Home Politica LA DESTRA MARCA LA DISTANZA DALLA SINISTRA DOPO I RISULTATI ELETTORALI

LA DESTRA MARCA LA DISTANZA DALLA SINISTRA DOPO I RISULTATI ELETTORALI

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di Angela Casilli

La netta vittoria della Destra nella nuova tornata elettorale di qualche settimana fa, ha colto di sorpresa, vera doccia fredda, quanti nel PD speravano in una rimonta dopo la debacle delle politiche , in primis la segretaria Elly Schlein che si era illusa di poter invertire la rotta, dando un taglio netto al passato, marcando la distanza con l’area riformista e ripresentandosi nelle piazze abbandonate da tempo.

Gli elettori hanno trovato insufficienti il programma di rinnovamento del partito e il ballottaggio non è stato in grado, come spesso era accaduto nel passato, di ricomporre nelle urne quelle alleanze, più presenti che reali, in grado di rendere meno netta la sconfitta.

Non è venuto in soccorso della Sinistra neanche il calo fisiologico del’affluenza; la coalizione di governo ha dimostrato di saper portare alle urne quanti la sostengono, invertendo la tendenza abituale che la vede sfavorita alla seconda chiamata alle urne.

Forse per la segretaria del PD, gli esami sono arrivati troppo presto e la sfida tra le due donne che hanno rotto gli schemi della politica italiana, non è mai partita perché la Meloni resta saldamente alla guida della coalizione che governa il Paese, anzi il suo partito aumenta il gradimento dell’elettorato, mentre la Schlein che pensava di poter recuperare quanto perso nelle politiche,è rimasta al palo.

Per la Sinistra è tempo di riflessioni anche perché il prossimo appuntamento elettorale, quello delle elezioni europee del prossimo anno, è vicino e il PD è un partito che non perdona le sconfitte che ha visto tanti segretari costretti rapidamente alle dimissioni per acclarata incapacità, con un’area riformista ingiustamente penalizzata che chiede di discutere, cosa che la Schlein si guarda bene dal fare.

Si tratta di vedere se il risultato più che deludente di queste elezioni amministrative, sia la logica conseguenza di una situazione fin troppo degradata o, di un vento di destra che soffia in tutta Europa, come le dimissioni del premier spagnolo Sanchez ampiamente dimostrano.

La ricerca di un ‘ alternativa, perché da soli non si vince e serve più tempo per le alleanze, non sembra per il momento fattibile, perché il PD spera di assorbire l’elettorato di Cinque Stelle dove l’ex premier Conte vede la sua leadership minacciata da sondaggi sfavorevoli e, una parte del movimento con Chiara Appendino e Virginia Raggi, si augura una svolta che la riporti alle origini.

Altrettanto dicasi per la Sinistra italiana dove, c’è chi come Bonelli e Fratoianni si augurano un percorso comune con il PD, ma c’è anche chi soprattutto nella periferia del partito, pensa di poter aver un maggiore consenso elettorale, proprio prendendo le distanze dal PD.

Non si batte il sovranismo con il populismo e la sconfitta elettorale, è un’ulteriore ferita che allontana la possibilità di mettere in piedi un’alleanza con le forze di Sinistra in grado di competere con la Destra.

I cento giorni della Schlein non sono stati utili a capire cosa la segretaria vuol fare, per ridare linfa vitale ad un partito in perenne fibrillazione, lontano più che mai dalle periferie e dal quotidiano. Le rimproverano un po’ tutti, la solitudine arrogante, l’aria di superdonna, perché l’autostima è fortissima, di essere espressione di una sinistra elitaria, lontana più che mai dai veri problemi del Paese.

Autore

  • Redazione

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