Home Cultura FRAGILITA’, DEBOLEZZA O VIRTU’

FRAGILITA’, DEBOLEZZA O VIRTU’

0

di Sergio Restelli

La fragilità è tra le più importanti virtù umane. Tutti siamo fragili, ma la vera forza si sviluppa dalla debolezza, a condizione che la fragilità non si trasformi in rassegnazione o accidia. La fragilità è l’essenza stessa dell’uomo, negarla significa rifiutare una parte essenziale della nostra persona.
La condizione di fragilità coinvolge fatalmente ogni cosa che vive e, dunque, per eccellenza, l’uomo vivo. Occorre però distinguere due aspetti della “fragilità umana”: quelli che riguardano la precarietà dell’esistenza e quelli che si riferiscono alla fragilità delle caratteristiche psico-fisiche individuali.
Il primo aspetto riguarda il concetto di fragilità esistenziale, che accomuna tutti gli esseri viventi, inclusi gli uomini. Ciò che rende fragile la natura umana è il suo rapporto con la vita stessa, con la consapevolezza della caducità, della sofferenza, dell’invecchiamento e del cammino inevitabile verso la morte.
Il secondo aspetto riguarda la contrapposizione storica tra fragilità e forza. L’uomo è stato tradizionalmente rappresentato in entrambe le versioni: come un individuo “forte” che rappresenta solidità, resistenza fisica, stabilità morale, soppressione delle paure, competizione e governo autoritario; e come un individuo “fragile” caratterizzato da predisposizione ai cedimenti fisici, alle malattie, nonché debolezza morale, timidezza, paura, ecc.
La fragilità sembra quasi un concetto obsoleto, una lingua estinta, un termometro inutile della debolezza, ma in realtà è estremamente moderna. In un’epoca in cui abbiamo bisogno non solo di condividere, ma anche di mostrare gentilezza e responsabilità verso gli altri, dalla famiglia stretta ai vicini di casa, dagli uomini e dalle donne che arrivano da lontano con i loro bambini, a coloro che ci stanno accanto per scelta o per dovere, tutti i giorni.
Tuttavia, esiste un’altra forma di fragilità che si combina con la capacità di emozione, con la sensibilità percettiva e con la flessibilità che consente di mantenere l’equilibrio tra le diverse componenti fisiche e psichiche. L’uomo è stabile proprio perché è labile, cioè flessibile, elastico e plastico, il che genera capacità di adattamento e disponibilità al cambiamento.
In questa prospettiva, la fragilità consente all’uomo di comprendere i propri limiti, di percepire le fragilità degli altri e di sviluppare la capacità di comprensione e pietà. La fragilità rifà l’uomo, permettendogli di prendere coscienza dei suoi limiti, difetti e miserie, e di guidare i propri comportamenti sotto la virtù più importante, l’umiltà.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui