
Gli appartenenti alla “Setta Sinistri Sorosiani”, che non nominiamo per nome, cognome, pseudonimo, perché non meritano ulteriore pubblicità, dopo l’assoluzione del ministro Matteo Salvini per la vicenda Open Arms, in quanto il “fatto non sussiste”, hanno, come al solito, blaterato mettendo a nudo cosa sia per loro lo Stato.
Va menzionato, invece, Avvenire, il quotidiano portavoce della Conferenza episcopale italiana, che dopo aver titolato: “Salvini assolto, ma c’è un’altra verità da rispettare”, scrive: ”Il verdetto nel processo Open Arms stabilisce che il ministro non ha commesso sequestro di persona: il fatto non sussiste. Tuttavia i fatti esistono e raccontano che ci fu affronto all’umanità”.
Il direttore del coro, ancora una volta, è in curia, ma non mancano i coristi.
C’è chi dice che “la condanna di natura squisitamente politica per la sua gestione migratoria tuttavia resta” e chi critica Salvini per aver “tenuto per settimane in mezzo al mare 147 naufraghi tra cui donne e bambini per meri calcoli elettorali”.
Poi ci sono i soliti responsabili delle Ong che scrivono di “persone che sono state private della loro libertà durante l’episodio”.
I coristi sono in gran parte finanziati da George Soros, ma la centrale del coro è in curia, che ormai fa il controcanto al Governo italiano, legittimamente eletto, come fosse (diciamo pure che è) la vera cabina di regia dell’opposizione.
Avvenire ieri scriveva che “la garanzia di un approdo sulla terra ferma è qualcosa che ha che fare con il diritto umanitario universalmente riconosciuto, con l’incolumità e la sicurezza di vite. È una norma che non c’è neanche bisogno di scrivere, perché è incisa da sempre nelle coscienze di chi va per mare. Ed è auspicabile che lo sia in tutte le coscienze”.
È dai tempi di Porta Pia che una certa linea dei cattolici ritiene che le leggi dello Stato italiano vadano superate da quelle che piacciono al Vaticano. Oggi più che mai, mentre il Vaticano si allontana dal nocciolo originario dell’ecumene, lo stesso vaticano entra a gamba tesa nella politica del Bel Paese.
Avvenire è, come si può ben evincere da quanto scrive, il bollettino di guerra di un certo m ondo cattolico contro il Governo.
Scriveva ieri Avvenire: “Abbiamo sottolineato più volte che non si può realizzare, almeno non in un contesto di legalità, il “blocco navale” sul quale l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha costruito tanta parte delle sue fortune elettorali e che infatti non c’è (e così per il taglio delle accise sui carburanti, rimasto lettera morta; e per la protesta sulla compressione delle prerogative del Parlamento da parte dei precedenti governi per via della fiducia sulla legge di Bilancio, esattamente come sta accadendo sotto il suo governo). Ma prendendo questa strada, che è lunga, rischiamo di andare fuori tema”.
Infatti i cattolici di Avvenire sono fuori tema, perché farebbero bene a preoccuparsi dell’anima, dell’andamento di partecipazione alle sacre funzioni e della desertificazione dei seminari.
La partecipazione dei cattolici alle funzioni religiose in Italia ha, infatti, mostrato una tendenza al ribasso negli ultimi decenni.
Secondo dati recenti, nel 2022, solo il 19% degli italiani frequentava la messa domenicale, mentre il 31% non ha mai frequentato un luogo di culto durante l’anno.
Questo rappresenta un notevole cambiamento rispetto al passato, dove la partecipazione era molto più elevata.
Ad esempio, nel 2000, il 49,6% degli italiani frequentava la messa regolarmente, mentre ora questa percentuale è scesa a circa il 25,6%. D’altra parte, i “saltuari”, che partecipano solo alcune volte all’anno o ogni 4-5 mesi, sono aumentati, arrivando a rappresentare il 47% della popolazione. Anche il numero di chi non frequenta mai la messa è cresciuto significativamente, passando dal 15,5% nel 2000 al 27,4% nel 2022.
Qualcosa vorrà pur dire il progressivo abbandono delle chiese.
Del resto se la Chiesa diventa una Ong e soprattutto diventa la cabina di regia dell’opposizione al Governo la deriva è segnata e inevitabile.
I seminari cattolici in Italia stanno vivendo una fase di significativa riduzione del numero di seminaristi. Secondo i dati recenti, si registra un calo delle vocazioni che ha portato a una diminuzione del numero di seminaristi di oltre il 60% negli ultimi cinquant’anni. Ad esempio, nel 1970 c’erano 6.337 nuovi seminaristi, mentre nel 2019 il numero è sceso a 2.103.
Se i preti devono fare gli agitprop dell’opposizione o i sostenitori e finanziatori delle ong è impensabile che i seminari possano attrarre giovani che sentono la chiamata della vocazione.
Tanto vale iscriversi al Pd o a qualche cespuglio di sinistra.
Avvenire mostra fino in fondo quello che è, oggi, un certo mondo cattolico di vertice, quando afferma, che “ci sono vicende in cui la verità processuale e quella fattuale confliggono. Il verdetto stabilisce che il ministro Salvini non ha commesso i reati di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio, che gli venivano contestati: «Il fatto non sussiste». Ma i fatti, ciò nonostante, esistono. E raccontano che quello fu un affronto all’umanità, perché ogni persona ha una sua dignità che nessuno può negargli e che va rispettata fino in fondo. Proprio come una sentenza. Anzi di più”.
I tribunali italiani vanno bene quando danno ragione alle logiche del Vaticano, mentre se decidono in altro modo non danno spazio alla verità fattuale, perché la verità fattuale è quella posseduta da certi ambienti cattolici che non si rassegnano a prendere atto che lo Stato italiano non è un’appendice del Regno Vaticano.
Avvenire poi ci insegna cosa sia la Patria (immemore del Non Expedit), scrivendo che “la Patria si difende da un invasore in armi, come sta facendo il popolo ucraino contro Vladimir Putin, autocrate fino a poco tempo fa ammirato incondizionatamente dallo stesso Salvini. Non si difende da bambini, donne e uomini senza armi e senza niente, che rischiano la vita per disperazione, attraversando un mare che può ucciderli (e che troppe volte li uccide, è successo anche nelle ultime ore in acque greche e marocchine) perché scappano da guerre, miseria, catastrofi, persecuzioni. Civiltà vorrebbe che a loro si tenda una mano, li si porti in salvo e poi si decida dove mandarli. Non necessariamente in Italia, certo. Ma lasciarli in mare per giorni non dovrebbe essere mai un’opzione, in uno Stato di diritto. Men che meno dovrebbe essere motivo di vanto”.
Nessun accenno alla tratta degli esseri umani, al business dei migranti, più volte denunciato.
L’accoglienza dei migranti in Italia comporta costi significativi per lo Stato, con stime che parlano di 4-5 miliardi di euro all’anno per l’accoglienza, mentre l’Unione Europea contribuisce con solo una piccola parte di questi fondi. Inoltre c’è una certa opacità riguardo ai dati dettagliati sui centri di accoglienza, con richieste di accesso agli atti che spesso incontrano resistenze. Questo rende difficile valutare con precisione l’efficacia e l’efficienza del sistema di accoglienza.
Lo scandalo legato ai centri di accoglienza per i migranti in Italia ha coinvolto diverse città e regioni, rivelando una serie di problemi di gestione e abusi nei confronti dei migranti.
In alcuni casi, i migranti sono stati ospitati in strutture sovraffollate con gravi carenze igienico-sanitarie. Le indagini hanno portato all’arresto di persone responsabili di Onlus coinvolte nella gestione di Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) per truffa aggravata, frode nelle pubbliche forniture e maltrattamenti.
Sono emerse accuse di utilizzo improprio dei fondi destinati all’accoglienza, con casi di denaro pubblico speso per fini personali o per beni di lusso. Sono state arrestate persone accusate di associazione a delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio, con milioni di euro sottratti alla gestione dei migranti.
La cabina di regia curiale dell’opposizione al Governo è sempre più scoperta e forse varrebbe la pena di ricordare a lor signori che il Concordato non è l’autorizzazione a mettere costantemente in discussione le leggi liberamente votate da un libero Parlamento di uno Stato sovrano, laico.
Interventi così diretti da cabina di regia non si sono mai visti nemmeno quando i cattolici guidavano l’Italia grazie alla presenza egemone della Democrazia Cristiana, che non ha mai preteso di essere il partito dei cattolici.
Cattolici che, peraltro, hanno più volte dimostrato di votare liberamente per chi ritengono più confacente alle loro idee politiche, senza bisogno delle imbeccate curiali della cabina di regia dell’opposizione.
Avvenire è stato creato, nel 1968, sotto l’auspicio di Papa Paolo VI, che desiderava un mezzo di comunicazione culturale comune per i cattolici italiani. Papa Montini avrebbe non poche difficoltà ad accostarsi alla lettura di un mezzo di comunicazione che da culturale comune per i cattolici taliani è diventato il bollettino dell’opposizione al Governo di alcuni cattolici politicamente orientati.





