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NAUFRAGIO SUL LAGO MAGGIORE, C’ERA UNO SCAMBIO DI FILE TRA 007 ITALIANI E DEL MOSSAD

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Difficile pensare che agenti italiani, agenti del Mossad e, guarda caso, una cittadina russa con permesso di soggiorno illimitato, si trovino tutti assieme sulla stessa barca per una gita tra amici.

Difficile pensare anche che la gita sia dovuta al fatto che gli agenti del Mossad abbiano perso l’aereo.

Più facile pensare che ci fosse un summit andato male a causa, per ora, di un evento atmosferico imprevisto.

Il naufragio sul Lago Maggiore costato la vita a quattro persone continua non a caso a tenere banco, anche perché le vittime non erano semplici cittadini, ma 007 dei servizi segreti italiani e israeliani del Mossad.

La tempesta, forse con una tromba marina e portatrice di raffiche di 70 chilometri orari, ha rovesciato lo scafo provocando – si legge sul Corriere della Sera – la morte di Tiziana Barnobi e Claudio Alonzi, membri dell’Intelligence, di 53 e 62 anni, più Shimoni Erez, 53 anni, nato in Israele e la 50enne Anna Bozhkova, russa della città di Bryansk, in Italia con un permesso di soggiorno a tempo illimitato e moglie dello skipper Claudio Carminati.

Carminati, 63enne, reduce da attività commerciali varie, ottima padronanza della lingua bulgara, l’altro ieri era alla guida della barca e sembra sia una conoscenza del circuito dei Servizi.

Una delle versioni non ufficiali – prosegue il Corriere – è che non era in programma alcuna gita sul lago, poi avvenuta perché, dopo incontri per lo scambio di documenti, gli israeliani avevano perduto l’aereo di ritorno e avevano deciso di prolungare la sosta per altri due giorni. Sfruttando l’amicizia con Carminati qualcuno aveva proposto il viaggio sulle acque.

Tra i venti sopravvissuti medicati e subito dimessi negli ospedali della provincia di Varese, anche numerosi cittadini israeliani.

Tiziana Barnòbi, 53 anni, era originaria di Trieste dove la famiglia ha gestito a lungo una storica impresa e dove si era laureata in Economia, per poi frequentare l’Isda, l’Istituto superiore di direzione aziendale.  Da molti anni, però, viveva a Roma con il marito e il figlio di 13 anni. Claudio Alonzi, invece, era un carabiniere di Alatri, 62 anni. L’uomo, sposato e padre di due figli, viveva a Vicero, una piccola frazione della cittadina ciociara, anche se per motivi di lavoro era spesso lontano da casa: il 62enne lavorava nel comparto Intelligence.

te di aiuto. Qualcuno è riuscito a mettersi in salvo raggiungendo la riva a nuoto. Ma altri, come il carabiniere Claudio Alonzi, non ce l’hanno fatta.

Rimane la domanda di cosa ci facesserro agenti italiani, agenti del Mossad e, forse un agente russo su una barca sul lago Maggiore.

Credere che fosse una gita tra amici, una rimpatriata, è davvero difficile.

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  • Redazione

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