Home Cronaca IL “PASTONE” RAI A TUTTE LE ORE.

IL “PASTONE” RAI A TUTTE LE ORE.

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di Bruno Chiavazzo

Sembrava fosse caduto in disuso, ma con il nuovo corso Rai è tornato alla grande. Sto parlando di quello che in gergo giornalistico è chiamato “pastone”, si tratta di una carrellata di due minuti in cui deputati, per lo più di seconda e terza fila di maggioranza e opposizione, dicono qualcosa di solito incomprensibile, per giustificare l’indipendenza della testata.

Specialista è il Tg1 che mattina, pomeriggio e sera non manca mai di mandare in onda dichiarazioni di strampalati “onorevoli” che con sprezzo del pericolo e del ridicolo dicono qualcosa davanti ad un microfono. Nell’ambiente giornalistico si sa che per alcuni di questi è il massimo della “visibilità” nella loro vita e spronano i loro addetti stampa o “assistenti parlamentari” a tempestare le redazioni Rai per 30 secondi di video del loro dante causa.

In estate poi si raggiunge l’acme della farsa televisiva. Deputati e senatori ripresi in località balneari, abbronzati come cuoio vecchio, che sproloquiano di povertà, di caro benzina, di salario minimo a secondo del tema giornaliero. Si vedono e, purtroppo si sentono, parlamentari che recitano una poesia imparata a memoria contro il governo o a favore, secondo l’appartenenza politica.

Negli ultimi giorni c’è una presenza fissa, Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, noto per aver spifferato in Parlamento quello che gli aveva detto il suo coinquilino a proposito dell’anarchico Alfredo Cospito, detenuto per terrorismo, che dalle spiagge italiane distribuisce volantini del suo partito a bagnanti ignari che, fuori campo, buttano sulla sabbia contribuendo a sporcare ancora di più i già sporchi lidi italiani.

Oppure altri dei 5 stelle, sempre abbronzati, che con faccia ispirata parlano del reddito di cittadinanza abolito e delle pensioni da fame. Non si rendono conto dell’effetto che hanno sugli spettatori. Per loro essere in video equivale ad un massaggio dell’ego per poi chiamare, immediatamente dopo la messa in onda, parenti e amici per sapere com’è andata e se l’inquadratura era giusta.

Oltretutto per quei trenta secondi di video chissà quanti “ciak” sono stati battuti per rendere la cosa “palatabile” visivamente. Sarebbe bello vedere le scene tagliate, gli impappinamenti, le castronerie dette, la scelta della “location”, insomma tutto quello che precede la “recita” televisiva. Tutto nella speranza che il fruttarolo o il salumiere sotto casa si ricordino di loro al momento del voto.

Speranza vana.

 

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  • Redazione

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