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IO SONO LIBERO, DI GIUSEPPE SCOPELLITI

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di Rocco Romeo

 

Io sono Libero” di Giuseppe Scopelliti continua il tour 

Il senso della libertà spiegato da chi, dopo essere stato amministratore osannato e leader indiscusso, si è visto privato di un bene essenziale. Si può riassumere così il libro “Io sono libero” di Giuseppe Scopelliti, curato dal giornalista Franco Attanasio e nato nel contesto del carcere di Arghillà, che sarà presentato venerdì alle 18:30 nella sala consiliare di Nardodipace. L’evento, moderato dal direttore de “Il Meridio” Biagio La Rizza, vedrà gli interventi del sindaco Romano Loielo e del docente universitario Giuseppe Bombino, oltre che dell’ex sindaco di Reggio Calabria e presidente della Regione Calabria. Scopelliti, nell’illustrare i suoi ricordi dei momenti esaltanti e di quelli più difficili, spiegherà cosa significhi per lui essere libero dopo aver riletto un passato che lo ha visto dominare la politica calabrese (e incidere sulla quella nazionale), ma anche subire la condanna a 4 anni e 7 mesi per falso ideologico

. Giuseppe Scopelliti, ex enfant prodige della Destra finiana, prima leader nazionale del Fronte della Gioventù, poi sindaco di Reggio Calabria, infine Governatore della Regione Calabria, si racconta in un appassionante libro-intervista curato dal giornalista Franco Attanasio.

Sono diversi i motivi che certamente cattureranno l’attenzione dei lettori, e non solo della parte politica di cui Scopelliti è stato per lungo tempo uno dei dirigenti più apprezzati.

L’ex Governatore della Calabria ha deciso di aprire lo scrigno dei suoi ricordi mentre ancora non ha del tutto finito di scontare la condanna a quattro anni e sette mesi, per il reato di falso ideologico, relativa ad alcune vicende accadute, tra il 2008 e il 2009, quando era sindaco di Reggio Calabria.

Scopelliti è l’unico ad aver pagato in Italia, per un reato amministrativo di questo tipo, il conto salato che la Giustizia gli ha presentato al termine di una vicenda giudiziaria che ha fatto molto discutere. Sia per l’esito del processo che, a parere dei suoi difensori, avrebbe dovuto riservare ben altro risultato; sia per l’entità della pena, a loro dire sproporzionata riguardo allo specifico reato contestato. L’uno e l’altra, in ogni caso, sono stati accettati da Scopelliti con senso di responsabilità e rispetto delle Istituzioni. Quella “bussola” che ha sempre orientato il suo cammino politico-amministrativo e alla quale ha dimostrato di non rinunciare, anche nella cattiva sorte.

L’ex presidente della Regione Calabria, rilegge il suo passato con serenità ed equilibrio. Tra emozionanti ricordi, immagini e personaggi che appartengono al “Phanteon” della storia italiana. Dice chiaramente di aver chiuso con il suo passato politico e affida alla benevolenza dei lettori una ricostruzione che certamente non mancherà di far discutere.

Significativi sono anche la “fisionomia” e il contesto in cui l’intervista ha preso forma, all’interno del carcere di Arghillà, dove Scopelliti e Attanasio, per ragioni diverse, hanno avuto modo di incontrarsi e di condividere questa esperienza.

 

E’ servita tanta forza interiore che mi ha consentito di affrontare in modo intelligente un momento xparticolare della mia vita. Ricordo gli educatori, i poliziotti della penitenziaria che svolgono un ruolo difficile ma con grande passione e dedizione. C’era da fare una scelta, lasciarsi andare e recriminare una vicenda paradossale ed assurda o dimostrare di essere un uomo vero ed un vero servitore dello Stato. Ho dimostrato di avere il coraggio di affrontare una partita difficile. L’ho fatto impegnandomi sempre in carcere, dalla biblioteca, al coro, al canto alla parte religiosa, servendo gli ultimi. Stimolato dagli educatori ho dato una mano alle persone in difficoltà insegnando a scrivere”.

“Reggio ha l’obbligo di tornare una città libera così come quando c’era Giuseppe Scopelliti al Governo. Abbiamo fronteggiato tutte le avversità e abbiamo fronteggiato con la schiena dritta i poteri criminali e forti che ancora oggi attanagliano quella comunità. Reggio sarà libera, siamo fiduciosi, tra 30 anni. Non si vede all’orizzonte una opportunità, non si vede una classe dirigente in grado di assumere con coraggio posizioni forti. Perchè i cittadini non manifestano più? Ricordo le proteste delle imprese all’epoca di Arena con i camion fermi in Via Marina, ricordo gli operari sul tetto di Palazzo San Giorgio. Oggi c’è una calma piatta, la città non reagisce”.

Una lunga e brillante carriera politica quella di Giuseppe Scopelliti. Sempre col cuore a destra. Gli inizi nel Fronte della Gioventù, fino a diventarne il segretario nazionale nel 1993. Anni di militanza politica vicino a una giovanissima Giorgia Meloni, “che in questi anni non ho mai sentito, ma è l’unica, oggi, che può fare le giuste riforme per far crescere questo paese”. Poi nel 2007, diventa il sindaco più popolare d’Italia, con il 70% delle preferenze, quindi l’elezione trionfale a governatore della Calabria. Accanto a lui, negli anni ci sono Angelino Alfano, Silvio Berlusconi e soprattutto Gianfranco Fini “il mio Presidente, il politico che più mi è stato vicino in questi ultimi anni e che oggi vedrei benissimo, per la sua autorevolezza ed esperienza, come padre nobile della destra italiana”.

 

“Anni intensi, che porterò sempre nel mio cuore. Anche se poi alla fine hanno sottratto tanto tempo alla mia famiglia. A cui devo le mie scuse. Scusarmi invece con la Calabria? Ho sempre fatto il mio dovere, e forse l’unica cosa di cui dovrei scusarmi con i calabresi è di non essere riuscito a realizzare i miei e i loro sogni”.   

 

 

 

 

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  • Redazione

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