
di Sartori Andrea
I cattolici parlano di Assunzione, gli ortodossi di “Dormizione”. La Costituzione apostolica Munificentissimus Deus di Pio XII dice testualmente “La Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. Il Cattolicesimo evita di parlare della morte di Maria, nonostante esistano dipinti riguardanti la morte della Vergine (famosissimo quello di Caravaggio, ma abbiamo anche quello di Mantegna) e Assunzioni “senza morte” (Tiziano, Guido Reni, Rubens).
I canonici non dicono nulla sulla parte finale della vita della Vergine. Qualcosa di più si ricava dall’apocrifo Transito della Vergine.
Maria in effetti muore alla presenza degli Apostoli a Gerusalemme. O meglio cade in un sonno profondissimo detto in greco Koimesis reso in latino come Dormitio.
Gli Apostoli portano la Vergine al sepolcro mentre gli abitanti di Gerusalemme tentano di rovesciare il feretro.
Gli Apostoli tornando al sepolcro lo avrebbero poi trovato vuoto, coperto di fiori. Come in un capovolgimento del racconto evangelico, il testimone dell’Assunzione e unico a crederci fu Tommaso, quello incredulo sulla Resurrezione di Gesù. Anche perché era arrivato in ritardo al funerale e vide in diretta l’Assunzione. La Vergine avrebbe lasciato a Tommaso la sua cintura (Madonna della Cintola di Filippo Lippi).
Sant’Alberto Magno, il grande filosofo, scienziato e alchimista domenicano maestro di San Tommaso d’Aquino, diceva che la Madonna morì d’amore, l’amore che la portava a voler vedere il Figlio.
Nella tradizione ortodossa l’icona della Dormizione mostra Maria morta o addormentata e Cristo con in mano la Sua anima raffigurata come neonato.
Morta o non morta? Il dogma cattolico parla solo di Assunzione, lasciando libera l’interpretazione sul resto.
Personalmente crediamo che se è passato per la morte Cristo ci sarà passata la Madre, donna mortale.





