
di Alberto Frau
Fine anni Settanta. Il prezzo dei carburanti, tra cui quello della benzina, è amministrato (rectius politicamente controllato) dall’esecutivo tramite un organo della pubblica amministrazione: il Comitato Interministeriale Prezzi (CIP). La scelta, resasi necessaria a seguito degli shock petroliferi e al fine di evitare un’improvvisa impennata dei prezzi, dispone un blocco assoluto dei prezzi della benzina e l’autorizzazione da parte del CIP di qualsiasi variazione dei listini.
Una situazione che non piace ai vertici europei i quali mirano a garantire, al contrario, una situazione di equilibrio tra le condizioni riconosciute agli operatori italiani e quelle riscontrabili nei restanti Stati membri della Comunità Economica Europea, che al contrario sono caratterizzati da un regime di libera concorrenza.
Il resto è storia.
Nel 1984, dopo un susseguirsi di pareri, studi elaborati da commissioni tecniche, richiami della Commissione Europea e Governi che si alterneranno in media ogni 10 mesi, il sistema sarà sostituito, all’italiana, da un «regime di sorveglianza»; con le imprese petrolifere che avranno semplicemente l’obbligo di comunicare alla pubblica amministrazione le variazioni di prezzo dei loro prodotti e le cause che le hanno determinate.
La completa fuoriuscita dal «regime di sorveglianza», sebbene avviata nel 1991, avverrà di fatto solo nel 1994 e comporterà, la soppressione del CIP, il pieno assoggettamento del settore alle competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e, si dirà: «l’innesco di una dinamica di concorrenza in un settore in cui quarant’anni di prezzi amministrati avevano totalmente irrigidito la struttura dell’offerta».
A seguito della liberalizzazione si assisterà all’ingresso di numerosi operatori e lo sviluppo di una rete ridondante polverizzata (e sproporzionata nel confronto con il resto d’Europa); forme di «capolarato petrolifero»; oltre mille proprietari della rete di vendita nazionale, con oltre 350 marchi e il paradosso di molte comunità montane sprovviste di una stazione di servizio! Il tutto con il bene placet di Bruxelles.
Inoltre, in circa trent’anni saranno numerose le indagini Antitrust, gli interventi governativi, le iniziative delle associazioni dei consumatori sul tema dei prezzi della benzina. Con la conseguenza che speculazione senza regole, assenza di programmazione industriale e annunci propagandistici diventeranno gli ingredienti di un disastro senza precedenti.
E la benzina diventerà il prodotto più pervasivo della nostra società, con milioni di automobilisti che quotidianamente affronteranno oscillazioni sempre e solo al rialzo e la nostalgia di un ritorno ai prezzi fissati dallo Stato (sic).





