
I massoni, a leggere i testi con i quali regolano le loro riunioni rituali, si riuniscono per elevare profonde prigioni al vizio e per elevare templi alla virtù.
Scrive Machiavelli (Discorsi): “Il vilipendio e l’improperio generano odio contro coloro che l’usano, senza alcuna loro utilità”.
Nella vicenda che ha coinvolto il Grande Oriente d’Italia in relazione alle elezioni e ai rapporti con il Rito Scozzese Antico e Accettato, si sono elevati templi ai vizi del vilipendio e dell’improperio e si sono scavate profonde prigioni alla virtù.
Non è mio intento fare la morale a chicchessia. Intendo, al contrario, evidenziare come scendere sul terreno del vilipendio e dell’improperio susciti rimproveri morali e trascini la questione su un terreno superficiale per nascondere la sottostante. In questo caso la sottostante inglese.
Accadde così anche con le accuse fatte al Grande Oriente d’Italia da Giuliano di Bernardo nel 1993 che nascondevano la sottostante inglese, ossia l’incontro, in atto, tra Massoneria e Opus Dei, come propedeutica all’incontro tra la Chiesa Anglicana e quella cattolica e il chiudere ogni possibilità all’idea di una Massoneria europea.
Il 1993 è, infatti, l’anno della nascita dell’Unione Europea (1° novembre) con l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht, firmato nel 1992 e poteva prendere forma un coordinamento delle massonerie europee.
Armando Corona, figura di spicco della Massoneria italiana e Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1982 al 1990, si era distinto per un approccio di apertura e trasparenza, cercando di ristabilire la credibilità del Grande Oriente d’Italia sia a livello nazionale che internazionale. Durante la sua gran maestranza si era concentrato su una politica di dialogo con altre Grandi Logge, in particolare con la Gran Loggia Unita d’Inghilterra, con cui il Grande Oriente manteneva rapporti dal 1972.
Corona, recuperando l’idea di una federazione o di un coordinamento tra le logge europee, già sorta al Congresso di Parigi del 1917, dove si discusse di pace e della Società delle Nazioni, con la partecipazione di delegazioni massoniche di vari paesi, nel 2003 fondò una Federazione delle Grandi Logge Regolari, un’iniziativa che potrebbe riflettere un interesse verso una rete strutturata tra obbedienze.
Armando Corona, con il suo impegno per il dialogo internazionale e la sua successiva iniziativa del 2003, poteva dare fastidio all’idea inglese che ha sempre ritenuto la sola Massoneria inglese come fonte di legittimazione.
Procediamo con ordine
Giuliano Di Bernardo decise di dimettersi dalla carica di Gran Maestro il 16 aprile 1993 per poi dar vita, assieme ad altri otto fondatori, alla Gran Loggia Regolare d’Italia.
Le dimissioni furono sostenute da una serie di accuse rivolte al Grande Oriente, così riassumibili:
– Logge illegali che operavano alla sua obbedienza e che aveva attivi rapporti con il Grande Oriente di Francia.
– Rapporti con il Grande Oriente di Francia: pratiche irregolari. Il Rito di Memphis e Misraim, che ha rapporti con il Grande Oriente di Francia e con la Massoneria femminile, opera in Italia con il permesso del Grande Oriente d’Italia e trae i membri dalle sue Logge. I Fratelli della Regione della Lombardia visitano frequentemente Logge del Grande Oriente di Francia, dove essi imparano a simpatizzare con “massoni” atei. Non è cosa insolita per Logge del Grande Oriente d’Italia lavorare senza aprire il Volume della Legge Sacra o iniziare candidati che non professano una credenza in un Ente Supremo. Un rituale semi massonico derivato dal Grande Oriente di Francia è adoperato nelle cerimonie funebri e nel riconoscimento di matrimoni in alcune Logge del Grande Oriente d’Italia. Cerimonie più recenti introducono donne nella Loggia aperta e profani sono invitati a prendere parte a riunioni di Loggia senza che ne siano estromessi. Nel 1989 il Fr. Corona inviò un messaggio al Gran Maestro del Grande Oriente di Francia: egli preferiva il sistema di Massoneria del Grande Oriente a quello dell’Inghilterra, ed in particolare era impaziente di poter ammettere le donne e formare una Gran Loggia d’Europa. Un Centro di studi massonici, chiuso dal Fr. Di Bernardo a causa dei suoi rapporti con il Grande Oriente di Francia è stato riaperto.
– Interferenze da parte del Rito Scozzese. Esistono segni che il Rito Scozzese progetta di interferire più pesantemente nelle questioni del Grande Oriente d’Italia. Il Rito Scozzese, d’accordo con il Rito di York americano, è sempre stato ostile al riconoscimento “di diritto” dell’Arco Reale inglese. Membri autorevoli del Rito Scozzese hanno proposto di sostituire il Volume della Legge Sacra con la Costituzione di Federico II.
– Infine, cosa davvero singolare e significativa, nelle logge del G.O.I. sono messi in pratica “riti osceni, derivanti dalla tradizione templare francese, nei quali il diavolo Baphomet è invocato unitamente all’Ente Supremo”. (Osservazioni di Giuliano Di Bernardo alla lettera-memorandum di Alfredo Diomede).
La questione dell’Opus Dei
In una mia intervista al collega Ferruccio Pinotti, inserita nel suo libro: “Fratelli d’Italia” (Rizzoli) ho detto: “In un articolo di Rita Pennarola, pubblicato per la prima volta su “La Voce della Campania” e successivamente ripreso in vari siti Internet, tra i quali http://www.kelebekler.com , viene pubblicato un ipotetico elenco di militanti, simpatizzanti, sostenitori e ospiti dell’Opus Dei e, ad un certo punto, si avanza l’ipotesi di un legame tra l’Opera e la Massoneria. A riprova si adduce una dichiarazione del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia, Fabio Venzi, secondo il quale (testuale nell’articolo citato) «alcuni massoni sono nell’Opus Dei e alcuni membri dell’Opus Dei sono in Massoneria», anche perché «queste organizzazioni si propongono di raggiungere pressappoco le stesse finalità».
Nell’occasione dell’uscita di Giuliano Di Bernardo dal Grande Oriente d’Italia, in una dichiarazione di Gustavo Raffi, allora Grande Oratore del G.O.I. al giornalista Giorgio Morelli, in data 11 luglio 1993, si legge: «Non capisco perché abbia nascosto una cosa del genere, ricordo che diceva di andare in Svizzera per assistere a dei concerti. Invece frequentava uomini dell’Opus Dei».
Il riferimento di Raffi era alla Fondazione Dignity, della quale era membro Mario Conde, presidente del Banco Espanol de Credito, la Banesto, ritenuta «longa manus» dell’Opus Dei.
In una memoria del Gran Segretario del Grande Oriente d’Italia, Alfredo Diomede, rivolta alla Gran Loggia Unita d’Inghilterra, nella persona del Gran Segretario Higam, volta a dissipare le accuse che avrebbero potuto indurre gli inglesi a ritirare il riconoscimento agli italiani del G.O.I., al punto 11 si legge: «Non bisogna dimenticare che in Italia la presenza della Chiesa cattolica, da sempre ostile alla Massoneria, riceve oggi anche il sostegno di uomini e di mezzi forniti dall’Opus Dei, la potente e segreta organizzazione che sta occupando tutti i più importanti centri decisionali italiani e mondiali che, ovviamente, considera la Massoneria come la forza laica che le si può contrapporre e che, pertanto, va eliminata non solo in Italia ma dovunque».
Più avanti, nella stessa memoria si legge: «… la stampa riferisce della costituzione in Svizzera a Lucerna della “Dignity Foundation” di cui egli [Di Bernardo, ndr] è il Presidente, mentre Vice Presidente è il Marchese di Northampton e nel Consiglio di amministrazione figurano il banchiere spagnolo Mario Conde, il professor Vittorio Mathieu, il professor Giorgio Cavallo, e altri».
Infine, in un articolo pubblicato sulla rivista spagnola “Año Cero” si legge: «Di Bernardo, terminó rompiendo con el GOI y constituyó la Gran Logia Regular de Italia y la fundación “Dignity”. Esta última, legalizada en Suiza el 11 de abril de 1993, cuenta con la presencia de personajes ligados al Opus Dei y a la polémica logia Propaganda-2. A la presentación de “Dignity” asistieron Mario Conde y el Duque de Northampton, alto dignatario de la masonería inglesa». Mi sembra chiaro che nei rapporti Massoneria Opus Dei ci siano, quantomeno, posizioni molto diverse tra loro”.
Il 13 aprile 1993 Giuliano Di Bernardo annuncia con una lettera alla Gran Loggia Unita d’Inghilterra le sue dimissioni dal Grande Oriente d’Italia. Secondo la rivista Año Cero la Fondazione Dignity è stata legalizzata in Svizzera l’11 aprile 1993.
Scrive Ferruccio Pinotti in : “Fratelli d’Italia” (Rizzoli): “Nel 1992 Giuliano Di Bernardo creò in Svizzera la Fondazione Dignity, prodromica alla nascita degli Illuminati. Nell’atto costitutivo della società, situata a Lucerna, in Haldenstrasse 40 – figuravano infatti gli stessi ideali che dieci anni dopo caratterizzarono la nascita degli Illuminati. Subito però si scatenava la caccia alle motivazioni di questo progetto, che presenta similitudini con la Fondazione Limmat creata a Zurigo dall’Opus Dei nel 1972, con l’ausilio dell’avvocato Wiederkeher, che compare nella vicenda Calvi-Ambrosiano come tecnico di società off-shore. Il giornalista Fabio Andriola intervistò in merito alla Dignity l’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, l’avvocato Virgilio Gaito, e gli chiese: «Che rapporti ci sono, tra voi e la cosiddetta “massoneria cattolica”, l’Opus Dei?». «Penso» – rispondeva Gaito – «che l’Opus Dei abbia una visione universale abbastanza ampia. Mario Conde è un noto esponente dell’Opus Dei ed è anche nel consiglio d’amministrazione di una certa società che fa capo all’ex Gran Maestro Di Bernardo». Lo stesso Gaito, rivelava alla rivista «Trenta Giorni»: «A Lucerna, in Svizzera, Di Bernardo ha creato la fondazione Dignity. La presiede il professor Vittorio Mathieu, che mi pare appartenga all’Opus Dei; vi partecipa Giorgio Cavallo, ex rettore dell’Università di Torino, ex iscritto alla P2. […]. C’è il finanziere opusdeista Mario Conde». In un libro, scritto sempre da Andriola insieme al collega Arcidiacono, si legge: «Poco chiari appaiono finanziatori e intenti della Fondazione Dignity, questo organismo di cui Di Bernardo è presidente. Il banchiere spagnolo Mario Conde è uno dei principali ispiratori. Alla fondazione si affiancano un’accademia filosofica e un istituto delle tradizioni mistiche. Quest’ultimo prepara un convegno sul “misticismo ebraico e cristiano”: il finanziatore altri non sarebbe stato se non Mario Conde, vicino all’Opus Dei. Tra i possibili mecenati della Dignity Foundation, anche quel March Rich, citato dallo stesso Di Bernardo come finanziatore di corsi di esoterismo ebraico». Ma quali i nomi della fondazione svizzera? Nel consiglio della Fondazione Dignity figuravano, oltre a Di Bernardo, (presidente), Hans Rudolf Meyer (vicepresidente, avvocato a Lucerna), il professor Walter Hess (membro anche del consiglio dei governatori, professore di chirurgia all’Università di Basilea). Mentre nel consiglio dei governatori, oltre a Di Bernardo ed Hess, figuravano anche il marchese di Northampton (membro della Camera dei Lord e altissimo dignitario della Gran Loggia Unita d’Inghilterra), il tesoriere Felix Ruben (Milano), Giorgio Cavallo (professore di microbiologia all’Università di Torino) e Mario Conde, presidente del Banco Espanol de Credito (Banesto) a Madrid”. [1] Conde, scrive sempre Pinotti, è stato iniziato alla Massoneria nella Loggia Concordia di Madrid del Grande Oriente di Spagna nel 1980.
Nel 2001 Giuliano Di Bernardo affida la Gran Loggia Regolare d’Italia a Fabio Venzi e l’11 luglio 2002 nascono a Roma gli Illuminati, un nuovo gruppo che si richiama agli Illuminati di Baviera e a esperienze statunitensi recenti[2].
E’ quanto meno oggetto di riflessione il fatto che l’uscita di Giuliano Di Bernardo dal G.O.I., la costituzione della Gran Loggia Regolare d’Italia e la fusione in questa della Gran Loggia Generale d’Italia sia contestuale e contemporanea, come s’è visto, ad una raffica di accuse al Grande Oriente d’Italia, al ritiro del riconoscimento inglese, alla creazione della Dignity Foundation e all’apertura di una relazione con l’Opus Dei.
L’insieme degli avvenimenti, le frequentazioni, gli argomenti delle accuse, fanno pensare ad una strategia accuratamente studiata. Una strategia che, ancora una volta, vede la Massoneria italiana travolta da mire territoriali della Massoneria inglese e dalla perenne questione del rapporto con la Chiesa cattolica e, più in generale, con le religioni cristiana ed ebraica.
Le “coincidenze” ci dicono che Di Bernardo è stato al centro di una strategia tesa a delegittimare un Grande Oriente d’Italia dalle tradizioni laiche, repubblicane e risorgimentali per dare vita a una liaison dangereuse tra ambienti massonici e Opus Dei.
Se così è, che valore hanno le accuse di Di Bernardo se non la copertura a quanto stava avvenendo alle spalle del Grande Oriente?
La questione di una Gran Loggia d’Europa
Perché tante coincidenti azioni per delegittimare il Grande Oriente d’Italia e creare una relazione con l’Opus Dei?. Perché la delegittimazione del Grande Oriente d’Italia e la creazione della Dignity Foundation, punto di incontro e di snodo di massoni italiani, di dignitari della Gran Loggia Unita d’Inghileterra e dell’Opus Dei?
Perchè tutto nel 1992-1993?
Nel 1993, in attuazione dell’Atto Unico Europeo firmato nel febbraio 1986, viene creato, tra i paesi aderenti alla Comunità Europea, un grande mercato interno per la circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone. Ciò implica, tra l’altro, la soppressione del controllo alle frontiere.
L’Europa senza frontiere è prodromica all’introduzione dell’Euro, ovvero al primo, anche se limitato alla moneta, pilastro di costruzione di un’Europa unita.
L’Euro entrerà definitivamente in vigore dal primo gennaio 2002: un passo fondamentale verso l’Europa unita al quale l’Inghilterra, come in altri casi, non partecipa. L’idea d’Europa nasce nel secondo dopo guerra, per evitare altre guerre fratricide.
Molti paesi accettarono gli aiuti economici del Piano Marshall voluto dagli States per creare un blocco occidentale contro il pericolo del comunismo ed anche per rilanciare l’Europa. Successivamente Schuman propose l’idea della Ceca che fu accolta bene dai 6 firmatari. I sei successivamente formarono i Trattati di Roma che istituirono l’Euratom e il Mec, che prevedeva l’abbattimento delle barriere.
Schuman, il ministro degli esteri francese, fautore di una via gradualista all’integrazione europea, inaugurò una nuova fase di rapporti franco-tedeschi, allineò la politica francese a quella americana e nel 1950 propose, nel Piano Schuman, la creazione di una Autorità Comune per la gestione e la regolarizzazione dell’industria del carbone e dell’acciaio in Germania e in Francia, così da porre fine ai conflitti tra queste 2 potenze. La proposta venne da Monnet che riuscì attraverso Schuman a farla approvare dal governo francese. Con la firma del Trattato di Parigi del 1951 nasceva la Ceca, a cui parteciparono oltre alla Francia e alla Germania anche l’Italia, l’Olanda, il Lussemburgo e il Belgio. La Ceca rappresentava una svolta nei rapporti tra Francia e Germania, e per di più dava modo alla Francia di controllare eventuali possibilità di riarmo della Germania.
L’Inghilterra era rimasta ai margini.
Nacque nel 1954 un nuovo accordo: l’Ueo (Unione europea occidentale) frutto dell’allargamento del Patto di Bruxelles del 1948. L’Ueo nacque su proposta del ministro degli esteri britannico Eden e risultò formata da Italia, Francia, Benelux, Germania e Gran Bretagna. La Germania con esso si impegnava a non fabbricare armi chimiche o nucleari mentre la Gran Bretagna ritornava sulle scene. Monnet, tuttavia, voleva rilanciare l’Europa, ma senza la Gran Bretagna e per farlo propose la creazione dell’uso pacifico dell’energia nucleare. Monnet elaborò un memorandum in cui si annunciava la creazione di un mercato comune (Mec) con una unità tariffaria e l’abolizione delle dogane.
La Cee nacque nel gennaio 1958, con l’entrata in vigore dei Trattati di Roma. Con la firma dei Trattati di Roma (marzo 1957) tra Italia, Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda vennero istituite contemporaneamente sia la Cee che l’Euratom. La Cee prevedeva la creazione di un Mec per ottenere un forte sviluppo delle attività della Comunità. L’Euratom tendeva a coordinare programmi di ricerca volti all’uso pacifico dell’energia nucleare. La Francia cercò di coinvolgere la Germania e l’Italia nel primo esperimento nucleare francese, a cui si erano opposti già i partner europei e gli Americani, i quali erano contrari anche al Mec, mentre il governo di Londra fece una contro-proposta parlando della creazione di una zona di libero scambio.
De Gaulle, che rappresentò la Francia per più di un decennio (1958-1969), aveva un’idea dell’Europa come di una confederazione di stati che collaboravano nel rispetto delle proprie autonomie, in cui la Francia avrebbe avuto un ruolo predominante. Non concepiva l’idea che l’Europa potesse essere governata da un ente sovranazionale. Si opponeva alla Nato perché riteneva che il suolo francese dovesse essere protetto dal proprio esercito e non sottoposto a controllo americano. Egli concepiva l’Europa come una terza forza tra America e Russia. De Gaulle ostacolò l’entrata dell’Inghilterra nella Cee, perché la considerava il cavallo di Troia degli States. L’Inghilterra all’epoca viveva una situazione difficile economicamente e a niente era servito creare una zona di libero scambio. Tuttavia De Gaulle continuava ad opporsi, sostenendo che il suo ingresso avrebbe snaturato la Cee e introdotto in essa l’ombra degli States. La Francia aveva in realtà paura di perdere, con l’arrivo dell’Inghilterra, i suoi privilegi soprattutto quelli ricevuti con la Pac Politica agricola comune). Non dimentichiamo che il 71% dei Francesi erano al tempo contadini. La Pac fissava un prezzo comunitario per ogni prodotto agricolo all’inizio di ogni anno, prezzo assicurato dai dazi doganali posti sui prodotti provenienti dai paesi non comunitari. Pompidou (1969-1972) raccolse l’eredità di De Gaulle, ma si mosse in direzione diversa: si dichiarò subito a favore dell’ingresso dell’Inghilterra nel Mec, a patto di un accordo sulla Pac. Furono adottati i montanti compensativi (tassa sull’esportazione per i produttori francesi e indennità per quelli tedeschi, così da mantenere l’equilibrio del mercato) e la Comunità fu dotata di una cassa comune, alimentata dai dazi e dell’iva. Intanto i negoziati tra Inghilterra e Pompidou continuavano e nel 1971 si ebbe l’ingresso dell’Inghilterra nella Cee. La comunità diventava così la prima potenza al mondo. Pompidou, nel giro di 3 anni, aveva raggiunto gli scopi che si era prefissato: mancava solo l’unificazione monetaria che però era ancora lontana.
Il Consiglio europeo verificò il consenso intorno ad un sistema monetario europeo: al centro dello Sme c’era l’Ecu, l’unità monetaria di riferimento il cui valore era costituito da un paniere a cui contribuivano tutte le monete della Comunità. Lo Sme entrò in funzione nel 1979.
I primi anni 80 sono passati alla storia come quelli dell’europessimismo. Fino all’84 l’attenzione era rivolta al negoziato con la Gran Bretagna, guidata dalla Thatcher, che lanciò lo slogan “I want my money back” poiché gli inglesi pagavano tanto rispetto a quello che ricavavano dall’agricoltura. Ottennero dalla Comunità che questa iscrivesse a proprie spese il 65% del deficit britannico per i successivi 2 anni. Gli anni 80, iniziati male, si conclusero positivamente, con un’Europa a 12, poiché erano entrati nella Comunità anche Grecia, Spagna e Portogallo.
Un summit a Milano nel 1985 si concluse con l’approvazione di un Libro Bianco “Il programma novanta” che prevedeva un piano di lavoro di 10 anni. Delors voleva raccogliere in un testo unico tutto il materiale relativo a Sicurezza, Politica Estera, Riforma e Integrazione Economica. La proposta di creare un Atto Unico fu approvata e firmata il 17 febbraio 1986, modificando i Trattati di Roma e prefissandosi di creare un Mercato interno entro il 1992. L’Aue entrò in vigore nel 1987 e prevedeva 4 riunioni l’anno per coordinare la politica estera, nonché una più stretta collaborazione tra paesi europei e Nato; aveva lo scopo di incrementare l’integrazione tra i paesi della Comunità, in modo che ogni paese fosse libero di far circolare anche negli altri paesi merci, servizi, capitali. Quanto all’Unione Economica e Monetaria (Uem) i tempi ancora non erano maturi.
E siamo nel 1992.
Il Trattato di Maastricht venne firmato nel 1992 dai 12 paesi che allora costituivano la Comunità Europea. Con questo trattato vennero introdotti i 3 pilastri dell’Unione Europea:
1- la Comunità europea (Ce), che riuniva Ceca, Cee, Euratom (decisioni prese all’interno della Comunità);
2- la politica estera e la sicurezza comune (Cgai, decisioni prese dai Governi);
3- la cooperazione nel settore della giustizia e degli affari esteri (Pesc, le decisioni vengono prese dagli stati membri).
Il Trattato sull’Unione europea introdusse l’iter per raggiungere la moneta unica, attraverso la liberalizzazione dei capitali, la creazione dell’Ime (Istituto monetario europeo), la fissazione dei tassi di cambio tra le monete. Col Trattato venne inoltre introdotto il principio di sussidiarietà, cioè di aiuto di un organismo più potente che interviene in aiuto di uno più debole.
La crisi monetaria del 1992, causata dalla debolezza del dollaro e dagli alti tassi d’interesse dei tedeschi, portò alla svalutazione della lira e della sterlina, che furono costrette ad uscire dallo Sme. Nel 1993 Delors pubblicò un altro Libro Bianco in cui proponeva un modello economico che avrebbe che avrebbe creato nuova occupazione. Sempre nel 1993 erano in corso le trattative per l’ingresso di Svezia, Norvegia, Austria e Finlandia.
Pare evidente, da questa breve ricostruzione, la distanza di obbiettivi tra l’asse franco-tedesco e quelli dell’Inghilterra e dell’America.
C’è da chiedersi quanto ci sia di iniziatico nell’azione di attacco al Grande Oriente d’Italia, con l’accusa di essere legato al Grande Oriente di Francia, da parte dei massoni inglesi, chiaramente incardinati nel potere monarchico ecclesiale britannico, con la collaborazione di Giuliano di Bernardo e quanto ci sia di iniziatico in fondazioni come la Dignity, crocevia di legami tra inglesi, massoni italiani e uomini dell’Opus Dei.
L’idea di Armando Corona di una Gran Loggia europea è dello stesso livello culturale di quella che portò alla fondazione della Società delle Nazioni e poi dell’Onu: istituzioni chiaramente ispirate dalla creatività massonica. L’impedire la nascita di una Gran loggia europea rispondeva gli interessi inglesi.
L’analisi ci porterebbe lontani dal nostro obbiettivo, ma non può essere sottaciuta la necessità di un approfondimento, se si vuol capire quanto è stato pesante l’attacco al G.O.I. per interessi assolutamente profani.
Ci risiamo. Oggi la questione che si pone non è più qualla del Grande oriente di Francia o di una Gran Loggia Europea che eliminerebbe la pretesa inglese di essere l’unico potere legittimante, ma dello scontro tra Usa e Uk per stabilire chi ha potere sul Bel paese in funzione proiettiva sull’Europa.
Lo starnazzare del pollaio, le accuse e le contro accuse di basso livello, sono solo la cortina fumogena di un nuovo scontro che ben poco ha a che fare con il progetto massonico di essere via di elevamento dell’essere umano attraverso la conoscenza.
Come al solito siamo di fronte a lotte di potere e di predominio territoriale, dove la sottostante inglese, ossia l’obiettivo vero, viene coperta da un volgare insieme di accuse e di controaccuse che danno il senso della cloaca.
[1] Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, Bur
[2] Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, Bur





