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DALLA SELCE AL SILICIO E GLI UOMINI CHE CAMBIARONO IL MONDO

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di Massimo Coccia

Ci sono stati alcuni uomini che piu’ di altri hanno cambiato il corso della storia dell’umanita’ e in un epoca in cui si parla spesso di intelligenza artificiale vorrei raccontarvi qualcosa di loro ma sopratutto del Professor Federico Faggin, un fisico italiano che con le sue invenzioni ha permesso di racchiudere il potenziale di un computer che agli albori dell’informatica occupava 100 metri di spazio, in un piccolissimo chip misurato in nanometri che integra milioni di transistor.

Alcuni di questi uomini da Steve Jobs a Bill Gates  hanno cambiato lo stile di vita di miliardi di persone con i loro prodotti altamente tecnologici. Tutti nel mondo usano questi devices per migliorare la loro qualità della vita, far viaggiare le informazioni in tutto il globo in modo veloce, scambiare idee opinioni, realizzando in un certo senso una vera rivoluzione culturale. Pensiamo a tutti coloro che prima non avevano accesso a nessuna informazione mentre oggi con un semplice smartphone possono avere accesso a tutto il sapere che si desidera.

Pensiamo al britannico Tim Berners Lee, l’uomo che ha inventato il Web e che ha donato al mondo la sua invenzione senza lucrarci sopra. Il Web è il servizio che ci permette di navigare tra i contenuti della rete di Internet. La rete si è sviluppata negli anni sessanta e si chiamava Arpanet e fu Lawrence G Roberts nel 1965 al Mit che connesse due computer tramite telefono a realizzare questo progetto e si può affermare che Arpanet fu il predecessore della rete di Internet.

Ed ora parliamo di Federico Faggin un italiano  nato a Vicenza, un fisico, che si trasferì nella silicon valley lavorando in Intel che ha inventato con la sua squadra il primo microprocessore e le relative architetture con lo sviluppo dela tecnologia MOS con gate di silicio permettendo la fabbricazione dei microprocessori Eprom e Ram con dinamiche e sensori CCD che sono stati gli elementi essenziali per la digitalizzazione delle informazioni. Nel 1974 fondò e diresse la società Zilog nella quale sviluppò il processore Z80. Nel 1986 sviluppò un altra società la Synaptics che inventò i primi touchpad e touch screen.

Se noi siamo i grado di usare questa tecnologia con il semplice tocco delle dita lo dobbiamo a Faggin. Di lui Bill Gates disse:” senza Faggin la Silicon Valley sarebbe solo Valley”. Quello che ci colpisce al di là di tutte le sue rivoluzionarie invenzioni è stato il suo interesse a studiare il tema, oggi assai di moda, di come dare una coscienza e un sentimento ad una macchina. Faggin vuole capire il significato della differenza tra pensare una cosa e sperimentarla dentro di noi. Cercava di sperimentare di essere il mondo con un punto di vista di se stesso, concetti non facile da comprendere. Si sentiva energia mescolata da gioia e amore, capendo che la coscienza era molto di più di quello che pensava prima. Lui era il mondo e l’osservatore del mondo.

Se Faggin era il punto di vista del mondo dedusse che il mondo non poteva morire con la sua morte fisica convincendosi che la morte non era la fine di tutto. In un certo senso crea un ponte tra la scienza e la spiritualità dell’individuo. Iniziò a studiare la coscienza partendo dallo studio della sua coscienza sperimentando la coscienza che usciva dal corpo. La coscienza era un elemento fondamentale per capire che la materia derivava dalla coscienza. Faggin crede che la realtà deve avere per forza due facce, dentro di se si deve autoriflettere ma fuori di se deve avere simboli poichè deve comunicare con altri enti.

La coscienza ha la coscienza della propria coscienza ha una propria identità e per esistere deve avere un significato interiore. L’esperienza è rappresentata da informazione quantistica e non è clonabile, la nostra esperienza personale quindi non è clonabile. Il Tao dice che per dire occorre trasformare in simboli, ma tutta la propria esperienza non può essere trasformata in simboli, non si può copiare. Il libero arbitrio è una proprietà che richiede l’esistenza della fisica quantistica e se non fossimo coscienti non avremmo il libero arbitrio e non potremmo avere l’esperienza.

Per quanto si provi a dare un sentimento, una coscienza ad una macchina, la stessa non potrà mai essere paragonata ad un uomo perchè non ha esperienza e non possiede il libero arbitrio. Per quanto un padre cerchi di trasmettere il proprio amore al proprio figlio tramite simboli non riuscirà mai a farlo completamente proprio perchè il suo se interiore è talmente vasto e non completamente replicabile. Si può cercare di comprendere il desiderio della scienza di creare vita con una coscienza da materia inanimata per poi capire in fondo che questo è impossibile poichè la creatura che si chiama uomo non sarà mai completamente replicabile e la fisica quantistica potrà essere applicata solo per dare maggiore velocità alle operazioni che una macchina o un computer possono compiere. Faggin si rende conto che l’universo ha una coscienza e noi siamo parte di un tutto.

Ogni singola nostra cellula ha un genoma che racchiude tutte le informazioni genetiche della nostra essenza di individuo. Il micro è uguale al macro se si pensa alle orbite elittiche dei pianeti intorno al sole simili alle orbite degli elettroni in un atomo che ruotano intorno ad un nucleo composto da protoni e neutroni. Faggin immagina cose che pensiamo in molti ma che, non riuscendo a trovare i simboli giusti, non capiamo come rappresentare. Del resto solo un uomo che ha dato il via alla quarta rivoluzione industriale insieme a pochi altri poteva avere queste intuizioni sulle origini della nostra natura umana, dell’universo che ci circonda e delle interazioni che abbiamo con tutto il creato, del resto siamo parte dell’uno e siamo fatti della stessa sostanza delle stelle. Cari amici dovete riferire ai vostri conoscenti nord europei, dell’est, asiatici, nord e sud americani che noi italiani non siamo solo pizza e mandolino con tutto rispetto verso questi nobili mestieri ma siamo anche altro, e se ci fanno caso un “Faggin” italiano che ha studiato nelle università e scuole italiane si trova sempre nella storia dell’umanità quando c’è da fare un salto in avanti verso il progresso senza citare personaggi stranoti.

Auguro all’Italia di scoprire un “Faggin” in ogni generazione presente e futura per il bene e il progresso dell’umanità.      

 

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  • Redazione

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