Home Economia e finanza COSA PREVEDE L’INTESA SUI DAZI TRA USA E UE

COSA PREVEDE L’INTESA SUI DAZI TRA USA E UE

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Tra Usa e UE accordo fatto sui dazi. l’Unione europea attende ora che i decreti esecutivi degli Stati Uniti per l’introduzione del dazio del 15% vengano effettivamente adottati il primo agosto e, subito dopo, prevede la sospensione delle contromisure Ue a partire dal 4 agosto, evitando così l’attivazione fissata per il 7.

Sulla scia dell’accordo firmato dal Giappone – ma con il 5% in più rispetto all’intesa raggiunta da Londra e triplicando la media pre-Trump del 4,8% – l’intesa europea si accolla anche una dote consistente di investimenti da incanalare negli Stati Uniti.

Ecco i punti principali:

Tasso di riferimento – Il cuore dell’intesa è l’aliquota doganale del 15%. Lo schema include la clausola della ‘nazione più favorita’ (Mfn) – garanzia di parità e non discriminazione nel quadro della World Trade Organization – che stabilisce la tariffa media reciproca del 4,8% nel commercio transatlantico, valida nel pre-Trump.

 Acciaio e alluminio – Nessuna concessione per i metalli industriali: i dazi Usa del 50% restano in vigore. Un pugno duro già visto nel 2018, quando il tycoon applicò tariffe rispettivamente del 25 e 10% ai comparti, provocando una reazione a catena: le contromisure continentali per 2,8 miliardi di euro colpirono prodotti simbolici come bourbon, Levi’s e Harley-Davidson.

Auto – Andrà meglio all’automotive sostenuto dal pressing costante delle ammiraglie tedesche. Il settore, inclusa la filiera della componentistica, strappa un allentamento del dazio al 27,5%, con l’armonizzazione alla soglia del 15%. Una tariffa ancora robusta, ma che ridà ossigeno a uno dei comparti più strategici per l’export continentale.

Agroalimentare – L’aliquota flat si estende anche alla filiera agricola assorbendo i dazi preesistenti: in alcuni casi – come per i prodotti lattiero-caseari e l’olio extravergine d’oliva tricolore – si arriva a un impatto nullo. Diverso il destino del vino che, salvo un’esenzione ancora da confermare, rischia un incremento dei dazi rispetto all’attuale soglia del 2,5%.

Farmaci e chip – Anche il comparto sanitario – farmaci, vaccini e dispositivi essenziali – e i semiconduttori si ferma a quota 15, senza tuttavia essere al riparo. Trump si è già detto intenzionato a introdurre dazi progressivi sui due settori a partire da agosto e, per i pharma, non ha escluso l’ipotesi di arrivare alla cifra monstre del 200%.

 Esenzioni – A festeggiare i dazi zero sono alcuni dei settori più sensibili e ad alta intensità tecnologica: aerei civili, robotica avanzata e macchinari industriali. In particolare, l’industria aerospaziale – storicamente segnata dal contenzioso tra il colosso franco-europeo Airbus e l’americana Boeing – beneficia di un tacito accordo di non belligeranza. Anche liquori e alcool potrebbero essere risparmiati.

Contropartite ue – Bruxelles riconoscerà alcuni standard tecnici statunitensi nell’automotive. Spazi di flessibilità, seppur calibrati, si estenderanno a tech, IA e criptovalute. Sul piatto Usa anche il rafforzamento dell’impegno europeo negli acquisti di armamenti a stelle e strisce – già delineato nell’intesa sul 5% in ambito Nato -, accompagnato da 600 miliardi di dollari di investimenti oltreoceano e 750 miliardi in forniture energetiche americane, gnl in testa, nei prossimi tre anni.

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  • Redazione

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