Home Politica L’ASSOLUZIONE DI SALVINI, UNA CONDANNA DEL SISTEMA

L’ASSOLUZIONE DI SALVINI, UNA CONDANNA DEL SISTEMA

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di Marforius

L’assoluzione con formula piena, ovvero per non aver commesso il fatto, di Salvini è una pagina che può far piacere in astratto, soprattutto nel mondo del “Mulino Bianco”, ma che a ben guardare apre a tutta una serie di riflessioni.

Tanto per cominciare, come non rammentare quanto ha reso noto Palamara nel suo libro, scritto a quattro mani con Sallusti, nel quale l’ex magistrato racconta candidamente un suo dialogo con un procuratore, nel corso del quale con assoluta disinvoltura ipotizzavano di inquisire Salvini, pur consapevoli che non c’era nessun presupposto per farlo.

Ma veniamo al fatto, tralasciando gli indegni commenti di soggetti che offendono il buon senso e che non meritano neanche una citazione.

Salvini, certamente non un novello Churchill, quale ministro dell’interno del governo Conte I, non ha a suo tempo autorizzato lo sbarco di una nave spagnola di proprietà di una associazione privata spagnola (che ormai pomposamente chiamiamo ong), denominata Open Arms. In base a tale diniego la procura competente ha incriminato Salvini, in quanto avrebbe impedito illegittimamente all’imbarcazione spagnola lo sbarco a Lampedusa dei migranti soccorsi in mare.

Come previsto dalle nostre norme, la Procura ha peraltro dovuto chiedere al ramo del Parlamento, al quale apparteneva l’imputato, l’autorizzazione a procedere. Autorizzazione che è stata votata incredibilmente anche dai 5 Stelle di Conte, i quali erano al governo insieme a Salvini e che hanno palesemente condiviso l’azione relativa a questo tormentato episodio, a cominciare da Conte stesso.

Ma la cosa ormai non sorprende più di tanto, Conte ha mostrato nel tempo una coerenza straordinaria riguardo la sua assoluta incoerenza e quindi non ha esitato a votare insieme al suo Movimento 5 Stelle, l’autorizzazione a procedere,initamente al PD, Italia Viva, LEU e Autonomie.

In pratica Salvini è stato processato perché voleva impedire l’ingresso illegale nel nostro Paese di soggetti non aventi alcun titolo. Sembra una barzelletta, al contrario, avrebbe dovuto essere processato qualora non ne avesse impedito l’ingresso, in caso andava processato il comandante della nave che poteva benissimo sbarcare altrove. Ma si sa noi siamo il paese alla rovescia, dove le catene dei furbacchioni, soprattutto di quelle che occupano le strutture statuali e coloro che vogliono alimentarsi di una spesa pubblica fuori da ogni controllo, pretendono fare il bello e il cattivo tempo.

Quindi guai a chi cerca di contrastare questa miniera d’oro, che riguarda l’immigrazione clandestina, cui si accompagna ovviamente un piano volto a destabilizzare il nostro Paese, del quale i furbacchioni sono a più o meno consapevoli.

Ma la cosa che addolora ancor più è la conferma che un fatto del genere ha avuto dei costi enormi, con ricadute di ogni tipo. Costi che pagherà il contribuente elettore, che da tempo chiede un sistema che funzioni e che ponga fine a palesi “inefficienze”.

Ora c’è da chedersi cosa aspetta il Governo a proporre provvedimenti che pongono fine a questi fenomeni. Lo stesso dicasi per le opposizioni, che in un paese normale dovrebbero essere le prime ad incalzare il Governo per corregger queste indecenze.

Ma ormai tutti sanno che le azioni dei partiti sono improntate alla propaganda, oltre che essere condizionate da referenti anche estranei al perimetro del nostro Paese. Purtoppo dobbiamo anche dire che siamo il paese delle quinte colonne, che hanno agito talvolta anche sprezzanti del ridicolo e che, guarda la fatalità, in qualche caso sono state graziate proprio da qualche soggetto che non si è distinto per imparzialità, in particolare ai tempi di mani pulite e la caduta della prima repubblica.

Poi, nonostante i referendum a suo tempo votati dai cittadini, ancora discutiamo se introdurre la separazione delle carriere dei magistrati e della reposnsabilità civile, che dovrebbe riguardare gli stessi, come ogni cittadino.

Nordio se ci sei batti un colpo.

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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