Annie Besant fabiana, malthusiana e augenetista – Razzismo spirituale ontologico
Quando analizziamo la strana commistione tra Massonismo e Teosofismo con la quale si vorrebbe far passare per Massoneria quel che Massoneria non è, si fanno i conti con una delle peggiori confusioni introdotte da Annie Besant: l’eugenetica.
Confusione che, come molte altre, è poi usata per diffamare l’Istituzione Massonica.
Va detto in modo chiaro: non è corretto identificare la Massoneria tradizionale con l’eugenetica.
La Massoneria tradizionale, come ho ampiamente sottolineato, ha le sue fonti rituali e normative storiche – Old Charges, costituzioni, ritualità iniziatica e simbolismo dei mestieri – che non costituiscono una dottrina eugenetica. Il nucleo tradizionale riguarda piuttosto ricerca della conoscenza.
Tra fine Ottocento e Novecento compaiono correnti che reinterpretano elementi massonici attraverso cosmologie completamente diverse: evoluzione spirituale, “razze” cosmiche, gerarchie dell’umanità, karma, Maestri occulti e via elencando, di fantasia in fantasia.
Qui il problema delle teorie razziali e dell’eugenetica può effettivamente entrare in gioco, ma non ha alcunché a che fare con la Massoneria tradizionale.
È possibile documentare sovrapposizioni associative, come è nel caso della vicenda di Annie Besant.
Besant e l’eugenetica
Annie Besant ebbe effettivamente posizioni favorevoli all’eugenetica, e questo è un tassello importante del suo profilo intellettuale. Il collegamento storico è: Besant, Fabianismo, dibattito eugenetico britannico, teosofia/visione evolutiva dell’umanità.
È corretto dire che Annie Besant ebbe idee che oggi possiamo qualificare come eugenetiche, ma bisogna evitare di retrodatare automaticamente su Besant tutta l’eugenetica fabiana dei primi decenni del Novecento.
In realtà il rapporto è più interessante riguarda Besant, neomalthusianesimo e controllo della riproduzione già dal 1877, Fabian Society dal 1885, teosofia dal 1889, successiva elaborazione di concetti di razza, evoluzione e rigenerazione umana.
La prima fase eugenica di Annie Besant, quindi, precede addirittura il Fabianismo, in quanto Besant era già una malthusiana prima di diventare fabiana
Nel 1877, insieme a Charles Bradlaugh, Besant pubblicò Fruits of Philosophy, difendendo pubblicamente la contraccezione. Nel 1878 pubblicò poi The Law of Population. English Heritage riporta una sua affermazione molto esplicita: secondo Besant, la “razza britannica” avrebbe guadagnato in vigore, salute, longevità e bellezza se fossero stati i genitori sani ad avere figli.
Quindi già nel 1878 troviamo tre elementi: controllo della popolazione più selezione riproduttiva più miglioramento della “razza”.
Questo è molto vicino al terreno sul quale nascerà l’eugenetica moderna.
La ricerca accademica di Jane Carey colloca infatti gli scritti malthusiani di Besant dentro la genealogia internazionale che collega birth control, eugenetica, razza e riproduzione.
Besant inizialmente ragionava soprattutto in termini di povertà, eccesso di popolazione, maternità non sostenibile, necessità del controllo delle nascite. Non era ancora la teoria eugenetica completa di Francis Galton, che viene formalizzata negli anni successivi.
La Malthusian League nacque nel 1877 proprio nel contesto della campagna di Besant e Bradlaugh. La League si occupava inizialmente soprattutto di contraccezione e controllo della popolazione; nel tempo una parte del movimento confluì nell’eugenetica.
Poi arriva il Fabianismo collegato all’eugenetica
Besant entra nella Fabian Society nel 1885, quando il movimento aveva meno di quaranta membri. La stessa Fabian Society riconosce che fu una delle sue figure più importanti nella prima fase e che contribuì alla diffusione e organizzazione del movimento.
Nel 1889 scrive Industry Under Socialism per i Fabian Essays in Socialism, insieme a Webb, Olivier, Shaw e Wallas. Il testo fu poi ristampato dalla Theosophical Publishing House di Adyar nel 1931.
Questo dettaglio è molto interessante perché mostra la continuità materiale: Fabian Essays, Annie Besant, successivamente Theosophical Publishing House, Adyar.
Il Fabianismo diventa esplicitamente interessato all’eugenetica.
La stessa Fabian Society riconosce oggi che nei primi anni del XX secolo Sidney Webb e George Bernard Shaw scrissero di eugenetica e che l’interesse dei Fabiani per essa fu parte del loro progetto di società moderna, scientifica e razionalmente organizzata.
Tra i principali sostenitori dell’eugenetica troviamo: Sidney Webb, Beatrice Webb, George Bernard Shaw, H. G. Wells. English Heritage li identifica esplicitamente come esponenti fabiani coinvolti nel movimento eugenetico.
Shaw arrivò a concepire la selezione riproduttiva come una funzione della società socialista e nel 1903, nell’appendice di Man and Superman, arrivò a parlare della socializzazione della selezione riproduttiva dell’uomo.
Tuttavia Shaw era anche critico verso alcune forme di eugenetica negativa e verso le pretese scientifiche di Wells, il quale sosteneva l’idea che la società dovesse impedire la riproduzione di coloro che sarebbero diventati gli “ultimi” nella competizione sociale.
Alcune sue formulazioni arrivarono a contemplare sterilizzazione e misure molto dure. Wells era però anche un personaggio estremamente evolutivo e futurologico: la sua eugenetica era incorporata nella concezione di una società scientificamente pianificata.
Sidney e Beatrice Webb cercavano di trasformare la società attraverso: statistica, ricerca sociale, amministrazione, pianificazione, intervento dello Stato. L’eugenetica poteva quindi essere inserita dentro una più ampia idea di social engineering.
La ricerca storica sottolinea proprio questa intersezione fra eugenetica e pianificazione sociale fabiana.
E Besant dove si colloca? Nel razzismo spirituale.
La prima fase di Annie Besant nel percorso eugenetico è del 1877–1889: Malthusianesimo, controllo delle nascite, selezione della maternità, miglioramento della salute e della “razza”.
La seconda fase, 1889 – 1910 circa è: Fabianismo, socialismo, evoluzione sociale, teosofia. La Terza fase è India: rigenerazione nazionale, popolazione, razza, “Aryan” heritage, evoluzione spirituale e umana.
Una ricerca accademica recente sull’eugenetica in India identifica proprio Annie Besant come una figura influente nella diffusione di idee eugenetiche, soprattutto attraverso il problema del controllo della popolazione indiana.
Nella Teosofia di Besant la parola “evoluzione” cambia significato; non è più soltanto: evoluzione biologica, ma evoluzione biologica, evoluzione mentale, evoluzione morale, evoluzione spirituale. E qui entra la concezione teosofica delle “root races”, delle razze come stadi dell’evoluzione dell’umanità.
Una ricerca recente sulla storia dell'”Aryanism” osserva proprio come la Teosofia di Besant elaborò una particolare concezione dell'”Aryan” intrecciando evoluzione, spiritualità, gerarchie culturali e India.
Quindi il passaggio diventa: Galton, evoluzione biologica, selezione, Besant, evoluzione biologica, evoluzione sociale, evoluzione spirituale, gerarchie dell’umanità.
Non sono la stessa teoria, ma si incontrano nel linguaggio dell’evoluzione e del miglioramento dell’umanità.
C’è poi una trasformazione di Besant. English Heritage documenta un fatto molto significativo: nel 1891 Besant rinunciò alla pratica della contraccezione, perché la considerava incompatibile con il nuovo sistema teosofico. Ritirò The Law of Population e rifiutò di continuare a venderne il copyright.
Il quadro complessivo diventa quindi questo:

Quello che possiamo sostenere con buona sicurezza è questo: l’eugenetica non è un elemento estraneo al primo Fabianismo: fu realmente discussa e sostenuta da importanti Fabiani.
Annie Besant, inoltre, aveva già sviluppato prima del suo ingresso nei Fabiani una posizione malthusiana sul controllo della riproduzione e utilizzava un linguaggio di miglioramento della “razza”.
Successivamente, nella sua fase teosofica, il concetto di evoluzione umana viene trasposto in una cornice spirituale e gerarchica.
C’è un punto che vale davvero la pena approfondire: il rapporto tra l’eugenetica fabiana, la LSE, il linguaggio della “social engineering” e la successiva trasformazione teosofica del concetto di evoluzione in una gerarchia spirituale delle “razze”.
È precisamente lì che le due genealogie – Fabianismo e Teosofia – diventano molto più vicine di quanto sembri a prima vista.
Come categoria interpretativa, “razzismo spirituale” coglie un elemento reale della struttura teosofica, purché non lo si confonda con il razzismo biologico ottocentesco.
La struttura che emerge è effettivamente gerarchica: Esseri superiori / Maestri; adepti / iniziati; uomini capaci di evolversi spiritualmente; massa non ancora evoluta
E il punto decisivo è che la differenza non viene posta soltanto sul piano sociale o intellettuale: viene collocata nel grado di evoluzione dell’essere.
Nella visione teosofica di Besant e della tradizione che eredita da Blavatsky, l’umanità attraverserebbe differenti stadi evolutivi. Le root races non sono semplicemente “razze” nel senso moderno: sono concepite come stadi dell’evoluzione dell’umanità.
Ma questo produce una conseguenza gerarchica: chi è più evoluto spiritualmente possiede una qualità dell’essere superiore a chi si trova a uno stadio inferiore.
Non abbiamo più: razza superiore e razza inferiore, ma coscienza superiore e coscienza inferiore e la seconda può essere interpretata come una forma di inferiorità ontologica.
L’adepto non è semplicemente un uomo che conosce più cose; è qualcuno che avrebbe raggiunto un grado superiore dell’evoluzione della coscienza.
Da qui deriva una struttura quasi aristocratica: Maestri, iniziati, discepoli, umanità comune.
È una forma di aristocrazia spirituale.
E questo è particolarmente interessante se lo mettiamo accanto al Fabianismo.
Il parallelismo strutturale potrebbe essere rappresentato così.

Non significa che Fabianismo e Teosofia siano la stessa cosa. Ma condividono una possibile struttura antropologica: pochi che comprendono il processo evolutivo e molti che devono essere guidati attraverso di esso.
E qui ritorna Annie Besant, perché nella sua biografia convivono entrambi i mondi: Fabian Society con socialismo evolutivo e Theosophical Society con evoluzione spirituale.
La vera domanda storica diventa allora: come viene trasformata la distinzione tra uomini in una gerarchia dell’evoluzione, e come questa gerarchia passa dal biologico al sociale e infine allo spirituale?
E c’è un passaggio ulteriore molto importante: se l’umanità è divisa per gradi evolutivi, chi stabilisce chi appartiene al grado superiore?
Nel sistema teosofico la risposta è precisamente l’iniziato, colui che possiede la conoscenza esoterica.
È qui che la struttura rischia di diventare autoreferenziale: sono superiore perché possiedo la conoscenza; e possiedo la conoscenza perché sono superiore.
Razzismo spirituale ontologico
Come categoria interpretativa, “razzismo spirituale” coglie un elemento reale della struttura teosofica, purché non lo si confonda con il razzismo biologico ottocentesco.
La struttura che emerge è effettivamente gerarchica: Esseri superiori / Maestri, adepti / iniziati, uomini capaci di evolversi spiritualmente, massa non ancora evoluta
E il punto decisivo è che la differenza non viene posta soltanto sul piano sociale o intellettuale: viene collocata nel grado di evoluzione dell’essere.
Nella visione teosofica di Besant e della tradizione che eredita da Blavatsky, l’umanità attraverserebbe differenti stadi evolutivi. Le root races non sono semplicemente “razze” nel senso moderno: sono concepite come stadi dell’evoluzione dell’umanità.
E c’è un passaggio ulteriore molto importante: se l’umanità è divisa per gradi evolutivi, chi stabilisce chi appartiene al grado superiore?
Nel sistema teosofico la risposta è precisamente l’iniziato, colui che possiede la conoscenza esoterica.
È qui che la struttura rischia di diventare autoreferenziale: sono superiore perché possiedo la conoscenza; e possiedo la conoscenza perché sono superiore
L’EOIC erede di Annie Besant
L’EOIC si presenta come continuazione di una linea che risale alle logge di co-massoneria sviluppatesi attraverso Annie Besant e la tradizione teosofica.
Se prendiamo sul serio la genealogia: Blavatsky, Maestri / Mahatma / Great Ones, Besant, Co-Masonry / Le Droit Humain, Adyar, Radha Burnier, EOIC, non abbiamo semplicemente una Massoneria che ha incontrato casualmente la Teosofia, ma una tradizione teosofica (teosofistica) che ha incorporato la forma massonica.
Siamo in presenza di una Teosofia (Teosofismo) travestita da Massoneria (Massonismo).
Se nell’attuale sistema rituale vengono effettivamente riconosciuti Great Ones / Masters / Elder Brothers / esseri spiritualmente superiori come realtà che guidano o sovraintendono all’evoluzione dell’umanità, allora abbiamo qualcosa di molto più preciso della semplice “spiritualizzazione della Massoneria”.
Avremmo una struttura: esseri superiori, maestri – adepti, gerarchia iniziatica, membri dell’ordine, uomo comune e questa è una cosmologia gerarchica, non è eugenetica biologica, non è necessariamente razzismo, ma è certamente una concezione nella quale gli esseri umani non sono collocati tutti sullo stesso livello ontologico/spirituale.
Il punto decisivo è che l’attuale sito ufficiale dell’EOIC descrive esplicitamente una cosmologia nella quale la Massoneria sarebbe stata istituita sulla Terra da “Great Ones”, cioè da esseri spirituali superiori che avrebbero guidato l’umanità ancora giovane.
Nella sezione ufficiale The Nature of Freemasonry, l’EOIC afferma: “It is said to have been established on this planet by Great Ones, representatives of the universal and eternal Grand Lodge, who came to guide their younger brothers and sisters”.
E subito dopo: “Modern Freemasonry is a treasury of spiritual values drawn from the Great Lodge above and following the Plan of the Great Architect”.
Quindi non stiamo più facendo un’inferenza sulla base di Blavatsky o Besant: questo linguaggio è presente nella dottrina pubblicamente esposta dall’EOIC contemporaneo.
Il sito parla dei Great Ones come di “spiritual teachers”, guide dell”infant humanity”.
Questo non è semplicemente il Grande Architetto dell’Universo della Massoneria tradizionale. Il Grande Architetto è il Principio supremo. I Great Ones sono invece presentati come esseri spirituali intermediari, rappresentanti della “universal and eternal Grand Lodge”, che hanno guidato l’umanità.
È una struttura cosmologica molto diversa.
L’EOIC discende da Annie Besant
Ricordiamo che lo stesso EOIC dichiara di discendere direttamente dalle logge create attraverso il lavoro di Annie Besant, che il rituale utilizzato deriva dal Dharma Ritual sviluppato in India, che Besant aveva ripristinato elementi spirituali nella Co-Massoneria e che l’Ordine è particolarmente interessato alla dimensione esoterica, psicologica e spirituale della Massoneria.
E la ricerca storica sul Dharma Ritual conferma che esso fu sviluppato nel 1904 nell’ambiente di Besant e che incorporava influenze teosofiche.
Il sito dell’EOIC dice che la Massoneria è stata stabilita dai Great Ones “to guide their younger brothers and sisters”. La parola “younger” è fondamentale. Perché introduce implicitamente una differenza di grado evolutivo.
L’EOIC afferma che ogni aspirante possiede un potenziale interiore, ma deve essere “cared for and fostered before it can grow and bloom” (accudito e coltivato prima che possa crescere e fiorire).
La Massoneria fornisce quindi un regimen of self-cultivation agli aspiranti al Path (Sentiero).
Tutto questo non ha nulla a che fare con la Massoneria.
La genealogia storica resta inquietante
La genealogia storica dell’EOIC rimane inquietante in quanto abbiamo: Galton – eugenetica, selezione dell’uomo biologicamente superiore, Fabianismo, élite capace di dirigere scientificamente la società, Teosofia, esseri spiritualmente superiori capaci di guidare l’umanità, EOIC, Great Ones della Great Lodge Above che guidano la “younger humanity”.
L’umanità non è considerata semplicemente come una pluralità orizzontale di individui; è inserita in un processo evolutivo gerarchico nel quale alcuni soggetti/esseri possiedono un grado superiore e una funzione di guida.





