Bocciato col voto segreto l’emendamento sulle preferenze
La Camera, con il voto segreto, ha bocciato l’emendamento di FdI – NM – UDC sulle preferenze e i capilista bloccati. I favorevoli sono stati 187, i contrari 188.
“Sì alle preferenze. No al voto segreto”, aveva scritto Giorgia Meloni in un post sui social.
“Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto – ha scritto la premier -. A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto”. “Sfido le opposizioni – la conclusione di Meloni – a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”.
Fonti di Forza Italia avevano fatto sapere in precedenza il sì azzurro all’emendamento sulle preferenze: “Al termine della riunione dei gruppi di Forza Italia nella Sala Colletti alla Camera, dopo ampia discussione, sono emersi il parere favorevole e l’indicazione a votare sì”.
“L’indicazione è chiara, il centrodestra rispetterà l’indicazione”, ha sottolineato il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani dopo la riunione dei gruppi parlamentari sulla legge elettorale, rispondendo a chi gli domandava se tema i franchi tiratori nella votazione a scrutinio segreto sull’emendamento alla legge elettorale sulle preferenze. “C’è stata un’assemblea – ha aggiunto -, non è stata un’imposizione”.
“C’è un problema che riguarda le donne, ma io ho garantito comunque che le donne avranno ampia rappresentanza nelle liste”, ha dichiarato Tajani, dopo la riunione dei gruppi parlamentari sulla legge elettorale, spiegando che il suo partito voterà a favore dell’emendamento sulle preferenze.
“Siccome nella legge elettorale” non è garantita la parità di genere, “io come segretario del partito l’ho garantito di fronte ai capigruppo e due vicesegretari del partito, Cirio e Benigni – ha chiarito -. E tenete presente anche che all’interno del partito ci sono una donna capogruppo, una donna presidente della consulta, una donna vicesegretaria, insomma una squadra ben diversa”.
Secondo Tajani “i partiti devono farsi carico loro della rappresentatività femminile. È un interesse pure, visto che le donne elettrici sono più degli uomini elettori: credo che sia giusto dare un’ampia rappresentatività alle donne”.
Una decisione che arriva a poche ore da quella, analoga, della Lega.
“In vista dei voti previsti da oggi in Aula sulla legge elettorale, la Lega si è riunita per valutare l’emendamento proposto da FdI, Noi Moderati e UDC. Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all’emendamento in oggetto”.
Così una nota del partito in merito all’emendamento sulle preferenze, in vista dell’esame in Aula alla Camera della riforma della legge elettorale.
“Anche sulle preferenze prevale la politica dell’inciucio” perché “questo emendamento, proposto da FdI, NN e UDC, che mantiene i capilista bloccati, mantiene il potere delle segreterie di partito e poi dà il contentino per le posizioni successive: noi non siamo d’accordo, vorremmo che effettivamente tutti i parlamentari fossero eletti con le preferenze” ma “oggi in Parlamento voteremo anche questo emendamento”, ha fatto sapere, in un video pubblicato sui social, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci.
Vannacci ha spiegato che i suoi parlamentari voteranno l’emendamento “perché sicuramente è meno peggio e riporta, se non altro, un minimo di sovranità al popolo”.
Ma “manterremo il nostro che è quello delle preferenze pure, che è l’unico che si presenta quale modifica volta a ridare sovranità al popolo. Vedremo chi voterà il nostro emendamento per vedere chi effettivamente crede nella democrazia e crede che ci sia bisogno di un cambiamento per riportare quel 50% di italiani alle urne”.
Il PD ha chiesto il voto segreto su tutti gli emendamenti per i quali è consentito dal regolamento, anche sulle preferenze. E a quanto si apprende i primi emendamenti dovrebbero essere tutti votati in modo segreto.
“Questa pessima legge elettorale è irricevibile, nel metodo e nel merito. Se la sono costruiti su misura per paura di perdere le elezioni, facendo forzature costanti in parlamento”, ha detto la segretaria PD, Elly Schlein, durante la sua relazione all’assemblea congiunta dei gruppi PD.
“Con questa destra non voteremo nulla, mentre voteremo tutti gli emendamenti soppressivi e quelli comuni presentati con i nostri alleati. Voteremo anche tutti gli emendamenti dei nostri alleati che pure superano le liste bloccate con collegi uninominali o preferenze”, ha aggiunto.
Bocciato, con 207 voti contrari e 155 favorevoli, un subemendamento all’emendamento di maggioranza sulle preferenze per la legge elettorale che riguardava la parità di genere. Il testo, a prima firma Luana Zanella (AVS) e sottoscritto anche da PD e M5S, prevedeva che “nel complesso delle candidature presentate da ciascuna lista i candidati capilista non possono essere dello stesso genere in numero superiore al 50% del totale”.
Scatenate le opposizioni che chiedono le dimissioni del Governo. Una gazzarra inutile.
“Il valore politico di quel che è accaduto non si nasconde. C’è una riflessione da fare ma sospendere i lavori” sulla legge elettorale “non è corretto”, ha affermato il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.
“Qualora tutta la proposta di legge fosse bocciata ci sarebbe una riflessione più ampia da fare”, ha aggiunto.
La presidenza della Camera aveva ha dato il via libera al voto segreto su un centinaio di emendamenti alla legge elettorale su 200 presentati, e agli articoli 1, 2 e 3.
La richiesta delle opposizioni di scrutinio segreto, ha spiegato il presidente di turno Fabio Rampelli, “può essere accolta per tutte le proposte emendative e gli articoli del provvedimento per cui sussistono i requisiti”.
Rampelli ha quindi ha annunciato la distribuzione di una tabella “con l’elenco di tutte le votazioni a scrutinio segreto accolte, a cui si aggiungerà anche la votazione finale”.
Tutto ciò premesso appare evidente che siami fronte a un sistema i cui appartenti non hanno il minimo interesse a ricercare oggettività e buon senso. Votare contro le preferenze significa solo voler perpetuare quella sorta di feudalesimo partitocratico che sta logorando il nostro Paese.
Purtroppo nel nostro paese non esiste lo Stato al quale tutti dovrebbero lealtà, ma esiste un complesso partitocratico che occupa e utilizza l’apparato dello Stato stesso.
Quindi figuriamoci se poteva esserci una votazione che avrepbbe riportato al centro il cittadino elettore, il quale dovrebbe essere il soggetto sovrano.
Di fronte a tutto questo non è stata sconfitta la Meloni e i suoi sodali, sono stati violentati i cittadini.
Cittadini che si spera finalmente escano dal letargo e mettano coloro che hanno votato contro di loro di fronte alle loro responsabilità.




