
di Alessandro Roazzi
Trump annuncia cose meravigliose per il mondo, ma temo che tenterà comunque di rivoltare “come un calzino” la situazione internazionale, con il trio muscoli-soldi-strapotere tecno.
In Italia la Meloni potrebbe inaugurare un anacronistico ma lungo neocentrismo, con allegati-pigmei e oppositori-giullari.
È sotto gli occhi di chi li vuol tenere aperti la sua abilità nello stare sulla scena internazionale, proprio quando sta per arrivare il tornado Trump.
E gli altri? Chiedono le dimissioni di Salvini, che probabilmente prima o poi sarà licenziato dalla stessa Lega (forse con Zaia?) e che dipende sempre più dalla benevolenza di Giorgia, sempre che i treni non cedano il posto alle diligenze
Stessa benevolenza che riceve Tajani, a meno che i Berlusconi non si inventino qualcosa.
Il Paese rischia così la palude, ma tranne Renzi, sempre famigerato per il Pd, della allegra combriccola oppositoria non c’è nessuno che emerga con il carisma necessario per mettere alle corde l’inquilina di Palazzo Chigi, a meno di suoi grossolani errori.
Per ora non sono all’orizzonte: la manovra anestetizza i rischi, Trump-Musk almeno all’inizio la possono garantire, l’Europa inesistente non può dare grandi problemi, lei cresce in abilità anche se male assistita.
Possibile che tale situazione non preoccupi nessuno spingendo a cambiare spartito e a recuperare un impegno gravoso, ma essenziale, volto alla realizzazione di una nuova classe dirigente in grado di sostenere una eventuale traversata, non semplice, nel deserto?
Ricostruendo al tempo stesso però un sostanziale bagaglio di idee, programmi, etica e valori?
Non mi pare, si sente quotidianamente nei fatti soltanto starnazzare e la Meloni va, magari a fare un giro senza esiti positivi per la nostra società.
Si accettano scommesse, ma l’altra politica dove va?
Gira semplicemente su sé stessa, arrogante e vuota di proposte come appare oggi? Aiuto.





