
ll Dipartimento di Giustizia statunitense ha pubblicato ieri sera la cosiddetta ‘Fase Uno’ dei documenti attesi da tempo relativi all’ex finanziare Jeffrey Epstein, morto suicida in un carcere di New York il 10 agosto 2019, tra cui la sua lista di contatti, i registri di volo del suo aereo – denominato inequivocabilmente ‘Lolita Express’ – e un elenco di prove che il governo ha accumulato contro di lui.
In una nota diffusa ieri, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha espresso il suo impegno per la trasparenza e intende pubblicare i documenti rimanenti dopo la revisione per proteggere l’identità delle vittime di Epstein. “Questo Dipartimento di Giustizia sta dando seguito all’impegno del presidente Trump per la trasparenza e sta sollevando il velo sulle azioni disgustose di Jeffrey Epstein e dei suoi complici”, ha detto la procuratrice Pamela Bondi.

La procuratrice Pamela Bondi
Come precisa anche il New York Post, la lista non equivale a un elenco di “clienti” o “complici” dei crimini commessi da Epstein Nnessuno dei nomi contenuti nel documento è infatti accusato di alcun illecito legato all’ex finanziere. “La prima fase dei file resi pubblici oggi fa luce sulla vasta rete di Epstein e inizia a fornire al pubblico una responsabilità attesa da tempo”, ha sottolineato la procuratrice generale degli Stati Uniti Pamela Bondi.
Il direttore dell’Fbi Kash Patel ha affermato che l’agenzia che dirige sta entrando in una “nuova era che sarà definita da integrità, responsabilità e incrollabile ricerca della giustizia”. “Non ci saranno insabbiamenti, documenti mancanti e nulla di intentato. E chiunque, del precedente o attuale Bureau, comprometta questo approccio verrà rapidamente perseguito. Se ci sono lacune, le troveremo”, ha aggiunto Patel. “Se sono stati nascosti dei documenti, li scopriremo. E porteremo tutto ciò che troveremo al Dipartimento di Giustizia per essere completamente valutato e divulgato in modo trasparente al popolo americano, come dovrebbe essere. Il giuramento che facciamo è alla Costituzione e, sotto la mia guida, questa promessa sarà mantenuta senza compromessi”.

Il direttore Fbi Kash Patel
Ovviamente c’è già chi sta tentando di cavalcare la notizia, peraltro non nuova, che anche Donald Trump conosceva Epstein. Il nome di Donald Trump non compare fra i contatti, ma i documenti confermano che l’ex finanziere aveva rapporti anche con il presidente degli Stati Uniti. Durante lo scandalo, erano emerse alcune foto del tycoon con Epstein. Ora, i registri dell’aereo privato di quest’ultimo mostrano che il presidente lo utilizzò insieme all’allora moglie Marla Maples (la coppia divorziò nel 1999), alla figlia Tiffany e alla babysitter il 15 maggio del 1994. Ma non si trattò dei famigerati voli verso l’isola di Little Saint James – dove si sono consumate violenze su centinaia di donne, tra le quali molte minorenni – bensì di due collegamenti interni: prima da Palm Beach all’aeroporto Reagan di Washington e poi da Washington allo scalo di Teteboro, in New Jersey.
Oltre all’elenco dei contatti, il Dipartimento di Giustizia ha rilasciato un elenco censurato di 254 nomi delle vittime.
Oltre all’elenco dei contatti, il Dipartimento di Giustizia ha rilasciato un elenco censurato delle massaggiatrici, i cui nomi sono stati oscurati perché erano vittime. In quell’elenco ci sono 254 nomi.





