
di Lucio Leante
Nelle ultime settimane c’è stato un deciso inasprimento in Occidente degli umori anti-israeliani. “Ora basta”- si dice. “La reazione israeliana alla orrenda strage del 7 ottobre 2023 è andata troppo oltre ed ora è diventata inaccettabile”. Si dice anche: “occorre fare tutto il possibile per fermare Netaniahu ed il suo governo”.
Dobbiamo trarre la conclusione che le popolazioni occidentali simpatizzino per un gruppo di tagliagole terroristi totalitari che si nascondono negli ospedali e nelle scuole usando i loro concittadini come scudi umani? e che preferiscano loro ad uno Stato democratico come Israele?
Per il 7 giugno le maggiori forze della sinistra italiana, per una volta (quasi) unita, hanno convocato una manifestazione nazionale con la parola d’ordine “fermare Israele”, “fermare Netaniahu”. Ma occorre notare che largo spazio vi sarà dato alla tesi di “Israele genocida”. Lo dimostrano le dichiarazioni della vigilia, tra cui quelle di Fratoianni. Lo dimostra soprattutto l’invito ad arringare la folla rivolto alla giornalista fanaticamente anti-israeliana, Rula Jebreal, autrice di un libro dal significativo titolo di “Genocidio”.
Nelle ultime settimane il cuore di molti occidentali, anche quello di coloro che erano rimasti inorriditi dalle atrocità commesse dai tagliagole di Hamas in quel vero pogrom del 7 ottobre di un anno e mezzo fa, ora sembra aver preso a battere di orrore solo per le vittime palestinesi. L’orrore per quel pogrom sembra archiviato nei meandri della memoria collettiva. E’ stato quasi del tutto cancellato dai media ed è oggi quasi sconveniente ricordarlo. I media hanno la memoria corta. La coscienza si satura di orrori. Non li sopporta tutti insieme. L’ultimo orrore cancella quello vecchio. La nuova vittima soppianta quella precedente.
Oggi ci si dice inorriditi o orrificati solo per le migliaia (secondo le fonti di Hamas circa 50 mila) di vittime palestinesi. Certo nessuno può restare insensibile davanti a quelle scene dei corpi avvolti in lenzuoli bianchi, alcuni troppo piccoli per essere di adulti, di persone ferite o mutilate. O davanti agli edifici crollati di Gaza. Sono immagini infernali.
Ma è l’orrore e la pietà selettiva, omissiva e a senso unico che non convince. Perché nessun giornalista o conduttore ricorda mai che se ci sono vittime civili a Gaza è soprattutto perché Hamas usa mettersi al riparo di ospedali, scuole e case private e che usa i civili palestinesi come scudi umani? E che non consente ai civili di mettersi al riparo?
Sono le rimozioni e le amnesie mediatiche che suscitano sospetti. E’ lo strabismo emotivo che mostra indignazione ed orrore per alcuni e non per altri che fa rivoltare lo stomaco.
Quale Tv, quale giornale, osa oggi ricordare che quel giorno, quel 7 ottobre, 1200 israeliani furono barbaramente uccisi dai sicari di Hamas? Chi ricorda che questi ultimi bruciarono persone, decapitarono altre, inchiodarono bambini alle pareti, ammazzarono genitori davanti ai figli e figli davanti a genitori legati e impotenti per poi ammazzare anche loro? Chi rammenta che strangolarono bambini, staccarono a badilate la testa ai feriti e stuprarono donne, giovani e anziane, e persino bambine?
Chi sente oggi ancora compassione e orrore per la sorte degli oltre 240 israeliani presi in ostaggio, portati nei cunicoli sotterranei di Gaza, lasciati per giorni senza viveri, torturati e violentati? Chi ricorda che gli autori di quell’orgia di sangue se ne vantarono e, al loro ritorno a Gaza, furono accolti da folle plaudenti e festanti?
L’orrore per quella strage si è ridotto sui media al ricordo della data. Viene citata da molti giornalisti solo per dovere di ufficio e come un “minimo sindacale”. Sono citazioni prive del pathos originario. Numeri inerti.
La pietà per le nuove vittime cancella la pietà e la memoria di quelle di ieri. In primo piano oggi nei media e nella coscienza degli occidentali ci sono solo le ultime vittime e gli ultimi orrori, quelli israeliani veri e soprattutto presunti. La reazione israeliana- dicono in sempre più e sempre più spesso- “è andata molto oltre la legittima difesa e la comprensibile reazione alla strage del 7 ottobre!”.
Prevale il vecchio argomento dell’ “uso eccessivo della forza” da parte del più forte, Idi sraele. Il debole la vittima ha sempre ragione, anche quando ha provocato orrori ie sofferenze indicibili al più forte e la reazione di questi? E il più forte ha sempre torto anche quando è stato ferito dal più debole che voleva e vuole ucciderlo e sterminarlo?
I maggiori media occidentali, CNN, BBC, Washington Post, Le Monde, Liberation, quasi tutti i media italiani, sono dediti da tempo, ma ancor più in questi giorni, ad un massacro etico di Israele. Tutti prendono per oro colato le veline di fonti controllate da Hamas, come il “Ministero della Salute palestinese” o di un “Ministero della Salute di Gaza” o,di un sedicente ufficio della “Difesa Civile di Gaza”.
Dietro queste sigle c’è Hamas. Attraverso quelle sigle Hamas nutre a proprio piacimento i media occidentali di notizie, cifre e intepretazioni. L’unica fonte alternativa presente a Gaza, Al jazeera, di solito conferma. E i media occidentali, affamati di notizie, in mancanza di altre fonti indipendenti, si bevono tutto e ripetono spesso senza citare la fonte. E così il gioco è fatto.
Una vera svolta nelle propensioni anti-israeliane dei media di è avuta a fine maggio quando Hamas ha messo a segno un vero colpo grosso nell’arte della disinformazione.
La radicalizzazione è avvenuta quando, per qualche giorno, Hamas ha diffuso la notizia che gli israeliani avevano chiuso i varchi attraverso cui passano i rifornimenti di cibo, bevande e medicinali ai civili di Gaza. In realtà è avvenuto che gli israeliani e gli americani stavano organizzando una grande operazione di distribuzione di cibo direttamente alle famiglie, sottraendola all’UNRWA e ad altre organizzazioni umanitarie. Le hanno escluse perché quelle cedevano gli aiuti umanitari agli uomini di Hamas che a loro volta li accumulavano in deposiiti per poi rivenderli alla popolazione a prezzi di strozzo.
Era questa la vera notizia su cui una TV o un giornale serio avrebbe dovuto indagare. Invece i giornali e le Tv occidentali hanno semplicemente diffuso le veline di Hamas: “Israele affama la popolazione di Gaza che sta morendo di fame”. Tutto questo ha solo un nome: Hamas! Ma non lo si diceva e non lo si dice. E la notizia falsa è passata – e passa- come verità.
Qualche giorno dopo i media occidentali hanno diffuso un’altra bufala: “i soldati israeliani hanno sparato sulla folla che si ammassava attorno ai camion che distribuivano il cibo provocando 90 morti e molti feriti”. Anche questa volta la bufala è passata come oro colato.
L’esercito israeliano ha aperto un’inchiesta ammettendo solo che alcuni soldati avevano sparato in aria come avvertimento e poi a sconosciuti che si avvicinavano senza rispettare i corridoi prestabiliti e che perciò erano sospetti. Poi è stato diffuso un video che mostrava chiaramente che a sparare sulla folla erano stati degli uomini con il capo coperto da una keffiah: presumibilmnte erano uomini di Hamas. Ma non è bastato. La notizia falsa ha continuato a circolare.
Poi la GHF, l’organizzazione privata che ha distribuito finora 6 milioni di pasti in una settimana, ha negato che gli spari fossero venuti dall’esercito israeliano: “Le notizie di spari sulla folla sono false e inventate.”
Eppure quasi tutti i media hanno creduto a Hamas.
Mentana ha dato la notizia citando il ministero della sanità palestinese, ma aggiungendo che c’era stata la “conferma di fonti indipendenti”, senza dire quali.
Ci è cascato anche il presidente italiano Sergio Mattarella. “S’impone subito il cessate il fuoco a Gaza. E’ disumano che venga ridotta alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani” – ha detto con il suo solito tono stentoreo il 1 giugno al Quirinale davanti agli ambasciatori stranieri accreditati a Roma.
Il giorno successivo, durante la parata militare del 2 giugno, due giornaliste della RAI, portavano il discorso (chissà perché) su Gaza e mostravano la loro solerzia affermando: “Israele viola sistematicamente la Convenzione di Ginevra…Israele usa la fame come arma di guerra”.
Martedì sera Bianca Berlinguer dava sulla voce in continuazione a Gianfranco Fini che tentava di mettere qualche paletto alla disinformazione contro Israele. Giuseppe Conte ha urlato che a Gaza “stanno morendo di fame 8 milioni di bambini” (quando tutti sanno che a Gaza vi sono solo 2 milioni di abitanti).
La frenesia anti-israeliana ha preso un po’ tutti in Europa.
La Commissione europea ha annunciato l’inizio della revisione dell’accordo di associazione Ue-Israele, a cui ha aderito persino la Germania, tradizionalmente filo-israeliana. Il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato “di non capire più quello che l’esercito israeliano sta facendo nella Striscia di Gaza, quale sia lo scopo” aggiungendo che gli attacchi che danneggiano la popolazione civile “non possono più essere giustificato come lotta al terrorismo di Hamas”. Tuttavia la Germania non intende sospendere le sue forniture di armi a Israele (un terzo circa del totale) come ha invece chiesto la Spagna, per bocca del ministro degli Esteri, José Manuel Albares. Sembra che il presidente francese Emmanuel Macron si accinga a pIresentare un piano con l’Arabia Saudita per il riconoscimento dello Stato palestinese. Un piano arabo prevede sì uno stato palestinese, ma solo dopo la scomparsa di Hamas. Macron sembra disposto a soprassedre su Hamas. Il governo di Israele ha comunque avvertito che se ci sarà un risonoscimento unilaterale dello Stato palestinese Gerusalemme annetterà la Cisgiordania.
Anche l’Italia ha indurito negli ultimi giorni la sua posizione verso il governo israeliano.
“La guerra legittima e sacrosanta ad Hamas ha dei limiti che Netanyahu ha superato” – ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Basta bombardamenti sulla Striscia, serve un cessate-il-fuoco immediato, ma Hamas deve liberare tutti gli ostaggi: hanno scatenato loro questa guerra sulla pelle del loro popolo.” ha dichiarato Il vicepremier e ministro degli Esteri Taiani in una sua intervista al Messaggero. “L’Italia riconoscerà lo Stato palestinese, ma senza Hamas. E il riconoscimento deve arrivare al culmine di un processo negoziale con Israele in cui i due Stati si riconoscano reciprocamente”- ha aggiunto
Alle pressioni pubbliche ha ceduto anche Giorgia Meloni confermando che Israele deve fermare la sua reazione: “Essa ha raggiunto un livello inacettabile” – ha detto.
Gli europei esigono insomma da Israele un cessate il fuoco immediato e permanente, un ritiro definitivo da Gaza. Ma non osano chiedere ad Hamas un rilascio immediato e incondizionato degli ostaggi. Perché?
Non sanno forse che il giorno dopo il ritiro di Israele Hamas andrebbe nelle piazze di Gaza a rivendicare “la sua vittoria” su Israele, dato che sarebbe fallito il tentativo israerliano di distruggere Hamas? La lezione che Hamas e molti palestinesi ne trarrebbero è che le stragi, come quello del 7 ottobre del 2023, pagano e che saranno paganti altre future stragi simili. Hamas comincerebbe da subito a preparare un’altra strage.
A molti europei basta declamare la solita vieta formula “due popoli, due stati”. E credono così di avere messo in pace la loro coscienza. Fingono di non sapere cosa significherebbe per la sicurezza di Israele uno stato palestinese governato da Hamas che ha come scopo fondativo la distruzione dello stato di Israele.
Fosse stato per alcuni paesi europei Israele sarebbe già stata distrutta. Finora a salvare Israele sono stati gli americani che forniscono a Israele i due terzi delle sue forniture militari. Trump finora, nonostante qualche concessione all’opinione pubblica, ha mantenuto la sua posizione protettiva. Mercoledì scorso ha bloccato al Consiglio di sicurezza dell’Onu una mozione che intimava agli israeliani di fermare le operazioni militari a Gaza.
Gli europei sono invece estrememente ansiosi di apparire protettori delle vittime e degli ultimi. E “migliori degli altri”. A qualsiasi costo. Sta in questo loro narcisismo la vera forza di Hamas. Hamas conosce questa debolezza occidentale e ne ha fatto l’elemento principale della sua strategia per una vittoria politica su Israele con la complicità degli europei che, ostentando indignazione e orrore, fanno sempre più scopertamente il gioco di Hamas. Hamas vuole sconfiggere Israele nelle piazze europee tanto sensibili alle vittime palestinesi al punto da dimenticare gli orrori del barbaro Hamas. La barbarie ha un fascino tenebroso sull’uomo civilizzato.
Ma Israele non ha alternative: deve vincere la guerra contro la barbarie di Hamas, senza diventare barbaro esso stesso. Ma in Medio oriente è un compito molto difficile.





