di Sergio Pizzolante
Conduttori abituati a dire quelllo che voglio ora dicono che le querele sono fascismo. Sono ridicoli.
In prima serata televisiva dichiarano la fine della libertà di stampa.
Cioè, loro, giustizialisti, sempre schierati con i magistrati temono il giudizio dei magistrati.
Le querele le valutano i magistrati non il Governo.
Quindi loro che hanno per decenni lamentato l’impunità dei i politici, vogliono essere impuniti.
Vogliono il diritto di “sputtanare”. Infangare. Esattamente come i giornalisti ai tempi del fascismo.
E quando i magistrati dicono che la trattativa Stato Mafia non è esistita, dopo che l’anti mafia della Trattativa ha infangato servitori dello stato e il Capo dello Stato, loro dicono che quella non è la verità. Che sarebbe una verità giudiziaria che non corrisponde alla verità. Quella storica. Che è solo la loro. Non quella delle sentenze dei giudici.
Il Governo è di estrema destra, dicono, che peraltro a loro dire ha come riferimento i picchiatori.
E i magistrati che hanno giudicato falsa la Trattativa stato mafia, deduco. Picchiatori anche loro immagino.
Denunciano il “massacro” della Schlein per Vogue, difendono il loro massacro decennale degli avversari, pretendendo l’impunita per i loro massacri.
Disgustosi.
Qualcosa di analogo avviene riguardo la boutade del ministro degli interni francese. E’ accaduta una cosa buonissima e una una pessima.
La reazione del Governo agli insulti del ministro degli interni francese mi sembra una buona cosa. Il risentimento della Meloni per essere stata paragonata alla Le Pen mi sembra una cosa buonissima.
Ma che, i media italiani, i talk, gran parte della sinistra dicano della Meloni più o meno quello che dice il ministro francese mi sembra una cosa pessima, esattemente analoga i conduttori di cui sopra.
Lo dico per l’Italia non per la Meloni, che io non voto.




