Home Economia e finanza MELONI: “IL PIL ITALIANO CRESCE DELL’1,2 PER CENTO”

MELONI: “IL PIL ITALIANO CRESCE DELL’1,2 PER CENTO”

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Il premier parla all’Assemblea di Assolombarda: “È doveroso sottolineare l’importanza dell’industria manifatturiera italiana a livello europeo e mondiale”. Sul Pnrr: “Ha bisogno di correttivi” “ Dimostriamo un’affidabilità superiore rispetto all’Eurozona”.

Non si può non considerare la capacità di ripresa che c’è stata nel post pandemia da parte delle nostre imprese rispetto a quello che è accaduto in altre economie storicamente più performanti. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo all’Assemblea di Assolombarda. Una capacità di ripresa, ha aggiunto, “che oggi ci consegna un’economia italiana in crescita oltre le aspettative, con una stima di previsione al rialzo del Pil al più 1,2 per cento nel 2023. Una crescita superiore alla media europea, a quella delle principali economie continentali. In poche parole – ha evidenziato Meloni – stiamo dimostrando un’affidabilità maggiore rispetto al resto dell’Eurozona”.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, “sta rispondendo bene alle politiche di questi mesi, beneficiamo anche del buon andamento dell’economia, ma i dati sull’occupazione ci stanno dando grandi soddisfazione”, ha affermato il presidente del Consiglio. “Noi abbiamo cercato di fare la nostra parte, con il taglio del cuneo, gli incentivi per le assunzioni di giovani, e un segnale importante penso sia stata anche l’abolizione del reddito di cittadinanza per chi poteva lavorare”, ha aggiunto.

Meloni ha poi toccato il tema del Pnrr, “una grande occasione” per cui c’è “bisogno che remiamo tutti nella stessa direzione”. Meloni ha chiarito che il Piano “non è stato scritto e negoziato dall’attuale governo ma lavoriamo senza sosta per porre a terra le risorse nei tempi necessari”. “Ha bisogno di correttivi – ha detto Meloni – ma anche di grande impegno da parte di tutti gli attori per essere realizzato nei tempi previsti”.

 “Voglio assicurare che metteremo quei soldi a terra, costi quel costi”, ha ribadito il premier. “Modificheremo le parti che non vanno bene, privilegeremo il profilo strategico negli investimenti, contratteremo con la Ue, faremo le norme necessarie a superare le lungaggini e le difficolta degli enti locali”, ha proseguito. “Se qualcuno vuole rimanere a guardare – ha concluso – vorrà dire che, quando avremo terminato, avrà imparato una lezione”.

 Sulla transizione ecologica, Meloni ha affermato: “Non può ritenersi che noi, per avviare la transizione ecologica, possiamo smantellare la nostra economia e le nostre imprese. La sostenibilità ambientale deve camminare di pari passo con la sostenibilità politica ed economica”. Il premier ha sottolineato: “Vogliamo difendere la natura ma con l’uomo dentro. Quello che ci differenzia da un ambientalismo ideologico è l’approccio pragmatico che abbiamo portato in Europa”, ha concluso.

 Meloni ha poi annunciato che il governo sta lavorando a un “Chips act” italiano, un progetto per i semiconduttori. Perché – ha affermato – la politica dei semiconduttori “si inserisce in un piano più ampio, volto a rendere l’Italia competitiva in settori ad alto contenuto tecnologico. Il ramo Hi Tech deve attrarre imprese dall’estero ed evitare la fuga di quelle che operano in Italia”.

 “Siamo impegnati sulla riforma della governance europea” con la riforma del Patto di stabilità e crescita che “secondo noi, dovrebbe privilegiare di più la crescita, senza la quale diventa più difficile garantire la stabilità”, ha aggiunto Meloni all’assemblea generale di Assolombarda. “Riteniamo necessario assicurare parità di condizioni nel mercato interno e che questo debba prevedere piena flessibilità dei fondi europei esistenti”, ha proseguito. “La sfida sulla riforma della governance – ha concluso – è sugli investimenti: se l’Europa fa scelte strategiche come la transizione verde, la transizione digitale e la difesa non si possono punire le nazioni che investono in questi ambiti”.

Il presidente del Consiglio ha poi rimarcato l’importanza dell’industria manifatturiera italiana: “Penso che sia doveroso sottolineare l’importanza dell’industria manifatturiera italiana a livello europeo e mondiale, che è trainata dalle imprese del settore che operano nella città metropolitana di Milano, nelle province di Lodi, Pavia, Monza e Brianza, che sono rappresentate da Assolombarda”. Meloni ha poi sottolineato: “Se i numeri del settore sono incontrovertibili, quelli dei territori rappresentati da Assolombarda sono addirittura sorprendenti”, ha aggiunto. Nonostante i numeri e i risultati – ha continuato – “assistiamo a una tendenza inspiegabile a sminuire il portato dell’industria italiana”.

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