
di Massimiliano Bonne
Il fascino dell’alchimia non risiede solo nei risultati mistici, ma anche nei suoi strumenti, tra i quali l’Atanor occupa un posto di rilievo. Questo forno, essenziale per le distillazioni e le trasformazioni, è intriso di forte simbolismo.
Derivato dall’arabo “al-tannoor”, che significa “il forno”, l’Atanor era più di uno strumento: era il crogiolo del cambiamento. Il suo calore controllato permetteva agli alchimisti di sperimentare, cercando di trasformare i metalli comuni in oro o di scoprire l’elusivo Elisir di Vita. Ma il suo ruolo non era solo pratico: aveva un senso simbolico.
La fornace era paragonata al grembo materno, luogo di creazione e rinascita. All’interno dei suoi confini, le sostanze subivano profondi cambiamenti, rispecchiando i cicli della vita e della morte.
Questo recipiente rappresentava la padronanza dell’alchimista sulla natura. Controllando il suo calore, si credeva di imbrigliare un frammento del divino, rimodellando l’essenza stessa della materia. La sua rappresentazione nei testi alchemici ne sottolinea il significato, ricordando il potere della trasformazione.
L’alchimia aveva e ha una funzione chiaramente allegorica che non ha nulla a che fare con la chimica. Nel medioevo, il processo e il percorso interiore che l’alchimia prefigurava come lavoro doveva essere tutelato dal rischio della censura.
In sintesi, l’Atanor racchiudeva il cuore dell’alchimia la ricerca incessante di verità nascoste nella natura.
“Opus contra naturam”, ma attraverso Natura. Quando si parla di via iniziatica, non si può prescindere dal rapporto stretto che abbiamo o dovremmo avere con Madre natura. Qui c’è un territorio in buona parte inesplorato a cui l’uomo anela per sua natura stessa.
I vari testi alchimia consigliano, per determinati lavori, di farli coincidere con date posizioni o aspetti dei pianeti, le sette energie archetipiche che dal cielo influenzano la terra. Si utilizza quindi l’astrologia, una scienza che aiuta a stabilire le condizioni favorevoli, i momenti di simpatia fra le forze naturali cosmiche e quelle individuali.
All’interno dell’Atanor, intervengono sul composto qualità del caldo e del secco che hanno il potere di sciogliere, surriscaldare, condensare rigenerando la materia grezza all’interno del forno.
Il caldo/secco è prodotto soprattutto dall’attività del cuore, collegata i cicli astrologici e stagionali del Sole; il freddo/umido è prodotto per lo più dall’attività del cervello, subordinata alle fasi della Luna. Le due polarità agiscono nel complesso psicofisico attraverso i sistemi endocrinologici. Dal contrasto caldo/freddo si avvia un maggiore dinamismo e la distribuzione interna degli umori , di sostanze endogene, di flussi e di fluidi con una conseguente lavorazione e raffinazione dei metalli/pianeti che strutturano e orientano l’operatore.
Nella prima parte dell’Opera, tra l’altro, si mette in sinergia il complesso psicofisico con i segni zodiacali e con le loro diverse solarità, che si manifestano ognuna con una prevalente qualità della luce, della temperatura, della pressione atmosferica. Queste dodici potenzialità e qualità facilitano cambiamenti di calore, contrazioni ed espansioni, rallentamenti e accelerazioni nel campo energetico e percettivo dell’operatore, propizi alla sua raffinazione.
Se la mente umana si mette in sintonia e si armonizza con stelle e pianeti, particolari momenti della realtà esterna astronomica si presentano come simboli strettamente legati al significato e alla funzione di una specifica pratica alchimica, potenziandone per simpatia l’efficacia.
Si utilizza il ritmo dello Zodiaco, il risultato del movimento dell’energia divina che si riflette nel cosmo e viene misurato per mezzo di una precisa costante degli spazi di eclittica solare.
Di fatto, lo Zodiaco è una chiave crittografica che segue i ritmi e le ottave del movimento ciclico dell’Universo. L’alchimista non può che essere in sintonia con questo ritmo cosmico, suddiviso in quattro battute e sette note (pianeti).
Ermeticamente la rituaria è vista come uno strumento per armonizzare e fare cambiare di livello lo stato d’essere dell’alchimista, per farlo passare dal lento e lineare ritmo della vita quotidiana a quello più intenso e ciclico degli archetipi cosmici. Sinteticamente il suo composto è influenzato dalla posizione dei pianeti nei dodici segni dello Zodiaco al momento della nascita, suddivisi in quattro triadi, legate ognuna a uno dei quattro elementi.
La materia prima di questo composto tende a condensarsi in componenti con tendenze o capacità distinte e spesso contrastanti, derivanti dalla predominanza o carenza di acqua, aria, fuoco e terra nel tema natale, oppure dalle domiciliazioni ed esaltazioni, dagli esili e dalle cadute dei pianeti, dalla eventuale esistenza di trigoni, quadrature, congiunzioni e opposizioni tra loro.
Gli alchimisti greci e arabi consigliano il Sole in Ariete per predisporre il processo di separazione tra i componenti del composto; mentre il Cosmopolita e altri operatori latini estendono il periodo favorevole a tutti i segni primaverili. Le dodici operazioni alchemiche, dette anche fatiche di Ercole, in genere partono dal segno della Bilancia e terminano col segno della Vergine. Esse possono essere descritte sinteticamente nel seguente modo: chiusura ermetica, macerazione, regolazione, fissazione, fermentazione, fluidificazione, surriscaldamento, evaporazione, separazione, condensazione, riunione ed esaltazione, proiezione.
Nella ruota zodiacale la sequenza logica degli archetipi nei suoi aspetti armonici o conflittuali, aderisce al ritmo e alla configurazione delle leggi universali che si susseguono nella tessitura dell’Universo.
La sua origine è cosmologica e non esclusivamente geocentrica.
Infatti, nella ruota zodiacale, la sequenza logica dei Pianeti, riportati nella ruota zodiacale, con i suoi aspetti armonici o conflittuali, aderisce al ritmo e alla configurazione delle leggi universali che si susseguono nella tessitura dell’Universo.
A ben vedere, l’astrologia è un sistema di pensiero che si esprime attraverso una complessa simbologia nella quale è raccolta tutta l’esperienza umana nei principi essenziali. Questo sistema altamente flessibile (in quanto simbolico e archetipico) evoluitosi nel corso di migliaia di anni, offre una griglia di lettura alla mente razionale grazie alla quale il rapporto tra gli eventi esterni ed i fattori più sottili della (apparente) causalità possono essere percepiti, predetti e ponderati.
I Pianeti Astrologici di fatto rappresentano qualità metafisiche che indicano i livelli e gli stati psichici dell’Uomo.
In altre parole, dando uno sguardo alla ruota zodiacale con una diversa prospettiva, i pianeti che rappresentano gli archetipi, sono disposti in ottave superiori e inferiori e corrispondo alle sette regole o leggi indicati nella Tavola Smeraldina.
L’astrologia che conosciamo ha origine sumerica. Essa ha catturato l’attenzione dell’umanità per millenni, offrendo l’allettante idea che il cielo possa influenzare la nostra esistenza terrena. Secondo gli astrologi, ogni pianeta ha un’essenza particolare dei Mondi intermedi: il Sole simboleggia la nostra natura fondamentale, la Luna le emozioni, Mercurio la comunicazione, Venere l’eros e Marte la volontà e l’azione. A seconda delle loro posizioni e interazioni, questi pianeti possono dettare le sfumature della nostra personalità, del nostro destino e delle circostanze quotidiane.
Tuttavia, sebbene l’astrologia goda di un’immensa popolarità, è fondamentale notare che non è scientificamente riconosciuta come disciplina empirica. La sua natura è più simbolica, soggettiva e interpretativa. Molti l’accolgono come guida spirituale. In ogni caso, rappresenta un tentativo umano di trovare un significato, un ordine e una connessione in un universo apparentemente caotico. Ma l’astrologia non ha dimostrato ancora realmente il suo valore al mondo del pensiero e della scienza. Un giorno, nel mondo della nuova Coscienza, ci si renderà conto che l’astrologia servirà agli scienziati disincantati dal paradigma materialista, per comprendere le leggi universali.
L’astrologia e l’alchimia sono linguaggi ancestrali che si raccontano attraverso gli archetipi le allegorie di uno stato dell’essere e un invisibile non riconducibile alle categorie scientifiche materialista.
Dal canto suo, l’alchimia ritiene che tra l’uomo e l’Assoluto vi sia un legame originario che permettete al ricercatore un processo di espansione. Questa ipotesi è però confermata solo attraverso il corso di una lunga processo operativo. Se da un canto, l’astrologia potrà essere presto riconosciuta nuovamente come chiave di espansione per l’umanità, dall’altro, in alchimia il processo di realizzazione resta sempre un’ipotesi da verificare e confermare all’inizio di un percorso interiore e puramente personale.





