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DAZI, SCHIZOFRENIA DEI PARTITI DELLA COALIZIONE URSULA

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I commenti delle varie cancellerie, dei partiti e dei vari operatori economici all’accordo tra Donald Trump e Ursula von der Leyen mettono allo scoperto, se ancora ve ne fosse la necessità, che l’Unione Europea non esiste, in quanto ogni Stato fa per sé, e che le forze politiche che sostengono la Commissione sono affette da schizofrenia grave.

Sferzante il giudizio del premier ungherese Victor Orban, per il quale Trump ha “mangiato Ursula von der Leyen a colazione”.

Il primo ministro francese François Bayrou ha usato parole molto dure: “È un giorno buio quello in cui un’alleanza di persone libere, unite per affermare i loro valori e difendere i loro interessi, finisce per sottomettersi».

Il ministro con delega agli Affari europei, Benjamin Haddad, ha definito l’accordo «squilibrato» e ha detto che gli Stati Uniti «hanno scelto la coercizione economica e di ignorare completamente le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio».

I ministri francesi e il loro presidente dovrebbero trarne le conclusioni e togliere la fiducia alla Commissione e alla baronessa, ma, evidentemente, è meglio urlare alla luna e non fare niente.

Le critiche sono arrivate anche dall’opposizione, sia da destra che da sinistra.

Jordan Bardella, il presidente del Rassemblement National, ha definito l’accordo una «resa» dell’Unione e ne ha approfittato per criticare la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen e il governo francese.

Il leader del Partito Socialista, Olivier Faure, ha detto che l’accordo «è una vergogna». E allora che ci sta a fare nella coalizione che sostiene la von de Leyen. Chiacchiere su chiacchere dei socialisti, ma il potere è come la colla.  

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz ha detto che “è positivo che Ue e Usa siano riusciti a trovare un’intesa evitando un’escalation inutile nelle relazioni commerciali transatlantiche” che “avrebbe colpito duramente l’economia tedesca orientata all’export”. In particolare Merz ha sottolineato il risultato ottenuto sull’automotive, con i dazi scesi dal 27,5% al 15%, in un settore dove “la rapida riduzione delle tariffe è di massima importanza”. “Siamo riusciti a tutelare i nostri interessi fondamentali, anche se avrei auspicato maggiore flessibilità”, ha aggiunto Merz, assicurando “pieno sostegno” a Bruxelles per finalizzare “i dettagli.

Le associazioni economiche tedesche criticano l’accordo doganale tra UE e USA. L’accordo commerciale invia un segnale fatale, poiché l’UE accetta dazi dolorosi, ha dichiarato Wolfgang Niedermacher, esperto dell’Associazione Federale dell’Industria Tedesca (BDI). «Perché anche un’aliquota doganale del 15% avrà un enorme impatto negativo sull’industria tedesca orientata all’esportazione».

I dazi concordati sono troppo alti dal punto di vista dell’industria chimica, ha spiegato il direttore generale dell’Associazione dell’Industria Chimica VCI, Wolfgang Grosse Entrup. «L’export europeo perde competitività».

«Il sovrapprezzo sui dazi rappresenta per molti dei nostri commercianti una minaccia all’esistenza», ha riferito l’Unione Federale del Commercio all’Ingrosso, Estero e dei Servizi (BGA). L’accordo con gli USA costerà anche alla Germania in termini di crescita, benessere e posti di lavoro.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha affermato di apprezzare gli sforzi compiuti dalla Commissione europea e di sostenere quindi l’intesa ma “senza alcun entusiasmo”. Per il primo ministro spagnolo, l’Ue dovrà trarre insegnamento da questa situazione e raddoppiare i suoi piani per raggiungere un’autonomia strategica e sviluppare migliori legami commerciali con altri paesi.

Inoltre, parlando in una conferenza stampa a Madrid, Sanchez ha sostenuto che Bruxelles deve diversificare le sue relazioni commerciali con altri paesi, sostenendo l’ambizione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di concludere accordi con Indonesia e India.

Bruxelles difende l’accordo affermando che è meglio di una guerra commerciale.

L’accordo, secondo Bruxelles, fornisce stabilità a prevedibilità alle relazioni commerciali ed economiche in una fase di acuta difficoltà sul piano geopolitico con la guerra in Ucraina ancora lontano dalla conclusione e la concorrenza cinese, che non è più soltanto economico-tecnologica.

Il commissario al commercio Maros Sefcovic ha detto chiaro e tondo alla conferenza stampa a Bruxelles stamattina: “Alcuni credono ancora si possa tornare alla situazione precedente il 2 aprile, credo che guardando agli accordi stipulati tra gli Stati Uniti e i suoi partner commerciali nelle ultime settimane o al numero di lettere che stabiliscono le nuove tariffe doganali da qui al primo agosto, sia abbastanza ovvio che il mondo che c’era prima del 2 aprile sia svanito, dobbiamo semplicemente adattarci, dobbiamo affrontare le sfide che derivano da questo nuovo approccio. L’intesa raggiunta è al 100% meglio di una guerra commerciale”.

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  • Redazione

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