Autore: Michele Ciliberto
Titolo: Il cerchio delle umane cose
Sottotitolo: 1494-1527, crisi e decadenza dell’Italia
Editore: Giuseppe Laterza & Figli
Collana: Sagittari
Nella lunga e accidentata storia del potere in Italia, le Signorie occupano un posto di rilievo.
L’assenza di un vero e unico centro politico nella penisola favorì, come sappiamo, processi di accentramento regionale nel corso del XV secolo.
Sospinte dalla teoria di “città ideali”, si imposero in breve tempo dopo il collasso delle esperienze comunali.
A Firenze, la dinastia Medici (1434-1737) conobbe alla fine del Quattrocento, uno dei periodi più turbolenti della sua secolare storia.
Con la morte di Lorenzo de’ Medici (1492) si aprì quella che fu definita la “grande mutazione”, a conclusione della “politica di equilibrio” fra gli stati italiani, l’unica formula per contrastare le ambizioni delle grandi monarchie straniere.
La consacrazione delle virtù ipotizzate da Niccolò Macchiavelli (1469-1527) essere volpe e leone quando necessario; saper usare le armi; adoperare la violenza per ottenere e mantenere il potere , sembrò convincere anni prima lo stesso Lorenzo.
La comparsa di un frate domenicano ferrarese, profeta e visionario di nome Girolamo Savonarola, avviene dopo la cacciata di Piero de’ Medici.
Il frate deve aver avuto un grande ascendente su Carlo VIII, per convincere il re di Francia a non saccheggiare la città toscana nel 1494, anno della sua discesa in Italia.
Ma la sorte fu spietata con lui: scomunicato da papa Alessandro VI, abbandonato, accusato di eresia, arrestato, processato, impiccato e, infine, arso sul rogo. Era il 23 maggio 1498.
Questa del Savonarola ha rappresentato una formula popolare-repubblicana che avrebbe anche potuto funzionare, se non fosse stata tradita dallo stesso dispotismo che anni prima caratterizzò l’età del Magnifico.
Uno studio davvero esemplare questo di Michele Ciliberto, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e professore di Storia della Filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale Superiore.
Una lezione magistrale sulla superiorità della cultura italiana anche in momenti difficili, talvolta tragici, della nostra storia moderna.





