
All’apparenza la rielezione di Ursula von der Leyen confermerebbe la maggioranza centrista della precedente Commissione europea. In realtà, la trazione dei popolari è tedesca, polacca e spagnola, paesi nei quali i popolari di destra sono molto “pesanti”. Considerando la Germania, la componente più pesante della CDU è la destroide bavarese CSU, che non disdegnerebbe alleanze a destra (Afd). In Spagna, i popolari sono cauti con l’estrema destra di Vox ma ne integrano molte istanze. Anche in Polonia, il moderato Tusk non si ritrae di fronte alle istanze ipernazionaliste di alcuni componenti della sua coalizione. Sembra proprio che il PPE, aspettando l’esito delle elezioni americane che dovrebbero portare alla presidenza un Trump rieducato dalla Heritage Foundation (Project 2025), sarà il traghettatore dell’UE a destra. D’altra parte, i metodi e le posizioni ideologiche di Ursula von der Leyen ben rappresntano questa tendenza verso “l’autoritarismo democratico”. Incredibilmente, almeno per ora, Ursula ha scelto il sostegno dei Verdi – formazione politica fintamente progressista e ambientalista che invece sostiene i più biechi interessi delle élite neoliberali americane – preferiti all’italiana Meloni e ai suoi Fratelli d’Italia e ECR.
A noi sembra che la formazione della nuova Commissione Ursula sarà la cartina di tornasole di una virata a destra che dovrà essere saldamente guidata dal PPE.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio come si comporrà la nuova Commissione Ursula. Un primo paragrafo è necessario per ricordare le regole del gioco.
La proposta dei Commissari europei è competenza di ciascun governo nazionale che propone uno o più nomi ed eventuali preferenze di portafoglio al Consiglio europeo e alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen confermata nell’incarico il 18 luglio dal Parlamento europeo con 401 voti su 720. Teoricamente ognuno dei 27 stati membri dovrebbe avere un Commissario, ma è il Consiglio europeo che, in consultazione con la presidente eletta della Commissione, decide all’unanimità se il numero totale dei Commissari sia di 2/3 dei paesi membri (articolo 17-5 del TEU), quindi 18 o 19 Commissari, oppure adotti una decisione diversa. Mentre la nomina del Commissario vicepresidente e Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza è prerogativa del Consiglio – si è già fatto il nome della estone Kaja Kallas – gli altri Commissari sono il risultato di negoziati tra governi nazionali, Consiglio e presidente eletto della Commissione. Il Consiglio dell’Unione europea, in accordo con il presidente eletto della Commissione, adotta un elenco di commissari designati con un atto amministrativo che è sottoposto allo scrutinio e approvazione del Parlamento europeo, che può approvare o rigettare ciascun membro proposto della Commissione (in base alle competenze!) e l’organo nel suo insieme (la Commissione). Sulla base di tale approvazione, la Commissione è nominata dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata. La tempistica delle designazioni da parte del Consiglio e dell’approvazione da parte del Parlamento europeo deve rispettare le date di scadenza della Commissione in carica, cioè, deve avvenire entro il 31 dicembre 2024.
Come si intuisce, la composizione della Commissione – la scelta e designazione dei suoi membri (i Commissari) e l’attribuzione dei relativi portafogli – è procedura ben più complessa della designazione e approvazione del presidente della Commissione. Questa procedura deve tenere in conto le sensibilità nazionali che si esprimono in Consiglio e la composizione politica del parlamento europeo che dovrà approvare o rigettare i Commissari designati e l’organo nel suo insieme.
Come sappiamo, la così detta “maggioranza Ursula” (popolari + socialdemocratici + liberali) sarebbe stata insufficiente (meno di 361 voti) a causa dei franchi tiratori e del malumore nei confronti della persona e della gestione Ursula (>50 voti). Con il “soccorso verde” – grazie ad un accordo germano tedesco UvdL/PPE-Baerbock/Verdi il gruppo dei 53 Verdi europei ha votato quasi unanimemente votato per Ursula – si è raggiunta la maggioranza favorevole di 401. Tuttavia, i Verdi non sono parte della coalizione – in Italia lo chiameremmo “appoggio esterno” – ma dovrebbero essere compensati con l’attribuzione di 1-3 Commissari.
Andiamo quindi a vedere nel dettaglio come si attribuiranno i Commissari. La distribuzione dei Commissari secondo famiglie politiche non rispecchia la rappresentanza proporzionale del Parlamento europeo ma quella dei 27 governi del Consiglio.

Nel Consiglio ci sono 11 governi del PPE. Il PPE intende avere un Commissario PPE per ciascuno degli 11 governi. In teoria, 11 Commissari al PPE, più Ursula von der Leyen (presidente della Commissione). Si sottolinea che Ursula è stata proposta dal PPE a trazione tedesca che è all’opposizione del governo federale della Germania composto da una coalizione socialdemocratici + liberali + verdi.
Nel Consiglio, i governi a guida socialista in coalizione con la sinistra sono 3, appartenenti al gruppo S&D – Spagna, Malta, Slovenia – e ciascun governo avrà un Commissario socialista. In teoria, 3 Commissari S&D. Si sottolinea che in termini proporzionali S&D è il secondo gruppo politico dopo il PPE nel Parlamento europeo.
Nel Consiglio, ci sono i governi di coalizione centro-sinistra e centro-destra dove spesso i Verdi sono cruciali. Nel dettaglio:
Germania e Austria esprimeranno probabilmente un commissario gradito ai Verdi; In teoria 2 Commissari Verdi.
Lettonia è in bilico con una maggioranza di unità nazionale, e può esprimere sia un commissario PPE che S&D; In teoria, 1 Commissario PPE o S&D.
Estonia ha un governo di coalizione, ma ha già indicato il primo ministro di centro-destra Kaja Kallas per il posto di Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Quindi, 1 Commissario di Renew (Liberali).
Irlanda ha un governo di centro-destra sostenuto dai Verdi. In teoria dovrebbe esprimere 1 Commissario di centro destra in quota PPE.
Polonia ha un governo di ampia coalizione guidato dal centro-destra (PPE). In teoria dovrebbe esprimere 1 Commissario PPE.
Romania e Cipro hanno governi di ampia coalizione che potrebbero esprime 2 Commissari sia di centro-destra che di centro-sinistra, PPE o S&D.
Nel Consiglio, ci sono due governi conservatori del gruppo ECR (leader Meloni). L’Italia, con i suoi Fratelli d’Italia che ha votato contro la rielezione di Ursula; la Repubblica Ceca con il partito di Peter Fiala che ha votato a favore della rielezione di Ursula. La Repubblica Ceca verrà ricompensata certamente con 1 Commissario ECR. Pensare che l’Italia non abbia un Commissario sarebbe assurdo. Resta da capire se la scelta nazionale sarà di proporre una figura di Fratelli d’Italia (ECR) per un Commissario residuale oppure di Forza Italia (PPE) per un possibile Commissario più influente. Si sottolinea che l’Italia ha un governo di coalizione Fratelli d’Italia (ECR) + Forza Italia (PPE) + Lega (Patriotti). Un problema politico non piccolo per Meloni.
Infine, nel Consiglio, resta pendente, per ora, il caso dell’Ungheria che ha un governo del partito Fidez espulso dal PPE e recentemente membro del nuovo gruppo Patriotti (che ha integrato anche RN di Le Pen, la spagnola Vox, e altre formazioni minori di estrema destra), che è stato escluso da tutte le nomine nelle commissioni parlamentari. L’intenzione di Ursula e del PPE è di escludere l’Ungheria dai membri della Commissione europea. Si sottolinea che l’Ungheria ha il semestre di presidenza del Consiglio europeo che scadrà il 31 dicembre 2024 quando subentrerà la Polonia.
Riassumendo, in teoria, la distribuzione politica di 22-25 Commissari permetterebbe di accontentare un po’ tutti secondo il “peso” che hanno nel Consiglio europeo:
PPE: 15; S&D: 3-5; Renew (Liberali): 1; Verdi: 2-3; ECR: 1-2.
Il PPE ha anche visto riconfermata la presidenza della maltese Roberta Metsola al Parlamento europeo.
È possibile che Ursula voglia evitare eventuali reazioni di rigetto parlamentare della sua Commissione. Quindi, pur garantendosi una maggioranza PPE che non possa temere opposizioni, Ursula potrebbe consigliare il PPE di ridurre i suoi Commissari di 1-2 membri per rafforzare il sostegno da parte di altre forze politiche. Se così sarà, dipenderà dall’esito dei negoziati tra le forze politiche e Ursula.
Comunque, una tattica che Ursula potrebbe adottare è di “tirarla un po’ alle lunghe” ed avvicinarsi alle elezioni di novembre in USA, così da calibrare la sua nuova Commissione e la virata a destra del PPE in base a quei cruciali risultati politici.





