
di Paolo Falconio*
L’ operazione “Spiderweb” che ha distrutto circa 40 bombardieri strategici (dato da fonti ucraine, poi ridotto a 17 e forse anche meno) è sicuramente un capolavoro militare, ma non cambierà le sorti del conflitto. Invece trapelano indiscrezioni di una forte irritazione americana. L’ Amministrazione Trump si è subito dissociata, affermando di non averne avuto notizia, ma un gelido silenzio regna anche tra i democratici. Il perché è da ravvisarsi in due considerazioni.
La prima, anche l’America in teoria potrebbe essere vittima di un attacco simile, magari da parte di una organizzazione terroristica.
La seconda e forse più profonda ragione è che i trattati START prevedono un obbligo di trasparenza anche attraverso il monitoraggio satellitare. Di conseguenza si era instaurata la prassi di
tenere i bombardieri strategici all’ aperto anche per garantire che non fossero configurati per un attacco nucleare. Ora il trattato New START è stato sospeso dai Russi nel 2023, ma non annullato e questa vicenda mette a rischio che possa vedere un suo rinnovo. Al di là della sospensione del trattato la Russia manteneva all’ aperto i suoi bombardieri e avvisava quando lanciava un missile balistico.
Infine, ma solo per completezza, se gli ucraini avessero distrutto davvero il 35% delle forze Strategiche nucleari aeree russe (quindi una diminuito in termini di capacità della triade nucleare) i
russi avrebbero avuto diritto a rispondere con un attacco nucleare per ristabilire l’equilibrio nucleare Gli americani se ne avessero avuto conoscenza avrebbero dovuto avvisare i russi. Il fatto di metterli in difficoltà forse non è molto lungimirante da parte Ucraina. Anche perché gode ancora del supporto dell’intelligence USA.
Al di là del trattato questa operazione si inserisce in un gioco per grandi (La Russia comunque ha 1600 testate atomiche operative ) e l’Ucraina non ne fa parte.
*Member of the Consejo Rector de Honor and lecturer at the Sociedad de Estudios Internacionales
(SEI)





