
di Angelo Ciccarella
Ci affanniamo per ciò che passa. Basta un nonnulla per destabilizzarci. A questa transitorietà, attacchiamo la totalità delle nostre preoccupazioni. La vita non ha nulla di attraente se fondiamo tutto sulla nostra effimera personalità, perché puntiamo sul precario e, quando questa personalità viene a mancare, perdiamo tutto. Siamo costruiti da sovrastrutture sociali, acculturazioni, paure: solo se siamo Reali siamo senza limiti e dalle possibilità immense.
C’è un segreto per evitare tanti guai: non reagire subito agli stimoli. L’impulsività è un tratto caratteristico degli emotivi più inclini a reagire per istinto contro provocazioni, anche inconsistenti. Si manifesta con la prontezza alla polemica, l’irruenza, la passionalità, la collera, l’animosità. Le conseguenze a questi moti sono dolorose, se non controllate. La vita convulsa di oggi ci induce alla prontezza di riflessi per far fronte alle continue sollecitazioni a cui siamo sottoposti. Ciò ci porta ad un continuo stato di tensione e questo ci spinge pure a rispondere immediatamente a ogni sollecitazione. Se da un lato può essere un beneficio, per l’altro è pieno di inconvenienti.
Allora che facciamo?
Ritardiamo la reazione, facciamoci scorrere quelle energie emotive che subentrano improvvisamente. La forza di certi sentimenti negativi – paura ira collera – è legata alla nostra reazione. Se si rompe il legame, si estinguono. Ma, il difficile, è proprio rompere nel momento giusto, cioè l’arrivo dello stimolo sgradito e la nostra reazione. Se tra questi due momenti, s’interpone un certo gesto magico, il rilassamento, il miracolo è compiuto.
Gesto magico? Cioè?
Suonano alla porta, squilla il telefono, improvvisamente mentre sto tranquillamente sdraiato in poltrona, a leggere magari questo articolo su fb. Se continuo a stare rilassato col corpo e a leggere, mentre suonano alla porta o squilla il telefono, anche il mio pensiero agirà meccanicamente suscitando la stessa attitudine di rilassamento.
Attendere prima di rispondere. Basta vincere la reazione, ritardandola. Il rilassamento muscolare porta alla distensione mentale.
Saper aspettare è l’arte per non restare vittime di stimoli pericolosi o di sentimenti negativi.
Con l’esercizio si può imparare a stare calmi e limpidi, in qualunque condizione. Quando sono rilassato, anche se urtato non subisco traumi e cadendo non avvengono rotture. Se sono teso, mi rompo. Mi offendono e avverto un irrigidimento all’altezza dello stomaco pronto a esplodere? Regolarizzo il respiro e sciolgo il nodo.
La capacità di rimanere calmo dinanzi a stimoli sgradevoli è il primo passo di una grande conquista.
P.S.
L’immagine proposta è indicativa di come ci dovremmo sentire, localizzandoci lì, per avere il giusto equilibrio alle provocazioni, agli eventi contrari. Provare per credere.





