A cura di Agenzia Nova
La proposta dell’Iran agli USA in 14 punti: un mese per l’accordo su Hormuz e dopo i colloqui sul nucleare
Trump: “Gli Stati Uniti potrebbero tornare ad attaccare l’Iran, se Teheran si comportasse male”
La proposta formalizzata dall’Iran e trasmessa agli Stati Uniti tramite il Pakistan comprende 14 punti che includono un mese di tempo per trovare un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale statunitense e, solo in seguito, colloqui separati per discutere la questione del nucleare.
Lo ha reso noto il sito statunitense “Axios”, aggiungendo dettagli a quanto emerso in precedenza. Secondo quanto riportato da “Axios”, citando due fonti a conoscenza della questione, la proposta prevede che una volta raggiunto un accordo “verrebbe lanciato un altro mese di negoziati per provare a giungere a un’intesa sul programma nucleare”.
Secondo quanto riportato in precedenza dall’agenzia di stampa “Tasnim”, la proposta in 14 punti oltre a chiedere la fine delle ostilità entro un massimo di 30 giorni (mentre gli USA avevano proposto due mesi) chiede garanzie contro attacchi futuri e il ritiro delle forze USAdall’area attorno all’Iran. Prevede anche il rilascio degli asset iraniani bloccati e la fine delle sanzioni, riparazioni di guerra, la fine delle ostilità anche in Libano e “un nuovo meccanismo per lo Stretto di Hormuz”.
Già ieri, un funzionario del governo iraniano aveva confermato – come riportato dall’emittente panaraba “Al Jazeera” – che la proposta prevedeva prima la riapertura di Hormuz e in un secondo momento i colloqui sul nucleare.
Nel frattempo, i parlamentari iraniani continuano a lavorare a una proposta di legge per una nuova gestione dello Stretto. Tra i punti di questa proposta ci sarebbe il divieto di transito per le navi israeliane.
“La legge impedirebbe alle navi di Stati nemici di passare attraverso lo Stretto, a meno che questi Paesi non paghino le riparazioni di guerra”, ha spiegato il vice presidente del parlamento, Hamidreza Haji Babaei, citato dai media iraniani.
Il funzionario ha precisato che “altre navi saranno autorizzate a passare dopo aver ottenuto l’approvazione dall’Iran”.
Il traffico marittimo a Hormuz, ha continuato, “non tornerà come era prima della guerra”.
Parallelamente, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero tornare ad attaccare l’Iran, se Teheran “si comportasse male”.
Lo ha detto alla stampa il presidente Donald Trump.
“Se si comportassero male, se facessero qualcosa di sbagliato, ma per ora vedremo. È una possibilità che potrebbe accadere, certamente”, ha affermato Trump quando gli è stato chiesto se avrebbe potuto ordinare nuovi attacchi.
Le forze armate iraniane, da parte loro, si dicono pronte a un’eventuale ripresa del conflitto. Il vice capo del comando centrale delle forze armate Khatam al Anbiya, Mohammad Jafar Asadi, citato dall’agenzia di stampa iraniana “Fars”, ha detto che un nuovo conflitto tra Iran e Stati Uniti “è una possibilità”.
Un rinnovato conflitto tra Iran e USA “è una possibilità, e i fatti hanno dimostrato che gli Stati Uniti non stanno rispettando alcuna promessa o accordo”, ha detto Asadi.
Trump si è detto “insoddisfatto” dell’ultima proposta iraniana di colloqui da tenere sul conflitto in corso. “Vogliono raggiungere un accordo, ma non ne sono soddisfatto”, ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, definendo la leadership iraniana “molto disorganizzata” e divisa al suo interno.
“Chiedono cose che non posso accettare”, ha affermato, aggiungendo che negoziati telefonici fra le parti sono in corso. Più tardi, nell’intervento tenuto ieri in Florida alla The Villages Charter School, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non avrebbero posto fine prematuramente al confronto con l’Iran “per poi ritrovarsi con lo stesso problema tra tre anni”.
Sebbene gli Stati Uniti e l’Iran abbiano sospeso le ostilità in seguito al cessate il fuoco del 7 aprile, i due Paesi rimangono in disaccordo su una serie di questioni, tra cui le ambizioni nucleari dell’Iran e il controllo dello Stretto di Hormuz.
Dopo il breve vertice tra alti funzionari tenutosi a Islamabad il mese scorso, le due parti non hanno ancora concordato un secondo incontro.
L’Iran ha trasmesso agli Stati Uniti, tramite i mediatori del Pakistan, la propria risposta alle modifiche proposte da Washington alla bozza dell’accordo per porre fine alla guerra.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran è pronta a perseguire la via diplomatica se gli Stati Uniti cambieranno quello che ha definito il loro “approccio eccessivo, la retorica minacciosa e le azioni provocatorie”.





