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GLI SPAZI NEGATIVI E L’ILLUSIONE DELLA REALTA’

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di Massimo Coccia

GLI SPAZI NEGATIVI E L’ILLUSIONE DELLA REALTA’

La teoria degli spazi negativi ci indica un percorso, come allenare la mente a vedere al di là dei muri al di là degli steccati.   Si utilizza ciò che ci è permesso visualizzare per immaginare e mappare ciò che non riusciamo a vedere. Questo tipo di spazio circonda gli oggetti ed è collegato ad essi, si potrebbe definire uno spazio indifferenziato che non è dentro o fuori le cose, l’oggetto di attenzione al posto di ciò che è l’oggetto principale. La materia oscura potrebbe costituire l’80% di tutto ciò che c’è nell’universo e non emette onde elettromagnetiche. Questa materia secondo alcune ipotesi potrebbe essere costituita da particelle nuove come il neutralino e quindi possiamo immaginare che ciò che ci circonda, il mondo, l’universo è visibile all’occhio umano solo per una piccola parte. Alcuni ipotizzano che il mondo non sia composto da oggetti e cose colorate e per creare una visione di ciò che ci circonda usiamo per la maggior parte il cervello e questo fa di noi dei potenziali creatori di immagini e da questo possiamo formulare la tesi che la realtà come la percepiamo potrebbe essere diversa. Possiamo esserci costruiti un mondo fatto a nostra immagine con ciò che il nostro cervello desidera vedere.  Tutto questo si può provare a spiegare con il meccanismo con cui si sviluppa l’azione visiva. Nella nostra corteccia cerebrale i neuroni si sono specializzati nel compiere diversi tipi di decisioni visive. Questa dinamica prevede che la luce entri nell’occhio e viene messa a fuoco dal cristallino sulla retina. I suoi recettori rilevano l’energia luminosa e generano i potenziali d’azione che percorrono lungo il nervo ottico con un processo  che si chiama trasduzione. Non è facile comprendere questi fenomeni, pensiamo alla luce che entra nell’occhio attraverso la pupilla e viene fatta convergere dalla cornea e dal cristallino sulla retina. La pupilla è circondata da un iride pigmentata che può allargarsi e contrarsi, rendendola più o meno grande; l’occhio è come se creasse un immagine con una macchina fotografica e non esistono immagini immobili quando guardiamo poichè gli occhi si muovono in continuazione. L’aspetto che ha più dell’incredibile è come il cervello visivo usa i messaggi criptati che arrivano dagli occhi per interpretare il mondo visivo. Questa spiegazione scientifica serve per formulare alcune considerazioni. E se tutto ciò che crediamo essere reale, in realtà fosse diverso da quello che il nostro cervello ci permette di visualizzare? E se il nostro cervello in realtà costruisse di volta in volta un mondo diverso da quello che esiste nella realtà? Potrebbe la materia che ci circonda non essere tangibile ma solo il frutto di una proiezione astrale pilotata?

Se  consideriamo che la particella più piccola scoperta grazie ai microscopi atomici appare come un insieme di spirali di energia e queste ultime sono intangibili, potremmo dire che non esistiamo da un punto di vista fisico ma siamo composti solo da pura energia che di volta in volta assume forme diverse. Questi tesi e questi dubbi sulla nostra origine ci fanno riflettere e ci portano a considerare che le leggi fisiche ad oggi scoperte possono non aver ancora svelato il mistero che ci circonda poichè ce ne sono alcune che ancora non sono state comprese. Nella trilogia del film “Matrix” gli esseri umani erano stati inglobati in un mondo irreale che non esisteva da un punto di vista fisico ma solo da un punto di vista immaginario come una visione onirica creata della mente, mentre il mondo reale in cui vivevano era totalmente diverso e terribile, un mondo in cui gli esseri viventi erano solo degli strumenti necessari come fonte di energia per i loro padroni e questi in cambio li ricompensavano dando loro la possibilità di costruirsi un sogno, una specie di realtà a loro gradita.      

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  • Redazione

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