’ come un pesce fuor d’acqua. Già direttore della testata del Giornale Radio e di Radio Uno e poi del Tg3, Sala, simpatie dem però nominata alla Radio in quota 5 Stelle, adesso ci farà ritorno come direttore di Radio 2, al posto di Marchesini.
Angelo Mellone, già vice al Day time e meloniano doc, le succede alla direzione. Una storia di vicedirettore di Raiuno, dove ha riorganizzato le Linee (verde, bianca e blu) con risultati positivi, Mellone aspirava da tempo ad una direzione, anche sem non fa mistero di coltivare obiettivi molto ambiziosi.

Dovrebbe invece restare a Rai Fiction Maria Pia Ammirati, ex direttore delle Teche e un lungo trascorso a Raiuno da vicedirettore di ‘Uno mattina’ e ‘Vita in diretta’, nonostante appartenga all’area dem e sia stata voluta alla guida della direzione da Dario Franceschini.
Sergio la vorrebbe mantenere nella posizione dove ha fatto un buon lavoro, ma il condizionale è d’obbligo dato che l’assetto complessivo del nuovo organigramma non è ancora chiuso e Rai Fiction suscita potenti appetiti. E’ noto che Salvini voglia portare sulla poltrona della Ammirati Fabrizio Zappi, attuale direttore di Rai Documentari.

Passando alle testate giornalistiche sembra deciso l’arrivo al Tg1 di Gian Marco Chiocci, direttore di Adnkronos e già direttore del Tempo.

Chiocci viene dato vincente rispetto a Nicola Rao, da pochi mesi direttore del Tg2 anche lui vicino alla premier e in predicato per il Tg1.

Rao dovrà lasciare il Tg2 che, per un problema di equilibri tra i partiti di governo, viene rivendicato da Forza Italia per il direttore di Rai Parlamento Antonio Preziosi.

Per Rao si parla della direzione dell’Approfondimento, ruolo politicamente e gestionalmente delicato perché controlla i talk e gli approfondimenti giornalistici, da Report a Porta a Porta, In Mezz’ora, Cartabianca, Agorà, Il Cavallo e la Torre e gestisce i pezzi da novanta dei giornalisti collaboratori a contratto Rai, tutti simpatizzanti di sinistra.

Finora era responsabilità di Antonio Di Bella, esperto direttore e navigatore (Tg3, testata regionale, Rai News 24 oltre che corrispondente dall’America e direttore di Raitre), che ha raggiunto l’età del pensionamento e deve lasciare la Rai. Alla direzione Approfondimento, contesa, spunta Paolo Corsini, anche lui Fratelli di Italia, già vicedirettore di Raidue con delega all’informazione. Una lunga storia giornalistica alla Radio e a Rai Parlamento, Corsini è uno dei vice di Di Bella con un ruolo di primo piano.

Resta al Tg3 Mario Orfeo, l’indiscusso migliore direttore giornalistico della Rai (sperimentato anche alTg1 e Tg2), direttore generale dopo l’uscita di Campo Dall’Orto, e per pochi mesi anche responsabile dell’Approfondimento dove Fuortes lo aveva voluto e, dopo scontri feroci, rimosso.

Vittorio Pisani prende il posto di Lamberto Giannini, nominato prefetto della Capitale. Catanzarese, 56 anni, Pisani a febbraio scorso era stato nominato prefetto e collocato fuori ruolo alla presidenza del Consiglio.

Nel 2021 l’allora premier Mario Draghi e il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, gli avevano già affidato la vice direzione dell’Aisi.

Dal 1999 al 2004 ha ricoperto l’incarico di funzionario coordinatore di indagini in materia di criminalità organizzata e di ricerca latitanti al Servizio Centrale Operativo della Polizia.

Lamberto Giannini è un uomo riservato, che non ama i riflettori. Grande esperto di terrorismo e fine investigatore, prima di diventare capo della polizia aveva guidato, in ordine di tempo, la Digos di Roma, il Servizio Centrale Antiterrorismo e la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, della quale è stato direttore dal 1 ottobre 2016 al 23 dicembre 2020.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine del Cdm, ha dichiarato: “Complimenti e auguri di buon lavoro al prefetto Lamberto Giannini per la nomina a prefetto di Roma e al prefetto Vittorio Pisani per quella a capo della Polizia – direttore generale della pubblica sicurezza. Sono convinto che, grazie alla loro professionalità ed esperienza, sapranno svolgere al meglio i nuovi prestigiosi incarichi al servizio delle Istituzioni e dei nostri cittadini”. ”Sono certo – ha aggiunto Piantedosi – conoscendo le straordinarie qualità” di Vittorio Pisani e Lamberto Giannini, che ”la loro nomina contribuirà a rafforzare l’azione dello Stato sul versante della tutela dei diritti e della legalità. Sarò al loro fianco nel lavoro impegnativo a cui sono chiamati in questo delicato frangente, e rivolgerò particolare attenzione alle sfide che attendono la Capitale dove io stesso, dopo la mia esperienza di capo di gabinetto del Viminale, ho svolto le funzioni di prefetto prima di assumere l’attuale l’incarico”.

Deciso anche chi comanderà la Guardia di Finanza. Sarà Andrea De Gennaro, attualmente comandante in seconda. C’è l’accordo, è stato comunicato nel Consiglio dei ministri, ma la nomina sarà fatta nella prossima riunione del Cdm. Dietro la scelta di rinviare, la richiesta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – in missione in Giappone – di essere presente al Consiglio dei ministri su una nomina che dipende dal Mef.

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  • Redazione

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