
Sono 412 seggi, quindi amplissima maggioranza assoluta in seno alla Camera dei Comuni. Eppure la percentuale di voti ottenuti, a livello generale, nell’intero Regno Unito, dai laburisti è solo il 38,7 per cento.
Grazie al sistema elettorale al cento per cento uninominale puro, e grazie ad un voto che si è diviso, sostanzialmente, tra quattro partiti diversi (Laburisti, Conservatori, Lib-Dem e “Riformare l’Inghilterra” di Nigel Farage) il Labour ottiene 412 seggi parlamentari con solo un terzo dei voti totali.
Distorsioni? Oppure un approccio di regole che consentono intrusioni ben calibrate per giocare una partita geopolitica, ben nascosta tra le nebbie di una globalizzazione che induce a marcare i giochi a favore di un blocco, dove vorrebbe far premio il mondo della finanza su quello della politica?
Questo voto marca alcuni segni precisi: vuole appoggiarsi su una cultura politica evolutiva della multipolarità, basata sulla costituzione di grandi progetti di infrastrutture che siano in grado di garantire uno sviluppo armonico equilibrato tra nazioni che posseggono materie prime fondamentali e i paesi che anno una storia -anche contraddittoria da ricalibrare – di sviluppo tecnologico ?
Lo snodo storico politico dell’Inghilterra e un passaggio fondamentale per la direzione che vuole assumersi in futuro.
Sul tappeto si trova oggi a confrontarsi con la riproposizione di Enrico Mattei su storiche questioni, come l’impostazione di svolta con i paesi ricchi di materie prime, con l’approccio del fitty- fitty – un segno paritario – che oggi è rivalutato anche dalle elezioni italiane e dove il presidente del Consiglio ne fa, sul piano internazionale, una bandiera di riferimento.
Il grande segno politico e culturale della Margaret Thacher era tutto incentrato sul “colonialismo “di chi stabiliva le regole, perché in possesso di tecnologie industriali in grado di imporre trasformazione industriale e sbocchi geopolitici significativi .
Cosa significa oggi in Inghilterra trovarsi il Fabiano storico Tony Blair a segnare un nuovo (?) corso in soccorso – progressista non certo socialdemocratico – di una politica di globalizzazione finanziaria in piena fase di disaggregazione?
In Italia il campo largo Pd e cespuglietti esultano per l’Inghilterra ma disgiungono i problemi dal metodo elettorale dalle mille contraddizioni sugli auspici dichiarati . E’evidente che siamo di fronte ad una crisi di camerieri che manco sono in grado di essere dei maggiordomi professionali al seguito.
I progressisti, come si è storicamente visto, non sono di cultura socialdemocratica ma sono di una cultura che proviene dai Fabiani, cioè fanno capo alla cultura storica dei grandi temporeggiatori: filosofia che ha espresso sempre intermediari, cioè affari di ogni specie e natura specialmente nel contesto della geopolitica. I progressisti, pertanto non hanno mai pensato alle regole della Bad Godesberg o del welfare: elementi fondanti della socialdemocrazia.
Questo sta producendo tra i socialisti liberali in Italia un mal di pancia che li può indurre ad una depressione specialmente considerata la storia dei padri fondatori del socialismo e specialmente del mondo riformista di Bettino Craxi.
Sottolineato quanto sopra, la nota positiva è quella che portano e che esprimono regole elettorali di un uninominale secco di un turno.
Se con il 33, 7 dei voti in Inghilterra si sono presi 142 deputati : il punto politico centrale cosa di chi confonde la politica come un sogno in realtà manda tutto” in totale confusione “
Ed ecco che , dopo l’ubriacatura la sinistra un po’ trasformista e molto politicamente imbrogliona, non ha il coraggio e la coerenza di chiedere ovunque il voto anche in Italia, come in altri paesi europei, non è in grado di approdare ad un’uninominale secco a turno unico. Non le resta che vaneggiare o anche peggio.
Resta il messaggio ben chiaro politicamente del sistema elettorale inglese: semplifica e valorizza il voto degli elettori, fa uscire dai rifugi carsici gli alchimisti, i manipolatori e giocolieri e gli interessi di chi gioca con carte truccate anche dopo i risultati elettorali come quelli europei .
Se dobbiamo gridare W l’Inghilterra ,facciamolo pagando il prezzo di una coerenza fatta di un approccio politicamente e culturalmente onesto.
La stampa e le maggiori tv nazionali su questo tema stanno dando uno spettacolo penoso per non dire di peggio .
Certo sarebbe onesto, propagandare come unico fronte il rigorismo della cultura socialdemocratica di Bad Godesberg, mentre i “progressisti”, tanto storicamente cari ai Fabiani hanno sempre avuto attenzione solo a Lenin e Stalin “. ….





