di Paolo Falconio*
Lasciando perdere le questioni pur serie di riarmo, che prima ancora dovrebbero essere di
sistema industriale, obbiettivi politici e scelte mirati di sviluppo in base alle necessità
strategiche (mettere soldi o permettere di mettere soldi senza prima fare le valutazioni di cui sopra potrà suonare sensato all’ Unione dei mercanti europei, ma non a chi porta le stellette) , politicamente la postura Europea di guerra ad oltranza contro la Russia è un’operazione sbagliata e pericolosa. È sbagliata per quanto detto sopra, è pericolosa perché ingigantisce il solco tra Europa e Russia, mentre gli USA si riavvicinano. Dietro questa scelta di scontro che si concretizzerebbe nel sostegno all’ Ucraina financo (proposta italiana) ad estendere ad essa l’ articolo 5 della NATO senza farla entrare nella NATO (!!!??) ci si deve chiedere il perché.
Escluderei un coordinamento USA Europa (tanto per intenderci poliziotto buono e cattivo).
Più credibile una leadership europea strettamente legata ai Dem che porta avanti il loro impianto politico. Ma c’è un’altra possibilità che potrebbe essere condotta parallelamente a quest’ultima e approfittando dello scarso interesse di Trump. È un’idea che affonda nella storia tedesca (Großdeutschland)del XIX sec e nel paneuropeismo, idee depurate e attualizzate per essere traslate come “Grande Europa”. Un disegno di cui l’Ucraina era parte integrante. Non vorrei che nella frizione USA Europa le élite europee stiano perseguendo
questo quadro. Sarebbe davvero da sconsiderati perché l’Europa non è un’entità politica che è un requisito base per avere un esercito. È da sconsiderati perché sarebbe un’entità che sarebbe una minaccia per la Russia, che detiene il più formidabile arsenale atomico e lo potrebbe usare, soprattutto se la minaccia provenisse ad ovest della pianura Sarmatica. È da sconsiderati se il disegno dovesse essere portato avanti senza la benedizione di Washington perché potrebbe costituire una minaccia anche per gli USA. La teoria della Grande Europa spiegherebbe la mobilitazione degli intellettuali per risvegliare i semi del guerriero europeo nel rearm europe (in Italia citiamo Serra Cazzullo e Scurati), ma è senza costrutto perché è un’operazione che richiederebbe anni e riaccenderebbe dispute interne. La narrazione del cosacco come collante, potrebbe non essere sufficiente per superare antichi rancori e soprattutto avremmo a che fare con una Russia che ha riportato 100.000 bare senza intaccare il consenso al governo e i giovani continuano a sentirsi parte della Storia, ad onorare il patto con i padri e a considerare la madre Patria e i figli come un unicum. Sono questo perché allevano collettività e noi invece società atomistiche, il cui problema è l’aperitivo serale. È un
disegno che indebolisce persino le classi intellettuali russe che nonostante tutto continuano
a guardare all’ occidente come modello culturale.
Sarebbe un disegno destabilizzante di ogni architettura di sicurezza, senza avere i fattori base per la sua realizzazione, salvo parole grosse, ma innocue. Inoltre, sarebbe un disegno che difatto porterebbe i maggiori benefici alla Germania e che minerebbe la ratio stessa dell’attuale UE: Imbrigliare le Nazioni per scongiurare altre devastazioni nel continente europeo.
*membro del Consejo Rector de Honor e conferenziere de la Sociedad de Estudios Internacionales (SEI)




