È il caso della chiesa di Santa Maria Maddalena a Rennes-le-Château
Tra i non pochi misteri che ruotano attorno a Rennes-le-Château, particolare menzione riguarda la parrocchiale dedicata a Santa Maria Maddalena, che Bérenger Saunière rifece da cima a fondo a suo gusto e piacimento, anche se la chiesa non aveva bisogno di lavori di manutenzione straordinaria, nel senso che lo stato di decadenza dichiarato, non era poi così grave.
Infatti, da una relazione dell’ispettore diocesano del 1853, pubblicata sul sito di Mariano Tomatis, si apprende:
“Noi, Guiraud Cals, ispettore degli edifici diocesani a Carcassonne, dichiariamo di esserci recati sul posto per esaminare e verificare il suddetto edificio in seguito all’invito rivoltoci il 21 ottobre scorso da parte del Signor Prefetto del Dipartimento dell’Aude.
La chiesa di Rennes non si trova affatto nello stato di decadenza che ci è stato segnalato. Questo edificio presenta, è vero, un aspetto pericolante ma il pericolo non è che superficiale, di conseguenza non dobbiamo preoccuparcene.
La volta è irregolare in tutte le direzioni, vale a dire che presenta delle grandi crepe sia sul taglio longitudinale che su quello trasversale. Noi ci siamo scrupolosamente assicurati di questo stato di cose, e abbiamo appurato che tutte queste sinuosità derivano dai brancolamenti che denunciano una grave ignoranza delle tecniche dell’arte di costruire a quell’epoca.
Questa costruzione è molto antica, pensiamo che essa risalga al VIII o IX secolo. La pratica e l’intelligenza mancavano agli operai di quell’epoca, e principalmente a quelli di paesi remoti come quello di Rennes.
Perciò siamo portati a credere che tutte queste irregolarità provengano dalla cattiva unione delle centine. C’è una prova evidente, poiché il muro a Nord ha conservato il suo appiombo originale e non si rileva alcuna crepa su tutta la sua superficie.
Il muro a sud è in sovrapiombo di otto centimetri e sebbene vi si osservino due enormi contrafforti successivi alla costruzione della chiesa, crediamo che questo muro sia stato costruito così come è oggi poiché non si vede nessuna dislocazione né sulla volta, né sul muro.
Giudichiamo dunque che questo edificio non presenta dei pericoli gravi per la sicurezza pubblica.
Riconosciamo che la chiesa è troppo piccola per la popolazione di 500 anime che il comune di Rennes contiene. Quanto all’ampliamento, la disposizione della chiesa non ci permette di praticare delle aperture per realizzare delle cappelle, il solo mezzo di ingrandire sarebbe la costruzione della tribuna progettata, ma noi non l’approviamo.
La chiesa di Rennes presenta non solo delle crepe alla volta ma anche una disposizione della pianta oltremodo irregolare e bizzarra.
La tribuna, i rivestimenti in gesso e l’intonacatura che si propone di fare non modificheranno mai l’aspetto irregolare che l’interno presenta, da questo punto di vista noi saremmo dell’opinione di annullare ogni tipo di progetto di ingrandimento e di abbellimento e di aspettare che il comune abbia fondi sufficienti per prepararsi alla costruzione di una nuova chiesa le cui dispense potrebbero salire alla somma di 4500 franchi circa.
Redatto dall’ispettore diocesano, sottoscritto a Carcassonne il 9 Novembre 1853″.
Tra le tante ipotesi, il motivo più plausibile della ristrutturazione della chiesa, fu quello di inserivi simboli in gran parte esoterici o, comunque portatori, di un significato, se letti in un determinato modo.
Li elenchiamo di seguito.
A lato dell’ingresso si vede il demone Asmodeo sostenere il bacile dell’acqua benedetta; come ben si sa, Asmodeo è considerato dalla tradizione un demone guardiano di tesori nascosti. Ma, si sa, pure, come alla porta del tempio massonico vegli il Custode di Loggia, il Copritore, che impugna la spada per impedire ai profani l’ingresso e consentirlo solo ai fratelli.
Il pavimento è formato da grandi mattoni neri e bianchi a mo’ di scacchiera, allo stesso modo dei pavimenti dei templi massonici; alzando poi lo sguardo, si vede un soffitto figurato come un cielo notturno in cui brillano le stelle, come nei soffitti dei templi massonici, dipinti in figura di cielo stellato.
Le stazioni della Via Crucis sono poste da sinistra a destra, ovvero fanno un giro sinistrocentrico, cosa del tutto contrario alla chiesa di Roma; nel tempio massonico, per passare da una Colonna all’altra si procede da sinistra a destra; nella stazione VIII della Via Crucis è figurato un ragazzetto che indossa incongruamente un kilt scozzese, particolare che fa riferimento al RּSAA con cui si qualifica la massoneria esoterica; il bambino, poi, è con la madre avvolta nel velo vedovile e ci si ricorda di come i Liberi Muratori si definiscano “Figli della Vedova”.
Nella predella dell’altare vi è una raffigurazione della Maddalena e, in un angolo, è posta una statua lignea della stessa Maddalena che regge un calice, il Graal.
Quel che è da notare nell’immagine posta a far da base all’altare, è che la santa vi viene figurata all’ingresso di una grotta. E ci si ricorda come l’istituzione massonica qualifichi se stessa come latomistica e affermi che i suoi membri lavorano in una grotta simbolica.
In più, la Maddalena del dipinto ha presso di sé un teschio, che tiene accanto a un libro; e nel Gabinetto di Riflessione sappiamo come sia posto un cranio, mentre, sull’altare di loggia vi sia il Libro Sacro.
Lasciata la Chiesa, si visita il cimitero, nel cui cancello spicca un grande teschio con le tibie incrociate; anche questo particolare ci rimanda al quadro di Loggia della Camera di Mezzo, ossia dei lavori in grado di Maestro, dove sono figurati tre teschi con tibie incrociate, di disegno identico a quello che si vede risaltare in alto sul cancello del cimitero di Rennes-le-Château.
Quanto sopra, per dire che il curato Bérenger Saunière trasformò simbolicamente la parrocchiale di Rennes-le-Château in un tempio massonico, essendo egli stesso un massone; il che non dovrebbe sorprendere, conoscendo, da una parte, la diffusione tra il clero della terza repubblica dell’affiliazione alla Libera Muratoria, dall’altra, il gusto del Saunière per le allusioni, i simboli, gli enigmi e le figurazioni.
Un altro indizio che ci permettere di ascrivere Bérenger Saunière alla Libera Muratoria è rappresentato dalla scritta che egli fece apporre sull’ingresso della sua chiesa e che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro nel tentativo, fatto da molti, di attribuirle un senso, sia misterioso e allusivo come piattamente pietistico: “Terribilis est locus iste”.
Ebbene, tale citazione si legge in Genesi, 28/17, in relazione al sogno che Giacobbe, secondo quel passo, ebbe in Betel: esclamazione che il testo biblico mette in bocca al futuro Israel, che, in quel luogo, aveva sognato una scala da cui salivano e scendevano angeli e, al risveglio, il patriarca ebbe timore e disse: “Quant’è terribile questo luogo! Questa è la casa di Dio (Bet-El) e la porta del cielo (Bab-El)!”
Ma cosa intendeva stabilire realmente con quella formula il parroco di Rennes-le-Château?
Ebbene, l’aggettivo latino “terribilis” può essere tradotto sia come “terribile”, “tremendo”, ma anche come “pertinente alla terra, terraneo”, in sintonia e in opposizione, al contempo, ad “aquoreo”, “aereo”, “igneo”.
Nel rito massonico, il bussante che nel Gabinetto di Riflessione attende di essere introdotto nel Tempio, viene qui raggiunto da un dignitario di Loggia che riveste la qualifica di Maestro Terribile, non certo nel senso vagamente comico che egli debba far paura all’iniziando, ma in quanto egli, agendo ritualmente fuori del “Luogo luminoso e ordinato” del Tempio, lavora nell’elemento terra, nel luogo della profanità, delle tenebre e del caos.
Infatti, l’iniziando, una volta introdotto nel Tempio, viene purificato con l’Acqua, l’Aria e il Fuoco proprio di quell’elemento Terra di cui egli, da profano, è stato partecipe e portatore.
Qual è, dunque, secondo la ritualità muratoria, il “luogo terribile” se non tutto ciò che è posto al di fuori della porta del Tempio?
L’iscrizione enigmatica rientra in una logica massonica e, mediante questa separazione simbolica tra mondo profano e area sacra (fanum), il parroco di Rennes trasformava, esotericamente, una chiesa cattolica in un tempio massonico, insieme a tutti gli altri elementi muratori che, come si è visto, vi aveva introdotto.
Fratello Terribile fuori della parrocchiale, Venerabile Maestro all’interno di essa, Bérenger Saunière era certamente un Fratello Libero Muratore di alto grado e, forse, uno di quei Superiori Incogniti, e tali in quanto del tutto insospettabili, di cui l’Istituzione muratoria “sussurra” l’esistenza e l’azione decisiva sui destini.
I viaggi del parroco di un paesino della campagna francese in Belgio, in Austria, in Ungheria, etc., che non trovano una spiegazione plausibile, che don Berenger compì spesso e in tempi successivi, fanno supporre contatti internazionali di alto livello, incongrui rispetto a una persona ufficialmente di un rango tanto modesto.
Ma trovano una loro spiegazione se si ammette che il curato doveva rivestire un ruolo di rilievo in un’Istituzione diversa da quella di cui appariva confinato a umile status.
Nella stessa ottica, trova la sua spiegazione il tenore di una delle famose pergamene criptate, che sono dentro il mistero di Rennes-le-Château:
Berger, pas en tentation, que la clef est en gard de poussent roi…





