
di Marco Sarli
L’assalto alle Generali rischia di determinare la vittoria della finanza cattolica su quella cosiddetta laica.
Con una mossa degna di un abilissimo trader di Goldman Sachs (la potentissima Investment Bank globale nelle cui fila ha militato per qualche anno anche l’ex tutto Mario Draghi), Carlo De Benedetti ha venduto tutto e si è ritirato in un auto esilio in Svizzera prendendo opportunamente la cittadinanza e scomparendo dalla scena pubblica italiana.
È in questo vuoto di rappresentanza che i poteri forti dello schieramento cattolico di destra nostrano stanno cogliendo la grande opportunità di prendere (in parte hanno già preso) il controllo di Mediobanca che ha in pancia tanta liquidità e una sola partecipazione di rilievo appunto nelle Assicurazioni Generali, cioè la più grande compagnia italiana e una delle prime in Europa e forse anche a livello globale.
Il problema che si presenta ai congiurati è rappresentato dal fatto che la BCE e la stessa Bankitalia non permetteranno mai a dei soci non bancari di prendere Mediobanca ed è così che si presenta nelle vesti di Cavaliere Bianco Carlo Messina CEO della gigantesca Banca Intesa-San Paolo che sin dai tempi del cattolicissimo Giovanni Bazoli di quello schieramento fa indubbiamente parte.
Quello che è certo è che ne vedremo delle belle e in tempi relativamente brevi!





