
“Questi Paesi mi chiamano, mi baciano il culo, stanno morendo dal desiderio di fare un accordo”.
“Sono orgoglioso di essere il presidente dei lavoratori, non di chi delocalizza; il presidente che difende Main Street, non Wall Street”.
Nella sala della Casa Bianca Trump espone un cartello con i dazi a raffica che colpiscono amici, nemici, alleati.
Indignazione. Sorpresa. Macron si erge a difensore del mondo contro il magnate impazzito. Starmer vorrebbe fare altrettanto, ma non osa. I tedeschi, che hanno capito che i fulmini li riguardano, non sanno bene come comportarsi.
L’Unione Europea, con la solita logica delle chiacchiere inconcludenti, dispone un contrattacco in tre rate, pronta a fare marcia indietro. La von der Leyen è attonita.
Le coorti degli impotenti sono sul piede di guerra o, forse, con la guerra sul piede. Starmer e Macron. Anzi, siamo precisi: Macron e Starmer vogliono andare a Odessa. Il re d’Inghilterra viene inviato a Ravenna, ora capitale dei neocon-socialisti in veste Pd, dopo essere stata tre volte capitale: dell’Impero romano d’Occidente (402-476), del Regno Ostrogoto (493-540) e dell’Esarcato bizantino (584-751).
L’impero catto-comunista? C’è da fare alleanza.
L’attuale Inghilterra, al tempo, era parte della Britannia, una provincia dell’Impero romano. Gli angli e i sassoni conquistarono l’Inghilterra nel V secolo. Il Regno d’Inghilterra nacque nel 927 con Atelstano.
Vecchie storie di conquistatori e di conquistati.
Del viaggio di re Carlo III i giornali inglesi non scrivono una riga, salvo commentare l’abito della regina e la felicità per la visita privata dal Papa. Valli a capire gli inglesi. Aplomb? O a piomb, nel senso di caduta libera?
Trasformare un reale in un leader del centro sinistra e della linea green del Vecchio Continente? Siamo a questo punto? Sic transit gloria anglorum.
E Odessa? Francia e Gran Bretagna stanno preparando un intervento a Odessa, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, durante un briefing come riporta Ria Novosti.
La notizia, se confermata, segnerebbe un’ulteriore escalation nel confronto tra Russia e Occidente (o almeno una parte di Occidente).
Meglio: segnerebbe il mettersi di traverso di Francia e Gran Bretagna alle iniziative di pace di Donald Trump, secondo la logica dei neocon e dei fabiani, nonché di certi circoli finanziari che operano sulle due sponde della Manica.
Maria Zakharova ha ricordato che il 3 e 4 aprile scorsi si è tenuta a Kiev una riunione dei capi di Stato maggiore di Ucraina, Gran Bretagna e Francia. “In sostanza, la discussione verteva sui parametri di un futuro intervento franco-britannico nei porti ucraini del Mar Nero, in particolare a Odessa”, sostiene Zakharova secondo la quale il fatto che non sia stata presa alcuna decisione in quell’occasione, abbia irritato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
“Ogni presenza” di truppe di Paesi Nato in Ucraina, “indipendentemente dalla bandiera, insegne e il mandato dichiarato, sarà considerato dalla Russia come una minaccia alla sua sicurezza e porterà il rischio di uno scontro diretto con l’intera Alleanza – ha aggiunto sempre Zakharova -.Il presidente ucraino aspetta passi concreti dai suoi alleati europei perché inviino le loro truppe, il che significherebbe che questi Paesi si uniscono al conflitto”.
Trump lavora per la pace, Francia e Inghilterra per la guerra.
Difficile pensare che Vecchio Mondo e Nuovo Mondo viaggino all’unisono, anche perché il Vecchio Mondo (non tutto per fortuna) appare suonato, stordito, fuori di testa.
Torniamo al: “Mi baciano il culo”.
Follia? No, Tecnica di comunicazione della quale gli intelligentoni della sedicente sinistra liberal-neocon-socialista dovrebbero occuparsi, anziché farsi regolarmente capponare.
Quel: “Mi baciano il culo” affossa il “politicamente corretto”, nel mentre Trump punta sul carbone, affossando il green, quello di cui ha parlato re Carlo III in Italia.
In uno dei decreti si legge: “E’ una priorità nazionale sostenere l’industria nazionale del carbone rimuovendo le barriere normative federali che minano la produzione del carbone per soddisfare la crescente domanda di energia interna, aumentando le esportazioni di carbone americane e assicurando che la politica federale non discrimini la produzione di carbone o la generazione di elettricità a carbone”.
Trump sottolinea che il rilancio del carbone serve anche a fornire l’energia necessaria ai data center per l’intelligenza artificiale.
L’unica vera notizia uscita dall’incontro del 27 febbraio tra Trump e Starmer riguarda un accordo Usa/Uk su tech e intelligenza artificiale.
Nel suo discorso al Parlamento italiano re Carlo III ha dedicato un passaggio significativo alle logiche green e alla crisi climatica: “I moniti che lanciai 16 anni fa in Italia sull’emergenza della crisi climatica sono tristemente confermate dagli eventi. Le tempeste estreme oggi si consumano ogni anno, moltissime specie rischiano di estinguersi, la posta in gioco è altissima: l’Italia ospita il più alto numero di specie animali in Europa, Viriglio comprese il rispetto che è dovuto alla natura, fu il padre dell’agricoltura sostenibile, parlò del rispetto dei cicli naturali della terra, dell’impollinazione delle api e perfino del compostaggio della materia organica. È incoraggiante vedere lavorare insieme i nostri Paesi per la tutela della biodiversità”.
Perfetta sintonia tra inglesi.
Proseguiamo. Rotto con il bacio sul culo il politicamente corretto, specificato che lui sta con gli operai e non con i finanzieri, con l’esposizione dei dazi ha fatto uscire allo scoperto amici e nemici, pavidi e risoluti.
L’Unione Europea ha fatto la solita figura del pollaio. Macron e Starmer, con qualche attenzione da parte di Merz, sono usciti allo scoperto come nemici.
Dopo la gelata dei dazi, ecco una pausa in sauna, al calduccio per tre mesi. Dazi sospesi. E allora tutti gli improperi, tutte le previsioni catastrofiche, tutte le lezioni di economisti, ballisti, tromboni e pifferai? Finite d’incanto.
Godono i finanzieri, che hanno ricevuto la paghetta. In pochi giorni, con salti in borsa del 5-6% chi è liquido e gioca a brevissimo si è fatto il gruzzolo (eufemismo).
Messaggio di Trump: bene, ora che vi siete riempiti le tasche smettete di rompere le tasche perché lavoro per l’economia reale, non per quella finanziaria.
Finita? No. Trump alza la posta con la Cina. Vuole confliggere? No. Probabilmente vuole un divorzio concordato su alcune filiere produttive, ma per i soliti pollastri si pone al questione, ormai ineludibile: con gli Usa o con la Cina?
Ecco i pollastri esporsi, tentare di non scegliere non serve. O con gli Usa o con la Cina, con tutto quello che comporta.
La Germania ne esce massacrata. Macron più che a Odessa potrebbe pensare a Sant’Elena. Per Starmer il destino è segnato: il suo re è il leader del centro sinistra europeo, nonostante la brexit.
Non si è mai visto niente di simile.
Il dramma dei poveri leaderini europei è che non vogliono capire e continuano a pensare di essere loro a comandare, a decidere, secondo le regole neocon e fabiane che hanno cancellato lo Stato politico per consegnare gli europei alla governance della burocrazia e della finanza.
In Francia si impedisce a Marine Le Pen di correre per l’Eliseo. In Germania si procede a riesumare la vecchia alleanza tra democristiani e socialisti.
La realtà incalza. I sondaggi, dopo l’inciucio tedesco, portano Afd in testa ad essere il primo partito con il 25%.
In Francia, grazie alle logiche totalitarie dei macroniani, i sondaggi danno Marine Le Pen al 32-36%, mentre Bardella è tra il 32 e il 35,5%. Lo sfidante con più possibilità, ossia Gabriel Attal è inchiodato al 18%.
Le coorti dei polliticamente corretti starnazzano, travolte da quel improponibile rozzo: “Mi baciano il culo” che squalifica Trump di fronte al loro mondo, fatto di cipria e di illusioni, di trombe fesse e di schiamazzi inutili.
Nel frattempo Mosca e Washington delineano la nuova geopolitica. Il pollaio non è invitato.





