Home Economia e finanza MES, ANCORA POLEMICHE PRETESTUOSE, SENZA CONOSCERE L’ARGOMENTO

MES, ANCORA POLEMICHE PRETESTUOSE, SENZA CONOSCERE L’ARGOMENTO

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di Massimiliano Marzano

È molto interessante il commento di Giuseppe Liturri in merito al parere rilasciato al Ministro Giorgetti dall’avv. Varone del MEF per una valutazione sui rischi che il nostro Paese (e il ns Debito Pubblico) correrebbe in caso di ratifica del MES.

Nell’articolo vengono individuati effetti diretti ed indiretti. Tutti i giornali schierati ideologicamente e interessati a creare più confusione che a chiarire usano toni trionfalistici presentando questa lettera-parere come inequivocabilmente favorevole alla ratifica del MES! Nulla di più falso.

Se leggiamo con attenzione il parere dell’Ufficio Tecnico del MEF si comprende, invece, come quasi tutte le argomentazioni formulate in essa portano ad escludere la ratifica del MES, non alla sua ratifica. Bisogna fare però molta attenzione, perché il linguaggio è tecnico e, perciò, criptico.

Tra gli effetti diretti, il documento ricorda che l’Italia ha già versato 14 mld di euro per la dotazione iniziale di capitale del MES, ma che altri 110,3 mld di euro saranno “da versare a prima richiesta entro 7 giorni”. E vi pare poco? Vuol dire che il nostro Debito Pubblico schizzerebbe oltre ogni livello accettabile, ben oltre quello consentito dal Patto di Stabilità.

Quanto agli effetti indiretti: i tecnici del Ministero delle Finanze (Mef) premettono che questi.. “appaiono di difficile valutazione”. E già questo la dice lunga. Che valutazione tecnica è?

Poi, soggiungono: “Sulla base di riscontri avuti da analisti e operatori di mercato, è possibile che la riforma del MES porti ad una migliore valutazione del merito del credito degli Stati membri, con un effetto più pronunciato per quelli a più elevato debito come l’Italia”. E che vuol dire questo? E’ ovvio che sono i mercati ad assegnare il rating e perciò a decidere come e quando speculare e dichiarare “affidabile” o non un Paese. Nulla di nuovo. Vedi Grecia.

Questo, però, vuol dire una sola cosa, cioè che se crescerà il nostro Debito Pubblico per effetto di quegli altri 125,3 miliardi destinati al MES e “da versare a prima richiesta entro 7 giorni”, è evidente che il nostro Paese si vedrà arrivare subito la Troika in casa, che chiederà lagrime e sangue e metterà sotto tutela lo Stato e il Governo. E sarà scacco matto alla Meloni e agli Italiani.

Infine, è stato chiesto ai tecnici del Mef: “Quanto costa il prestito preso dal MES”? La risposta è stata: “Dipende da quanto paga il MES per finanziarsi sui mercati, dalla duration della raccolta, cui si dovranno aggiungere i costi operativi e il guadagno”.

Capite? Il costo del finanziamento è indeterminato a priori! Non lo conosciamo e dipende dai tassi nel momento del prestito e del rimborso che, considerata la politica di aumento forsennato dei tassi di Lagarde, è difficile non immaginare che dietro tutto questo non ci sia una macchinazione per stritolarci! Meglio rivolgersi agli italiani con i BTP Italia e Valore.

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  • Redazione

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