
L’incipit del film di Guillermo del Toro è folgorante: una nave incagliata nei ghiacci: due uomini combattono sulla banchisa. Uno è ferito, i marinai scendono per salvarlo e il Barone Victor Frankenstein racconterà la sua storia.
Il sogno di una vita di Guillermo Del toro si avvera , grazie anche alla partecipazione di Netflix, e non solo, a Venezia 82
Il bambino Guillermo a 7 anni aveva visto il primo Frankenstein e dell’horror gotico aveva fatto la sua passione. Oggi ormai sessantenne è riuscito a presentare in concorso il suo Frankenstein, permettendo a critica e pubblico di assistere a quello che non ho problemi a definire un capolavoro. Perdonatemi ma ogni critico ha i suoi registi preferiti e io amo i lavori di Del Toro.
Il maestro del gotico afferma e dimostra di non aver creato dei personaggi ma grazie all’ottimo lavoro ottenuto con gli interpreti ha presentato sullo schermo quella che ha considerato come parte della sua famiglia
In attesa di entrare in sala, nella fila che si andava componendo, qualcuno si domandava che senso avesse un nuovo Frankenstein , ma nel lavoro di Del Toro c’è tutta la ricerca del perdono, della genitorialità, della volontà di guardare la storia con gli occhi della creatura creata e abbandonata da Victor Frankenstein.
Rovesciando i ruoli Del Toro ci pone la domanda a cui è difficile rispondere chi è il vero mostro? La creatura o il suo creatore? Il mostro è accanto a noi o dentro di noi?
Il mostro bracca il suo creatore pronunciando solo una parola Il nome di Victor, che rifiutando la genitorialità, lo ha abbandonato , considerandolo solo un esperimento riuscito.
Ma anche Victor si sente abbandonato dal padre che lo considera un pazzo che si crede Dio.
Del Toro spiega in conferenza stampa che parlando di perdono non si tratta di uno che perdona l’altro “… ti rendi conto che il rancore fa due prigionieri e il perdono libera due persone…”
Victor braccato dalla creatura che vuole ottenere la morte e trascinare con sé il suo creatore. arriverà a dire: “Cercando la vita ho creato la morte”.
Del Toro è pieno di umanità nei confronti della creatura che di sequenza in sequenza si trasforma diventando sempre più bello e invita tutti ad “essere umani” , “restate umani specie in questo periodi guerre e di orrori”.
Il film, da vedere, sarà nelle nostre sale dal 23 ottobre e dal 7 novembre su Netflx.
Consiglio; Guardatelo prima in sala e poi continuate ad amarlo sulla piattaforma Netflix





