
di Angelo Ciccarella
Da dove veniamo, in quale radioso paese abbiamo imparato a conoscere la felicità che cerchiamo? Di chi siamo orfani, infine, che ci sentiamo così soli?
Sentire la nostalgia di un mondo perduto, ci porta a volte a considerare l’opportunità di seguire una mappa concettuale e operativa per trascendere noi stessi. Ma quale mappa è quella giusta? In Occidente ci sono ancora filoni aurei da riscoprire? E l’Oriente non è poi così lontano. Vivekananda e Krishnamacharya, ci portarono sprazzi di India autentica; Tucci e Maraini ci hanno fatto intravedere il Tibet più segreto. Poi è diventato mercanzia pure lo spirito, così l’Europa e le Americhe son state invase da occultismi da operetta, misteriosofie di falso conio, eresie confezionate a nuovo.
Che fare? Chi scegliere?
Segui Osho? Perdi la strada di casa. Applichi “La dottrina zen del vuoto mentale” di Taitaro Suzuki Daisetz, che fa pure testo? Ti accorgerai, sempre se fai in tempo, di implodere psichicamente. Steiner? È come seguire dieci film in un multisala senza capire la trama. Invochi Apollo Dioniso Pan? Aspetta e spera… Evochi gli elementali? È come andare a funghi senza conoscere il posto magico. Dopo anni di anticamera ti accolgono in Loggia? Non basta un grembiulino a conoscere la Parola Perduta. Senza maestri, dubito assai che praticare un cammino interno possa condurre al traguardo. Ovunque vai, ti porti appresso zavorre e sovrastrutture mentali. La felicità in terra, ricordiamo, è l’inferno. Se manchiamo di rapportarci con la perfezione celeste saremo sempre più insulsi e, ovvio, infelici. L’apostasia progressiva è inevitabile. Si tratta di un decadimento insito nella nostra natura; nel volgere dei millenni si sono originate bolle di resistenza chiamate civiltà, poi la piena ha ripreso il suo corso. Nostro dovere è creare una bolla di civiltà, anche minuscola, fra quattro amici. La palingenesi in grado di fermare la distruzione potrà venire dai pochi disposti a tutto pur di salvare gli altri. Ce lo insegna Cristo.
Ingrossare l’ego, sperare di potenziare le proprie facoltà psichiche, chiedere aiuto a divinità spente, non ci porterà a niente di buono. La Via è più semplice di quanto pensiamo, sebbene non sia facile: dobbiamo diventare fili di rame (alchemizzando il vissuto), attraverso cui Dio passerà come corrente elettrica.





