Home Politica estera LA TREGUA TRA ISRAELE E HAMAS DIVIENE SEMPRE PIU’ PRECARIA

LA TREGUA TRA ISRAELE E HAMAS DIVIENE SEMPRE PIU’ PRECARIA

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di Sergio Restelli

La tregua tra Israele e Hamas sembra sempre più vicina al collasso, con tensioni che crescono sia sul fronte interno israeliano che nei rapporti con i mediatori internazionali.
La decisione del premier Benjamin Netanyahu di bloccare il rilascio di 620 detenuti palestinesi, previsto dall’accordo di tregua, ha scatenato reazioni dure da parte di Hamas, che ha accusato Israele di violare l’intesa e ha minacciato di interrompere qualsiasi ulteriore negoziato fino a quando i prigionieri non verranno rilasciati.
 
Le tensioni nel governo israeliano
La mossa di Netanyahu ha sollevato forti critiche anche in Israele. Yair Golan, leader del partito dei Democratici, ha apertamente accusato il premier di aver sabotato la tregua, affermando che non ci sono veri negoziati in corso e che la vita degli ostaggi israeliani è a rischio.
Anche i familiari degli ostaggi hanno espresso preoccupazione per la possibilità che una ripresa dei combattimenti renda impossibile il loro rilascio. Tuttavia, Netanyahu non sembra intenzionato a cedere, ribadendo che Israele è pronto a riprendere le ostilità “in ogni momento” per raggiungere i propri obiettivi.
 
La risposta dell’esercito
L’esercito israeliano (IDF) ha annunciato di aver aumentato la “prontezza operativa” attorno alla Striscia di Gaza, segnalando la possibilità di una ripresa imminente dei combattimenti.
Questa decisione rafforza le parole di Netanyahu e dimostra che Israele sta preparando il terreno per una nuova fase del conflitto, nel caso in cui il cessate il fuoco dovesse definitivamente fallire.
 
La posizione di Hamas e dei mediatori internazionali.
Hamas, attraverso il suo alto funzionario Bassem Naïm, ha accusato Israele di “comportarsi come un delinquente” e ha chiesto agli Stati Uniti e agli altri mediatori di esercitare pressioni affinché Tel Aviv rispetti gli accordi presi.
La situazione è resa ancora più complessa dall’assenza di un chiaro percorso relativo alla Fase B del negoziato, che dovrebbe portare a un rilascio più ampio di ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi.
Se Netanyahu dovesse optare per la ripresa del conflitto, la situazione a Gaza potrebbe rapidamente degenerare,con conseguenze devastanti per la popolazione civile e per gli equilibri geopolitici della regione.

Autore

  • Redazione

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