Un attacco senza prove alla Francia
Dopo aver letto i fatti che narro, la domanda su cosa sia il giornalismo oggi sembra un’ingenuità.
Anticipo solo la preoccupazione democratica se accade su Il Corriere della Sera che il falso sia raccontato deliberatamente, consapevolmente e pervicacemente. Strumentalizzando uno dei più drammatici e tragici atti di terrorismo accaduti in Italia. Il disastro aereo di Ustica con 81 morti.
Ecco i fatti.
Qualche giorno fa sul Corriere della Sera appare un’intervista al figlio di un noto giornalista, che sulla vicenda costruì appunto la sua carriera.
In tale contesto viene precisato ed evidenziato che la Francia mai ha risposto alle richieste di informazioni che magistratura e governo italiano hanno ad essa rivolto. È ovviamente e clamorosamente falso!
Seppure tutta la narrazione che da anni ci propone tale giornale sia falsa, questo imbroglio così eclatante non può lasciare indifferenti. Soprattutto se non solo offende, ma criminalizza una nazione come la Francia… nostro partner europeo.
Il Presidente della Repubblica Francese aveva inviato al nostro Presidente del Consiglio, il 27 settembre 2000, una lettera che escludeva ogni coinvolgimento francese nella vicenda e veniva precisato che la magistratura francese aveva risposto a tutte le 14 rogatorie inviate da quella italiana.
Si può non credere al Presidente della Repubblica Francese sul coinvolgimento, ma non si può dire che mai sia pervenuta una risposta.
Di questo fatto il Governo Italiano aveva informato il Parlamento l’8 ottobre 2002 tramite l’On. Carlo Giovanardi, Ministro dei rapporti con il Parlamento.
Ancor più cosa nota perché pubblicata in diversi libri, in plurimi articoli, ribadita in trasmissioni radiofoniche e televisive.
Peraltro, dal 2002 si sono succeduti diversi governi e mai nessuno di essi ha ovviamente smentito o contestato i fatti. Così come la magistratura italiana.
Vi chiederete dove sta il motivo della nostra denuncia, immaginando che un errore può essere commesso.
Il problema è proprio qui: non è un errore! È manomissione fraudolenta dei fatti.
L’allora Ministro dei rapporti del Parlamento si è preoccupato di far correggere questo errore. Il Corriere della Sera si è rifiutato di pubblicare la doverosa rettifica.
Dovrà rifarsi alla legge per ottenere il giusto e democratico riscontro?
Dicevo prima che sulla vicenda di Ustica si sono costruite carriere giornalistiche, politiche, interessi economici come in nessun altro atto terroristico. Questa è semplicemente l’ennesima dimostrazione di quanti interessi esistano.
La magistratura penale in tutti i gradi di giudizio ha stabilito in maniere assolutamente certa che il DC9 Itavia non è stato coinvolto in nessuna battaglia aerea, non vi è stato nessun missile, nessuna collisione o quasi collisione.
Non rifaccio qui tutta la storia dell’incontrovertibile documentazione.
Faccio solo notare due cose.
La prima, che quelli che tutti i giorni ci danno lezioni di europeismo quando a loro fa comodo dipingono come assassino un Paese europeo e amico come la Francia.
La seconda, che se le sentenze valgono incontrovertibilmente per la strage di Bologna, risulta incomprensibile perché non debbano valere altrettanto incontrovertibilmente per Ustica.
E, in conclusione, chiedo come possa definirsi democratico e libero un simile modo di informare… con buona pace dell’ineffabile Ordine dei giornalisti.


Eugenio Baresu, ex parlamentare, già Segretario della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Autore, antiquario.


