di Giuseppe Augieri
A spasso tra gli aforismi…..con la mente al come fare politica.
Speranza ed illusione hanno la stessa radice: in un sogno, senza il quale sarebbe impossibile vivere. «Non separarti dalle illusioni. Quando se ne saranno andate, può darsi che tu ci sia ancora, ma avrai cessato di vivere»1). E ancora «Le illusioni sono per l’anima quello che l’atmosfera è per la terra. Toglietele quella tenera coltre d’aria e vedrete le piante morire, i colori svanire.»2).
Ma si può vivere solo di illusioni? Ed anche: quello a cui non si può rinunciare è l’illusione o la speranza? Il confine è tenue, incorporeo come il sogno che li genera. Eppure il territorio da esplorare al di qua ed al di là di esso confine è profondamente diverso. «L’illusione, più che sperare, fa sognare.»3). Dunque tenue, ma la differenza c’è. Non è vietato sognare: solo devi sapere di farlo.
«Nulla è più facile che illudersi, perché ciò che ogni uomo desidera, crede anche che sia vero» diceva Demostene. Ma desiderare non basta. «L’illusione è l’amante ritrosa della realtà che la rallegra quando è triste.»4). Dunque la realtà non può essere negata, solo addolcita dal sogno. E perciò l’illusione è qualcosa che accarezza lo spirito, l’anima. «L’anima ha delle illusioni come l’uccello ha delle ali: è ciò che la sostiene.»5). Ma non c’è solo l’anima da nutrire, nella vita di noi tutti.
Illusione e speranza: bisogna trovare in se stessi la forza per distinguere l’una dall’altra. «E’ molto più difficile uccidere un fantasma che una realtà.»6). Vero. Se non ti senti pronto ad accettare questa difficoltà, è bene riflettere sul cosa il tuo ideale ti spinge a fare. Perché idealità è assieme sogno, illusione, speranza, un insieme confuso di valori eppure tremendamente diversi. Quando da entità singola si passa ad essere comunità, e di quella comunità tu sei rappresentante, quelle differenze non possono essere negate. Non è la stessa cosa avere un ideale o essere chiamato a metterlo in pratica; come non è la stessa cosa essere un monaco o fare il missionario.
Per chi fa politica, solo raziocinio dunque? Ed il raziocinio uccide il sogno? Non necessariamente. «Contano due principî: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire.»7). Nel fare politica speranze e concretezze devono fondersi: speranze, però, non illusioni.
«Tesori di intelligenza possono essere investiti al servizio dell’ignoranza, quando il bisogno di illusione è profondo.»8). Si può mai cadere in questo paradosso: la conoscenza per ignorare?. Sarà prosaico, ma questo è il senso più profondo del difficile compito affidato a chi vuole rappresentare una collettività.
«Le folle non hanno mai provato il desiderio della verità. Chiedono solo illusioni, delle quali non possono fare a meno. Danno sempre la preferenza al surreale rispetto al reale; l’irreale agisce su di esse con la stessa forza che il reale. Hanno un’evidente tendenza a non distinguere l’uno dall’altro.9). E’ questo che si chiede a chi fa politica e dunque deve costruire il futuro?
Scusatemi: invecchio. Dallo scrivere sul libro dei progetti passo allo sfogliare l’album fotografico. Ricordi di interrogativi mai risolti, di dubbi mai chiariti, di confronti mai ultimati.
E mi vengono strane idee.
1) Mark Twain
2) Virginia Wolfe
3) Roberto Gervaso
4) Kresley Cole
5) Victor Hugo
6) Virginia Wolfe
7) Italo Calvino
8) Saul Bellow
9) Sigmund Freud




