
Il generale Yaron Finkelman, capo del Comando sud delle Forze di difesa israeliane: “Combatteremo nei vicoli, combatteremo nei tunnel, combatteremo dove necessario”
Il generale Yaron Finkelman, capo del Comando sud delle Idf, ha ordinato alle forze di terra di avviare un attacco di terra su larga scala nell’exclave palestinese.
“Combatteremo nei vicoli, combatteremo nei tunnel, combatteremo dove necessario”, ha annunciato Finkelman, aggiungendo: “Stazioni di Comando sud, è il comandante che parla. Stiamo lanciando un attacco contro (il movimento islamista palestinese) Hamas e le organizzazioni terroristiche. Il nostro obiettivo è uno, la vittoria. Non importa quanto dureranno i combattimenti, quanto saranno difficili, non ci sarà altro risultato, ma la vittoria. Combatteremo in modo professionale e potente alla luce dei valori delle Idf in cui siamo cresciuti, il principale dei quali è attenersi alla missione e lottare per la vittoria”.
Gli incubi di molti Paesi su un possibile allargamento del conflitto sembrano divenire realtà.
I ribelli sciiti Houthi filo-iraniani al potere a Sana’a, nel nord dello Yemen, hanno infatti rivendicato tre attacchi con missili e droni contro Israele. “Abbiamo lanciato numerosi missili balistici e droni contro vari obiettivi del nemico israeliano nei territori occupati”, ha detto il portavoce delle forze militari Houthi, Yahya Saree. “Questa è la terza operazione di questo tipo a sostegno dei nostri fratelli oppressi in Palestina. I lanci di missili e droni continueranno fino alla fine dell’aggressione israeliana”, ha aggiunto Saree, rivendicando quindi la responsabilità anche di due precedenti attacchi della scorsa settimana che hanno avuto conseguenze pure in Egitto.
La posizione degli Usa rimane rigidamente a favore di Israele.
Intervenendo ad un’audizione della Commissione per gli stanziamenti del Senato, il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha sottolineato che si dovrebbero prendere in considerazione delle pause umanitarie, ma un cessate il fuoco andrebbe a beneficio di Hamas. “Un cessate il fuoco, in questo momento, consoliderebbe semplicemente ciò che Hamas è stato in grado di fare e gli permetterebbe di rimanere dov’è, e potenzialmente ripetere ciò che ha fatto un altro giorno. E questo non è tollerabile”.
Il consigliere israeliano per la sicurezza nazionale Hanegbi, dopo aver detto che il rilascio degli ostaggi “è una nostra sacra responsabilità come nazione, nei confronti dei nostri soldati e dei nostri civili”, ha aggiunto che il sostegno degli Stati Uniti permette di “condurre una campagna senza precedenti potente” contro Hamas.
Ieri nel campo profughi di Jabalya Israele ha condotto un attacco su vasta scala ”contro una infrastruttura terroristica che apparteneva al Battaglione centrale” di Hamas, impadronitisi di edifici civili. Il portavoce militare israeliano in un comunicato ha affermato che ”un grande numero di terroristi sono rimasti uccisi. Fra questi, Ibrahim Biari, comandante del Battaglione centrale di Jabalya, responsabile della unita’ ‘Nukhba” che ha condotto l’attacco omicida del 7 ottobre, in Israele”.
Nel frattempo si assiste ad un esodo di cittadini dalla parte nord a quella sud di Gaza.
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (IDF) Jonathan Conricus ha reso noto che più di 800.000 palestinesi sono stati evacuati dalla parte settentrionale della Striscia di Gaza nel contesto dell’escalation del conflitto israelo-palestinese. “Sono felice – ha detto il portavoce dell’IDF, di vedere che più di 800.000 palestinesi sono stati evacuati dalla parte settentrionale, dalla principale area di combattimento”. Il portavoce militare ha anche affermato che Israele “sta intensificando” gli sforzi per facilitare la consegna di aiuti umanitari nel sud della Striscia di Gaza.





