
Lungo articolo sul “Corriere della Sera” di Ernesto Galli della Loggia. Tema: la nuova legge elettorale, ennesima “frittata” immangiabile che il regime (s)partitocratico ci prepara. Ne riprendo un brano:“…Con il sistema elettorale attuale, come si sa, sono i vertici dei partiti a stabilire i candidati nei collegi uninominali maggioritari; candidati che possono essere anche di coalizione; quindi, ancora e sono sempre i suddetti vertici dei partiti a stabilire l’ordine (da parte dell’elettore immutabile) con cui ciascun candidato è inserito nelle liste proporzionali, e dal quale dipende la sua possibilità di essere o no eletto. Ora, dalle indiscrezioni fin qui trapelate circa le nuove regole, allo studio non sembra proprio che di vera svolta nell’unica direzione in cui i cittadini decidono da chi vogliono essere rappresentati: e cioè il collegio uninominale maggioritario a turno unico. Ancora una volta, insomma, varrà quella che sembra la regola prima dei partiti italiani: i deputati e i senatori da eleggere li decidiamo noi, non devono assolutamente eleggerli i cittadini. Dove con quel noi s’intende le segreterie dei partiti medesimi, o per essere più precisi, ormai quasi sempre i loro capi e basta. Come ho detto è una vecchia storia. All’epoca della Prima Repubblica i partiti, però, almeno esistevano davvero: in quanto organizzazioni reali e in quanto realmente presenti sul territorio…”.
È questo che vogliono fare. È questo che probabilmente riusciranno a fare. Crescerà l’astensionismo, già impotente “forza” maggioritaria consolidata, ed è questo che vogliono accada. E, ancora una volta, si sarà in pochi a opporsi a questo “disegno”, tecnicamente e concretamente criminale e con più di un aspetto incostituzionale.
“Il Corriere della Sera” con Galli della Loggia ha lanciato un autorevole e tempestivo allarme. Verrà raccolto o ancora una volta chi deve e chi può sarà indifferente, silente, nei fatti complice e partecipe?





