
di Massimo Introvigne*
Francesco Randone, IIl ceramista italiano, che viveva in una torre all’interno delle Mura Aureliane di Roma, creò rituali occulti per la cottura della ceramica con elementi teosofici, etruschi e tolstoiani.
Nel 1907, Ernesto Nathan (1845–1921), ebreo nato a Londra e ardente ammiratore del pensatore repubblicano Giuseppe Mazzini (1805–1872), fu eletto sindaco di Roma. Nathan era stato Gran Maestro della Massoneria italiana tra il 1896 e il 1903 e con lui un ambiente culturale anticlericale divenne politicamente dominante a Roma.
Il programma di Nathan era fortemente ispirato dal mito della Terza Roma, quella che come capitale del nuovo Regno d’Italia succederà alla Prima Roma dell’Impero Romano e alla decadente Seconda Roma dominata dalla Chiesa cattolica. Il programma di Nathan includeva la celebrazione della Prima Roma attraverso il sostegno pubblico degli archeologi e la creazione di una nuova arte arruolando l’aiuto di artisti con idee simili.
Tra loro spiccava il pittore Giacomo Balla (1871–1958), che in seguito sarebbe diventato un noto futurista italiano. Incoraggiato da Nathan, Balla iniziò a fare da tutor a pittrici, tra cui la figlia del sindaco, Annie Nathan (1878–1946), che in seguito sposò Emilio Engel (1878–1944), un massone del Rito Scozzese e figlio del Gran Maestro del Rito Simbolico Massonico Italiano, il senatore Adolfo Engel (1851–1913).
Il loro gruppo comprendeva anche Yris Randone (1888–1958), una delle sei figlie (e un figlio) dell’artista eccentrico Francesco Randone (1864–1935), il “Maestro delle Mura”.
Randone nacque a Torino ma arrivò a Roma nel 1870 con suo padre, un politico che, dopo la conquista di Roma da parte dell’Italia e la fine del controllo papale sulla città, fu nominato Sottosegretario per l’Agricoltura, l’Industria e il Commercio nel governo di Giovanni Lanza (1810–1882). Sebbene non avesse mai terminato i corsi dell’Accademia Nazionale d’Arte, Randone emerse rapidamente come un dotato ceramista e come disegnatore specializzato in disegno per le Scuole di Anatomia e Biologia dell’Università di Roma.
Dal 1890 visse in una torre nelle Mura Aureliane di Roma. Nel 1894 fu nominato “Conservatore” delle Mura Aureliane dal Ministero dell’Istruzione. Nello stesso anno, Randone fondò una “Scuola d’Arte Educatrice” che esiste ancora a Roma.
Gli interessi esoterici di Randone sono stati studiati e documentati in diversi eccellenti studi delle storiche dell’arte italiane Giovanna Caterina de Feo e Flavia Matitti.
Amico intimo e collaboratore dell’artista massone e Gran Maestro Ettore Ferrari (1845-1929), e massone egli stesso dal 1905, Randone era particolarmente interessato alla religione e all’arte degli Etruschi, una cultura che fiorì nell’Italia centrale tra l’800 e il 500 a.C. La cottura della ceramica in fosse o fornaci divenne alla fine per Randone un rituale “etrusco”. I pochi fortunati invitati a partecipare a queste cerimonie, tra cui Balla, ricevettero un invito sotto forma di “ostia di bontà”, simile all’ostia eucaristica della Chiesa cattolica ma decorata con simboli pagani, socialisti e massonici.
Uno degli ospiti raffigurava la “Tria Fata”, le tre Sibille degli oracoli romani. Erano le figlie di Randone, Yris, Honoris (1892–1968) e Horitia (1894–1984), vestite con abiti più o meno simili a quelli delle sacerdotesse etrusche e agli abiti cerimoniali indossati dalle comunità tolstoiane in Russia e altrove.
Le tre ragazze officiavano anche il rituale della cottura della ceramica, dove Balla era un ospite frequente. Una partecipante a queste cerimonie, che ne ha lasciato un resoconto, era la baronessa olandese Henriëtte Willebeek le Mair (1889–1966), moglie del barone Hubertus Paulus van Tuyll van Serooskerken (1883–1958), che era il leader del ramo olandese dell’Ordine Sufi in Occidente (dopo il 1923 chiamato International Sufi Movement) fondato da Hazrat Inayat Khan (1882–1927).
In seguito, la baronessa portò Inayat Khan a visitare Randone nella sua scuola di Roma, dove tenne una lezione nel 1923. La baronessa riferì che, nel rituale ideato da Randone, si inginocchiò davanti alla fornace con le Tre Parche e pregò gli spiriti del fuoco, prima di iniziare cerimonialmente il processo di cottura.
Questi non erano gli unici spiriti evocati nella torre di Randone. Dal 1902 al 1912, anche la figlia dell’artista, Horitia, agì come medium nelle sedute spiritiche, e lo spiritualismo rimase una parte importante della spiritualità e della visione del mondo di Randone.
Il lavoro di Randone come ceramista è spesso menzionato insieme a quello di Duilio Cambellotti (1876–1960), un altro protetto di Nathan e appassionato di arte etrusca. Tuttavia, Randone vedeva in Cambellotti più un rivale che un amico, e raramente collaboravano. Infatti, l’unico legame duraturo tra loro era Balla, un amico comune.
Sia le esperienze di Cambellotti sia le curiose attività del Maestro delle Mura confermano il peculiare clima artistico e culturale della Roma di Nathan, dove la ricerca di forme di spiritualità capaci di sfidare l’egemonia del cattolicesimo era un tratto dominante. Non sarebbe sorprendente apprendere che Randone, seguendo un’altra delle sue amiche, la pedagogista Maria Montessori (1870-1952), che ne era già membro, si fosse unito alla Società Teosofica, come sostiene De Feo. Sebbene De Feo nei suoi studi su Randone menzioni costantemente la Società Teosofica, gli indirizzi delle riunioni a cui presenziava l’artista indicano che egli partecipava principalmente alle attività di un gruppo scissionista, l’Independent Theosophical League, dove teneva anche lezioni Inayat Khan. Ciò potrebbe spiegare perché Randone non sia elencato nei registri della Società Teosofica Italiana, né della Società internazionale di Adyar; potrebbe essere stato un membro del gruppo scissionista.
Più tardi, nel 1920, Randone avrebbe mostrato ad alcuni visitatori “la Catena d’Oro inviataci dal Presidente della Società Teosofica”, anche se non è chiaro chi fosse questo Presidente e cosa fosse esattamente la Catena d’Oro.
Randone morì nel 1935, considerato uno dei grandi ceramisti di una generazione dimenticata, che oggi però viene riscoperto attraverso libri e mostre.
Traduzione non rivista dall’autore curata dalla Redazione di questo giornale
* https://bitterwinter.org/francesco-randone-between-theosophy-and-etruscan-dreams/





