Home Cronaca GAZA, NOTTE A CACCIA DEI TUNNEL, SULL’UCRAINA SI SPACCA L’EUROPA

GAZA, NOTTE A CACCIA DEI TUNNEL, SULL’UCRAINA SI SPACCA L’EUROPA

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Le forze di terra israeliane “espanderanno” le loro operazioni nella Striscia stanotte, ha annuciato ieri il contrammiraglio Daniel Hagari, portavoce delle forze armate israeliane. “L’aviazione sta colpendo in maniera significativa obiettivi nel sottosuolo”.

Nella Striscia è stato interrotto interrotto ogni tipo di collegamento. Stop a tutte le comunicazioni.

Israele ha colpito ieri Gaza con i raid più massicci dall’inizio delle operazioni militari dallo scorso 7 ottobre, giorno dell’attacco di Hamas. La Striscia sta “subendo i più pesanti bombardamenti via terra, mare e aria dall’inizio della guerra”, riferisce l’emittente Al Jazeera. Le autorità israeliane, inoltre, per la tv hanno “tagliato completamente le comunicazioni nella Striscia di Gaza”. Le news sono confermate dalle rilevazioni in tempo reale di alcune piattaforme online. I dati in tempo reale mostrano un crollo delle connessioni e dei collegamenti. In particolare, appare interrotta l’attività di Paltel, l’ultimo grande operatore rimasto a fornire servizi nella Striscia.

Nella giornata di ieri, Israele ha inoltre puntato il dito contro l’ospedale centrale Shifa: sotto la struttura si troverebbe il quartier generale di Hamas, accessibile solo attraverso vari tunnel sotterranei e da alcune unità dell’ospedale, con cui condivide anche la rete elettrica. Da lì arrivano, secondo Israele, gli ordini ai membri di Hamas e viene coordinato il lancio di razzi contro Israele. Hagari ha sottolineato che all’interno dello Shifa si trova uno dei centri di controllo di Hamas, gestito dal servizio di sicurezza dell’organizzazione. “L’ospedale ha 1.500 letti e circa 4.000 membri del personale che formano uno ‘scudo umano’ per i leader”, ha detto il portavoce.

L’esercito israeliano nella notte tra giovedi e ieri è entrato nel nord di Gaza per la terza volta in 24 ore e ha attaccato postazioni di Hamas, alcune delle quali a Gaza City.

L’IDF fa sapere di avere colpito membri di Hamas, piattaforme di lancio di missili anticarro e quartier generali dell’organizzazione islamista. Nell’attacco, aggiunge l’esercito israeliano, sono stati colpiti più di 250 obiettivi.

Rimane il rischio di un allargamento del conflitto. L’esercito Usa – ha fatto sapere il Pentagono – ha lanciato attacchi aerei su due località nella Siria orientale collegate al Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane. Gli attacchi sono stati sferrati da caccia F-16 nella notte vicino ad Abu Kamal, una città siriana al confine con l’Iraq.

L’operazione, nella zona orientale siriana, ha dichiarato il segretario alla Difesa Lloyd Austin, “è la risposta agli attacchi portati avanti da gruppi sostenuti dall’Iran nei confronti di personale americano in Iraq e in Siria”. Il Pentagono parla di “attacchi di precisione di autodifesa”. 

Gli attacchi arrivano dopo che il Pentagono ha confermato che almeno 21 soldati americani hanno subito ferite lievi in diversi attacchi di droni da parte delle milizie filo-iraniane in Iraq e Siria dal 17 ottobre. Inoltre, un appaltatore civile impiegato dagli Usa è morto di infarto mentre si riparava dagli attacchi filo-iraniani. Il Pentagono non ha fornito dettagli sulle possibili vittime dei suoi attacchi, ma ha il segretario alla Difesa Lloyd Austin ha assicurato che gli States non cercano il conflitto né hanno “l’intenzione o il desiderio di partecipare ad ulteriori ostilità”.

Lloyd ha chiarito anche che questi attacchi non sono legati alla risposta degli Stati Uniti al conflitto tra Israele e Hamas, e ha chiesto a tutti i Paesi di evitare di adottare misure che potrebbero contribuire alla diffusione della guerra in altre regioni.

Nel frattempo l’Europa si divide su tutto, a cominciare dall’Ucraina.

Dal sostegno a Israele alle nuove forniture di armi all’Ucraina, fino alle migrazioni e al Mes, i Paesi dell’Ue faticano a trovare un sintesi, mentre i conflitti personali tra von der Leyen, Michel e Borrell mostrano una leadership inadeguata.

L’idea di cosa sia l’Unione Europea in questo momento è data dalle dichiarazioni, agli estremi opposti, di Orban e di Macron.

Viktor Orban è certo: “L’Ucraina non vincerà la guerra”. Il primo ministro ungherese lo ha affermato durante un’intervista con l’emittente televisiva di Stato. “Tutti sanno ma non osano dire che la strategia è fallita. È chiaro che gli ucraini non vinceranno e i russi non perderanno”, ha detto il premier. “Questo è il momento in cui bisogna fermarsi e dire che il piano A non ha funzionato e che dobbiamo preparare un piano B. Non si può lavorare in questo modo dando soldi a qualcuno la cui strategia di guerra non è più valida. Non vedo alcun motivo per cui dovremmo inviare denaro”, ha aggiunto Orban.

“Questa mattina – ha detto il presidente francese Macron – abbiamo discusso della situazione in Ucraina che ci ha permesso di riaffermare molto chiaramente il nostro incrollabile sostegno alla sua indipendenza, alla sua sovranità, alla sua integrità territoriale e al fatto che, qualunque sia il contesto, il nostro sostegno rimane e la nostra strategia rimane ovviamente la stessa”.

Mentre nel mondo sale la tensione, a Bruxelles l’Unione si sgonfia.

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