La coerente incoerenza della sinistra italiana
Il Partito Democratico sente caldo speriamo che, questa volta, almeno non condanni chi usa la doccia.
Visto il livello dell’attuale opposizione al Governo di Giorgia Meloni è francamente difficile scrivere un articolo decente come commento ai fatti che ci riguardano.
Per carità, ci sono giornalisti che lo fanno egregiamente, ma, francamente, questa volta scelgo di buttare giù una sorta di mega post stile social, quelli da uno sguardo, un click e via, anche perché ai primi di agosto il caldo è protagonista.
A proposito di caldo, la sinistra sembra ormai ridotta a una versione aggiornata del vecchio “piove, governo ladro” dove cambia la stagione ma non cambia il copione.
Fa caldo? Colpa di Giorgia Meloni.
Piove troppo? Colpa di Giorgia Meloni.
In Antartide abbiamo la temperatura record di 84 gradi sotto zero e di chi è la colpa? Ma del Presidente del Consiglio!
Se domani il sole dovesse sorgere cinque minuti prima, c’è da scommettere che qualcuno presenterà un’interrogazione parlamentare.
Le idee, quelle vere, sembrano essersi sciolte sotto il sole d’agosto di una piazza politica italiana che somiglia fin troppo alle piazze riqualificate dal Sindaco di Roma, dove, al posto degli alberi ci sono ramoscelli rinsecchiti e al posto delle fontane qualche vasca idromassaggio peraltro gradita ai turisti sotto il sole.
Al posto delle idee e delle proposte, da certa opposizione arrivano slogan, allarmi e scenari apocalittici, quelli del PD propongono i “rifugi climatici”, un’espressione che richiama più i rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale che una seria politica ambientale.
L’impressione è che una parte della sinistra riesca a vivere soltanto alimentando un’emergenza dopo l’altra.
Dopo il lockdown per il COVID, qualcuno sogna forse quello per il caldo? E già che ci siamo, perché non prepararne uno anche per il freddo, così almeno si rispetta la par condicio delle stagioni.
Peccato che, mentre si organizzano conferenze stampa sul cambiamento climatico, a Roma vengano abbattuti migliaia di alberi, privando intere strade e piazze della loro ombra.
Un intervento che ha attirato persino l’attenzione della CNN, arrivata nella Capitale per raccontare una vicenda che ha suscitato polemiche anche fuori dall’Italia.
E gli irriducibili paladini dell’ambiente? I baldi giovanotti che fino a pochi mesi fa bloccavano il traffico sedendosi sull’asfalto?
Spariti. Della scomparsa di migliaia di alberature sembrano non essersi accorti.
Forse erano tutti a Ceuta, l’enclave spagnola che confina col Marocco, magari intenti a osservare la barriera rossa galleggiante voluta dal premier spagnolo Pedro Sánchez: quaranta centimetri d’altezza, ma sufficiente a testimoniare un improvviso ritorno al controllo dei confini dopo anni di retorica sull’accoglienza, una scelta francamente ridicola arrivata dopo una pressione migratoria senza precedenti con l’invasione improvvisa di quasi 60.000 persone, in prevalenza baldi giovani con smartphone operativo.
Ma, non dimentichiamolo, si contano anche oltre 130 morti annegati e migliaia di minori che le autorità spagnole non sanno a chi affidare.
Il mito della sinistra italiana, Pedro Sánchez dopo essersi beccato gli insulti dei cittadini di Ceuta è trionfalmente emigrato nella sua lussuosa residenza estiva di Lanzarote da dove ha postato video per presentare al mondo la sua playlist di canzonette, come se questa fosse una priorità, ma evidentemente il caldo causato da Giorgia Meloni ha annebbiato anche la mente dello staff di comunicazione del buon Pedro.
Molti rappresentanti della sinistra italiana hanno espresso grandi elogi al Premier spagnolo per il fatto che moltissimi “invasori” sono stati subito ricacciati oltre il confine, una Remigración in piena regola che, probabilmente, avrà suscitato l’invidia del nostro ex Generale esperto di mondi al contrario.
In realtà la situazione nell’enclave spagnola è molto critica con 5.000 persone che bivaccano per le strade, minori che non si sa a chi affidare e sospetti fondati che persone pericolose siano già partite destinazione Europa. Ma ovviamente la sinistra italiana queste cose non le dice intenta com’è a beatificare Sanchez che caccia l’invasore e mette barriere anti migranti nel mare. Ma non era l’eroe dell’accoglienza?
Curioso che, proprio chi in Italia accusa ogni giorno il governo Meloni di disumanità riguardo al tema della lotta al traffico dei migranti, trovi invece parole di aperto apprezzamento per le decisioni prese dal governo socialista spagnolo.
Quando le misure le adotta il Governo italiano vengono definite disumane, se le adotta Sánchez diventano improvvisamente pragmatismo europeo.
Intanto, il Premier spagnolo se ne sta al mare, chissà, forse il prossimo video lo girerà direttamente in costume, con un tuffo in mare, magari allenandosi per raggiungere anche lui Ceuta a nuoto!
La sinistra italiana, invece, continua a vedere in Giorgia Meloni la causa di qualsiasi fenomeno mondiale negativo, compresi quelli atmosferici.
È una strategia che può funzionare sui social per qualche ora verso un pubblico polarizzato e comunque sprovveduto, molto meno nella realtà, dove i cittadini chiedono soluzioni pratiche ai loro problemi e si stancano delle chiacchiere spezzettate dei talk show e dei post sui social, contesti che comunque vanno presidiati.
Sono però certo che l’opposizione al Governo Meloni non veda l’ora che arrivi la brutta stagione e le prime nubi cariche di pioggia, perché finalmente potranno dare il meglio di loro stessi gridando: piove governo Meloni!





