
di Achille Nobiloni
Visto che in Italia a dichiarare 100.000 euro l’anno di reddito è sì e no l’1% dei contribuenti, generalmente definiti “i super ricchi”, dove le andranno a cercare le risorse per aiutare il ceto medio, quello con reddito da 35.000 a 50.000 euro l’anno? Forse dai “ricchi”? E quand’è che uno è considerato “ricco” in Italia?
Davvero lo Stato vanta crediti per ben 1.200 miliardi di euro nei confronti di cittadini e imprese e bisognerà attendere la fine del prossimo anno per sapere se e quanto di questi crediti sarà effettivamente esigibile?
Ma chi sono i debitori di queste somme? Entro quanto tempo e con quali modalità si riuscirà a farli pagare? Quanto si dovrebbe poter riuscire a recuperare?
1.200 miliardi di euro sono veramente tanti: basta pensare che è una somma pari a poco meno della metà dell’intero debito pubblico nazionale che ammonta ormai a 2.900 miliardi!
A leggere i dati pubblicatiun dal Corriere della Sera viene davvero lo sconforto perché non si può neanche prendersela con un Governo piuttosto che un altro: a ridursi così e ad accumulare 1.200 miliardi di crediti di dubbia esigibilità ci saranno infatti voluti decenni di Governi diversi e di tutti i colori.





